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Balneazione: sindaco Alessandrini farebbe bene a scusarsi

divieto di balneazioneLe polemiche sono estive perché d’inverno non facciamo il bagno in mare

Ho visto in tv interviste al sindaco sui problemi della balneazione davvero incredibili. Sembra quasi che l’intera città sia stata preda di allucinazioni e che solo il sindaco abbia mantenuto la lucidità. Negare l’evidenza non fa che aumentare l’irritazione e la rabbia assai diffuse nella cittadinanza anche tra chi ha votato per il sindaco.

Il contenuto delle dichiarazioni e il tono infastidito del sindaco sono assolutamente irricevibili.

Nessuno ha mai sostenuto che siano sue le responsabilità dirette per l’inquinamento del fiume e del mare o per i guasti delle condotte o le carenze della depurazione.

Al sindaco si contesta di non aver fatto quello che gli competeva, cioè la mancata ordinanza di divieto di balneazione.

 Ai sensi degli art. 5 e 15 del D.Lgs 116/2008 e a seguito delle analisi condotte dall’ARTA, qualora i dati di monitoraggio evidenzino il superamento dei valori limite, il sindaco doveva emettere ordinanze di divieto di balneazione provvedendo a darne tempestiva informazione al pubblico. Amministrazioni avvedute procedono anche in via precauzionale come ha fatto Rimini nei giorni scorsi. Continue reading Balneazione: sindaco Alessandrini farebbe bene a scusarsi

Ambiente, nessuno peggio del Pd

trivellati alle spalleAbruzzo . Incredibile voltafaccia dei democratici che protestavano contro Ombrina durante la giunta regionale di centrodestra

Tri­vel­lati alle spalle. Molto azzec­cato il titolo di prima pagina con cui il mani­fe­sto ha rife­rito del via libera da parte del governo al pro­getto di «Ombrina» con­tro il quale da anni gli abruz­zesi mani­fe­stano in massa e si sono schie­rati tutti gli enti locali, le orga­niz­za­zioni di cate­go­ria, la stessa Regione. Gli abruz­zesi hanno espresso la loro oppo­si­zione con due enormi mani­fe­sta­zioni che hanno visto decine di migliaia di par­te­ci­panti a Pescara nell’aprile 2013 e Lan­ciano lo scorso 23 maggio.

A que­ste cam­pa­gne con­tro la “petro­liz­za­zione” del nostro mare e del nostro ter­ri­to­rio il cen­tro­si­ni­stra e il Pd hanno sem­pre par­te­ci­pato attac­cando quo­ti­dia­na­mente la pre­ce­dente giunta regio­nale gui­data dal cen­tro­de­stra accu­san­dola di scarso impe­gno ambien­ta­li­sta.
Credo che non si possa elu­dere un bilan­cio poli­tico: è indi­scu­ti­bile che con il cen­tro­de­stra al governo della Regione e del paese otte­nemmo lo stop a «Ombrina» (decreto Pre­sti­gia­como) e pre­ce­den­te­mente il pre­si­dente Gianni Chiodi, che non era certo un ambien­ta­li­sta, ottenne da Ber­lu­sconi lo stop nel 2008 alla rea­liz­za­zione del Cen­tro Oli dell’Eni a Ortona, bat­ta­glia che aveva segnato la nascita del movi­mento in Abruzzo. Invece con il voto del Pd — che mani­fe­stava al nostro fianco con tanto di gon­fa­loni, sin­daci, asses­sori, con­si­glieri regio­nali e par­la­men­tari — abbiamo regi­strato una sfilza di prov­ve­di­menti legi­sla­tivi a favore delle com­pa­gnie petro­li­fere e un rilan­cio della fami­ge­rata «stra­te­gia ener­ge­tica nazio­nale» fon­dato sull’espropriazione di com­pe­tenze a Regioni e enti locali, livelli rispetto ai quali è più facile eser­ci­tare la pres­sione popolare.

Si è comin­ciato con il decreto Pas­sera appro­vato durante il governo Monti con ampia mag­gio­ranza bipar­ti­san e si è andati avanti sulla stessa strada con i governi Letta e Renzi fino allo Sblocca Ita­lia e alle pro­po­ste di modi­fica della Costi­tu­zione. Il can­di­dato pre­si­dente del Pd, D’Alfonso, un anno fa con grande diso­ne­stà intel­let­tuale in cam­pa­gna elet­to­rale rac­contò che avrebbe bloc­cato gli «ufo» pur sapendo che il suo par­tito avrebbe fatto il con­tra­rio. E infatti dalla mani­fe­sta­zione di Lan­ciano D’Alfonso si è tenuto ben lon­tano, nono­stante il suo arci­noto pre­sen­zia­li­smo, per­ché sapeva come sarebbe andata a finire.

Dun­que non c’è nulla di estre­mi­sta o set­ta­rio nel pren­dere atto che il Pd si è com­por­tato assai peg­gio di Ber­lu­sconi e il gover­na­tore D’Alfonso peg­gio del suo pre­de­ces­sore Chiodi. C’è da ragio­nare sul per­ché un cen­tro­de­stra com­ple­ta­mente estra­neo a qual­siasi sen­si­bi­lità ambien­ta­li­sta sia stato più per­mea­bile del Pd che nella sua classe diri­gente, tra iscritti ed elet­tori, certo ha radici diverse.

Aiuta a com­pren­derlo la bio­gra­fia di per­so­naggi come il ren­ziano Chicco Testa che da lea­der di Legam­biente negli anni ’80 ce lo siamo ritro­vati, soste­ni­tore del nucleare e lob­bi­sta delle com­pa­gnie petro­li­fere, ospite della Gru­ber a par­lare a favore di «Ombrina» nel men­tre era sti­pen­diato dalla società pro­po­nente Medoil! Per non par­lare dell’ambientalismo ormai al clo­ro­for­mio di Ermete Rea­lacci. Men­tre la vec­chia destra si è dovuta pre­oc­cu­pare della mobi­li­ta­zione popo­lare e in qual­che modo tenerne conto (come su pen­sioni, arti­colo 18 e tante altre cose), la nuova destra dei cen­tro­si­ni­stri va dritta come un bull­do­zer con­fi­dando che le pro­prie rami­fi­ca­zioni nell’associazionismo, nell’informazione, nel potere locale e soprat­tutto lo spau­rac­chio di Sal­vini comun­que gli con­ser­ve­ranno il “voto utile” di tanto popolo di sinistra.

Una prima con­si­de­ra­zione si può trarre da que­sta sto­ria: que­sti non sono il “meno peg­gio”. Biso­gna trat­tarli male come trat­ta­vamo male gli espo­nenti ber­lu­sco­niani. Senza nes­suno sconto. Al Pd biso­gna far capire che non fun­zio­nerà il gioco delle tre carte: pre­si­denti e sin­daci con­tro e governo a favore, con il terzo che vince sem­pre. Que­sto non implica che non dob­biamo esi­gere che Regioni, pro­vince e comuni fac­ciano la pro­pria parte con i ricorsi e qual­siasi altro stru­mento com­preso quello refe­ren­da­rio. Ci man­che­rebbe. Lo devono fare per­ché è loro dovere farlo avendo preso que­sto impe­gno con gli elet­tori dei loro ter­ri­tori, dalla Puglia all’Abruzzo. Il Pd non può pen­sare di cavar­sela con la schi­zo­fre­nia isti­tu­zio­nale dei suoi espo­nenti che sfi­lano con i cit­ta­dini sul ter­ri­to­rio e in par­la­mento tri­vel­lano alle spalle.
[mio articolo pubblicato sul Manifesto dell’11 agosto 2015]

Biomasse a Bazzano(AQ): benvenuta inchiesta magistratura

no inceneritore bazzanoQualsiasi cittadino onesto e che tenga all’ambiente e alla salute non può che salutare con gioia l’inchiesta della magistratura sul progetto della centrale biomasse di Bazzano (Aq).
Ricordo che presentai nel settembre 2013 una dettagliata interrogazione all’allora Presidente Chiodi in cui illustravo un lunghissimo elenco di criticità.
Proprio a partire dalla vicenda di Bazzano facemmo presente l’assurda situazione abruzzese con un proliferare esagerato di progetti di centrali a biomasse e riuscimmo a far approvare in Consiglio regionale nell’aprile 2014 una moratoria alle nuove autorizzazioni che fu dopo poche settimane revocata con un blitz bipartisan di PD e Forza Italia.
Anche in questo campo il nuovo governo regionale di D’Alfonso non ha portato alcuna discontinuità rispetto alle precedenti giunte.
Benvenuta l’inchiesta della Procura ma rimane amarezza per l’intreccio politica-affari e incompetenza della politica che ha consentito di disseminare autorizzazioni per una quantità di bruciare una quantità di biomasse enormemente superiore a quelle che l’Abruzzo produce.
Nulla di ecologico quindi in questo business in assenza di pianificazione e programmazione, ma molto denaro pubblico sperperato per incentivi che andrebbero indirizzati verso un’autentica riconversione ecologica.

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Gunder Frank: un aneddoto su movimenti e socialismo

(…) Globalizzazione e socialismo sono argomenti strettamente connessi a quello dei movimenti sociali. Se il primo termine é parte del linguaggio e  della pratica delle attuali forme di protesta, il secondo ha costituito l’obiettivo di molti movimenti del XIX secolo: non è un caso che la parola movimento “sociale” abbia la stessa radice della parola “socialismo”. Quando nel 1968 andai in Cile, mi portarono dal capo della polizia politica. Questo, sfogliando un dossier sulle mie presunte minacce sovversive, mi disse “Lei è socialista”. Io gli risposi: “sono un sociologo”. E lui: “Socialismo, sociologia…per me è lo stesso”. Non è proprio così, naturalmente, ma certamente possiamo dire che “sociale, sociologia, socialismo, movimento sociale” sono parole “socio-derivate”. L’aneddoto dà il senso di quale fosse il rapporto fra socialismo e movimenti sociali.

Andre G Frank, Per una storia orizzontale della globalizzazione

 

Corey Robin: i valori familiari del fascismo, da Vichy a Donald Trump

trumpHo tradotto un breve commento di Corey Robin alle dichiarazioni del candidato repubblicano miliardario Donald Trump. Interessante che si usi la parola “fascismo” per qualificare posizioni anti-immigrati assai diffuse in Italia e in Europa in questo momento. Ovviamente oltre a essere contro gli immigrati Trump è nemico del welfare state, dell’invadenza dello Stato, delle tasse, dei diritti dei lavoratori, ecc.

I fascisti spesso addolciscono il loro appello per la purificazione nazionale e la deportazione di elementi estranei, con invocazioni dei valori della famiglia.
Nel 1942, quando il regime di Vichy cominciò a consegnare gli ebrei nati all’estero della Francia ai nazisti, prese la decisione di deportare i loro figli (circa seimila) con loro. Al fine di soddisfare le quote dei nazisti – ma anche , Vichy proclamò – per tenere insieme le famiglie. Continue reading Corey Robin: i valori familiari del fascismo, da Vichy a Donald Trump