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La mia libreria su Anobii

STEPHEN COHEN: PERCHE’ E’ FINITA L’UNIONE SOVIETICA?

eltisn 1991Stephen Cohen è un  storico americano, noto in Italia soprattutto per la sua biografia di Bucharin edita da Feltrinelli negli anni ’70 molto apprezzata dal PCI.  In questo 25° anniversario della fine dell’URSS mi sono imbattuto in questo suo intervento di qualche anno fa, a mio parere molto interessante che mi è sembrato utile tradurre. Cohen è non solo un’autorevolissimo studioso della vicenda sovietica ma anche un osservatore che ha criticato la narrazione mainstream rispetto a ciò che succede nel mondo post-sovietico. Per esempio sulla vicenda Ucraina.  La spiegazione di Cohen della fine dell’URSS mi sembra molto convincente anche se vi sono molti altri fattori di cui tenere conto. Mi sembra che da un lato smonti la grande narrazione metastorica sulla cosiddetta “fine del comunismo” che è stata dominante da allora riportando l’attenzione sulla vicenda storica concreta e specifica. Dall’altro credo debba far riflettere anche chi continua a dirsi comunista, socialista, anticapitalista. Buona lettura!

E’ stato chiamato il “Vopros Veka.” E certamente sarà discusso da politici, studiosi e altri intellettuali per almeno altri 100 anni.
Ma è importante per cercare di trovare una spiegazione razionale ora perché le spiegazioni false e mitiche sul perché l’Unione Sovietica ha cessato di esistere vengono utilizzate per cattivi scopi politici in molti paesi, tra cui la Russia e l’America. Continue reading STEPHEN COHEN: PERCHE’ E’ FINITA L’UNIONE SOVIETICA?

Enzo Traverso: islamofobia, il nuovo razzismo occidentale

islamofobialepenHo tradotto un articolo dello storico Enzo Traverso uscito sul blog della casa editrice Pluto Press su un tema di drammatica attualità. Tra i libri di Traverso sono particolarmente affezionato a “La violenza nazista. Una genealogia” di cui consiglio vivamente la lettura. 

‘Una nuova ondata di islamofobia si sta diffondendo in Occidente. Se eletto presidente, Donald Trump ha promesso di espellere tutti i musulmani dagli Stati Uniti e in tutta l’Unione europea le correnti conservatrici reclamano leggi contro l’Islam. L’Islam è percepito come una barbarie e una minaccia alla civiltà “giudeo-cristiana” occidentale, una tendenza che guadagna forza in Francia a seguito di una serie di attacchi terroristici. In questa cultura di estrema xenofobia e pregiudizio, l’idea che i cittadini musulmani siano costretti a indossare una stella gialla e mezzaluna sui loro vestiti, come gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, non sembra più oltre i regni del possibile. Continue reading Enzo Traverso: islamofobia, il nuovo razzismo occidentale

Meritocrazia dalfonsiana: testimoniò al processo, ora nominato al Consiglio Superiore dei lavori pubblici

dalfonsoganD’ALFONSO NOMINA UN SUO AMICO NEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI: TESTIMONIO’ NEL PROCESSO HOUSEWORK.

Il Presidente della Regione Abruzzo oggi con una conferenza stampa ha annunciato quella che ha definito “una nomina storica”, quella di un architetto abruzzese nel Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Per la prima volta un abruzzese – secondo D’Alfonso – entra nell’organismo. Ricordo che la Conferenza unificata Stato-Regioni ne designa cinque, secondo il dpr 204 del 2006, “scelti tra soggetti in possesso di specifiche qualità tecniche, corrispondenti alla importanza ed alla delicatezza delle funzioni del Consiglio superiore”.
Cercando di capire in rete chi sia questo illustre nominato scopro che si tratta di un testimone o perito di parte in uno dei processi che han visto protagonista Luciano D’Alfonso, in particolare la sua testimonianza fu relativa alla costruzione della villa del presidente a Manoppello. Secondo un sito internet* l’architetto riferì di essere stato “nel cantiere una dozzina di volte con D’Alfonso per dargli consigli in merito alle soluzioni architettoniche per le finiture e se gli potevo stilare dei cronoprogrammi di lavoro per verificare tempistiche”.
Non so se questa familiarità col presidente possa rientrare tra le “specifiche qualità tecniche” che possano giustificare la nomina da parte della Conferenza Unificata. Spero che ci siano altri titoli di merito “corrispondenti alla importanza ed alla delicatezza delle funzioni del Consiglio superiore”.
Bisognerebbe chiederlo agli altri colleghi presidenti che D’Alfonso ha ringraziato e in particolare al capo della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al ministro degli Affari regionali Enrico Costa e al suo capo dipartimento Antonio Naddeo che sono stati espressamente citati nei ringraziamenti. Confido che i compagni di Sinistra Italiana che governano in Abruzzo con D’Alfonso presenteranno un’interrogazione parlamentare per chiedere delucidazioni.
A questo architetto non saranno probabilmente mancati nel corso degli anni gli incarichi professionali da parte di enti pubblici, come casualmente accade agli amici di D’Alfonso, ma non pare la meritocrazia elemento determinante nella scelta.
Dato il rapporto con D’Alfonso non so se questa nomina gioverà all’Abruzzo, visto il ruolo che sta svolgendo il presidente di sponsorizzazione di progetti al di fuori della programmazione regionale come quello autostradale di Toto.
 
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-SE, ex-consigliere regionale Abruzzo

 

Solidarietà a Lilli Mandara. Il prescritto Dalfonsogan vuole intimidire voci critiche

dalfonsovslilliL’atto di citazione presentato dal Presidente della Regione Luciano Dalfonsogan contro Lilli Mandara è ingiustificabile.
Al Presidente più logorroico della storia non mancano certo occasioni, spazi, staff e collaboratori per replicare.
Tra gli oneri di chi ricopre una carica pubblica c’è quello di essere oggetto anche di attacchi e derisione.

Se D’Alfonso ricorre alle richieste di risarcimento per cifre assai pesanti è per intimidire le voci critiche.
Prima di scrivere qualche considerazione sull’operato del Presidente ogni blogger o giornalista ci penserà due volte o dovrà rivolgersi all’avvocato perchè anche le sfumature ironiche potrebbero dare luogo a ritorsioni giudiziarie da 50-100.000 euro.

Quello di D’Alfonso è sempre più uno stile arrogante e prepotente che si accompagna a una crescente spregiudicatezza evidenziata dalla faccia tosta con cui continua a sostenere il mega-progetto di Toto nonostante i rapporti con quella famiglia sono tali da suscitare spontanee “insinuazioni” tra migliaia di abruzzesi.
Il linguaggio che usa e i suoi comportamenti potrebbero occupare un esercito di comici se in Abruzzo non ci fosse una diffusa paura di inimicarselo o un’eccessiva voglia di ingraziarselo.

Per giustificare il suo ricorso all’intimidazione D’Alfonso ha ricondiviso sulla sua pagina facebook (vedi allegato) un post minaccioso del 2015 in cui fa la vittima.
Tocca segnalargli che non è vero quanto afferma:”in tutte le sedi penali e contabili è stata acclarata la liceità della mia azione amministrativa”.
Ricordo a Dalfonsogan che la prescrizione non equivale all’assoluzione. Quando ha deciso di non rinunciare alla prescrizione – come avrebbe dovuto fare in qualità di uomo pubblico – ha scelto di non acclarare definitivamente la liceità del suo comportamento.

Trovo assordante il silenzio della “sinistra” abruzzese che se una tale iniziativa l’avesse assunta Chiodi avrebbe inondato di comunicati di protesta e solidarietà le redazioni.

Invito a riflettere tutti i democratici sulle conseguenze che avrebbe l’acquisto da parte del gruppo Toto del quotidiano il Centro e quale livello ulteriore di condizionamento della vita pubblica mirerebbe a esercitare il loro amico presidente.

A Lilli Mandara tutto il mio apprezzamento e la mia solidarietà.

Maurizio Acerbo

dalfonso prescritto

dulcis in fundo la citazione:

“Da quando ha assunto tale carica – scrive l’avvocato riferendosi a D’Alfonso – e ha occupato quindi la posizione istituzionale più alta nella Regione, già impositiva come tale di un rispetto verso la sua persona consono all’elevatezza della carica e funzione, è stato inopinatamente oggetto di una vera e propria continuata aggressione e campagna stampa di natura irridente e derisoria (nelle singole espressioni, frutto anche di malamente ritenuta spiritosaggine…) nonché denigratoria e diffamatoria (con attribuzione anche in forma subdola, con allusioni e ammiccamenti al lettore, di illeciti, favoritismi, comportamenti illegali e immorali), e lesiva della sua immagine personale e istituzionale nonché del suo onore, dignità, decoro, reputazione e stima sociale, posta in atto dalla giornalista con i di lei scritti sul blog Maperò”

dalfonsogan

Arta senza soldi: Amicone ha ragione!

dalfonso fiumiQuesta volta Amicone ha ragione. Se l’Arta non funziona la responsabilità è dell’insensibilità della Giunta Regionale!

Ne sono emblematica espressione sia la conferma di Mario Amicone alla guida sia il dimezzamento dei fondi per i controlli ambientali.

Con una conferenza stampa il direttore dell’Arta lamenta giustamente le conseguenze dei tagli decisi dalla Regione Abruzzo e l’emergenza che si sta producendo. Anche questa volta tocca ricordare che era toccato al sottoscritto denunciare lo scorso 21 aprile che la Regione aveva dimezzato i fondi all’Arta con l’ultimo bilancio regionale nel silenzio di Amicone che non voleva inimicarsi il suo amico D’Alfonso.
Purtroppo i fatti confermano per l’ennesima volta che avevamo ragione.
Non aggiungo altro perché basta e avanza il mio comunicato di aprile. Ma prima è bene dare la parola direttamente a Amicone.

Insomma Amicone si lamenta con ritardo di mesi di tagli e di un disinteresse che avevo denunciato nell’aprile 2016 nella distrazione generale

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