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Cannabis: ministra Lorenzin è anche colpa sua se i “bambini” fumano schifezze

Le argomentazioni della ministra Lorenzin contro la legalizzazione della cannabis sono grottesche. Farsi scudo dei bambini, come già accaduto con le unioni civili, è il solito giochetto cinico e propagandistico per fare leva su paure e emotività. In primis perchè, come ammette anche esagerando sull’età la stessa ministra, i ragazzi la marjuana già la fumano nonostante il proibizionismo. ma soprattutto perchè in realtà è proprio il proibizionismo a mettere in pericolo la salute dei ragazzi. Infatti oggi sono in circolazione, fuori da qualsiasi controllo sanitario e merceologico, schifezze pericolose perchè il mercato è gestito da mafie e criminalità che per fare affari mischiano marijuana 0 hashish con altre sostanze. In caso di legalizzazione i consumatori potrebbero fumare erba che si autocoltivano o acquistarne di qualità accertata riducendo i rischi sanitari.
Farei inoltre presente alla ministra le decine di migliaia di persone che nel corso degli anni sono state sottoposte a persecuzioni giudiziarie che non giovano certo alla salute: inviterei a ricordare i casi di quelli come Aldo Bianzino che sono morti in carcere per due piante di Marijuana o dei tanti altri suicidatisi per la vergogna o lo shock dopo l’arresto.
Quanto alla cannabis terapeutica la ministra ha fatto male e in ritardo solo il proprio dovere. Considerato che da anni è stato riconosciuto dal Ministero il valore terapeutico della cannabis è vergognoso che oggi alla stragrande maggioranza dei pazienti in Italia venga negato ancora l’accesso ai farmaci e ai preparati galenici a base di cannabinoidi. Lo dico essendo stato io l’autore della prima legge regionale – quella abruzzese ancora peraltro inattuata – che prevedeva la coltivazione, la produzione e l’erogazione da parte del servizio sanitario della cannabis che meritoriamente la ministra Lorenzin e il governo non impugnarono.
Proprio la tutela dei malati e in generale dei consumatori imporrebbe a una ministra della salute l’abbandono di atteggiamenti oscurantisti e false prudenze che seminano soltanto danni.

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale PRC-SE, ex-consigliere regionale Abruzzo

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Víctor Serge: Necessità di un rinnovamento del socialismo (1944)

serge-couvHo tradotto un testo scritto da Victor Serge durante l’esilio in Messico nell’aprile del 1944. Per saperne di più consiglio la pagina facebook che ho creato dedicata a quello che Mike Davis ha definito “probabilmente il più grande scrittore operaio del XX secolo”. Le sue Memorie di un rivoluzionario sono un libro fondamentale, imprescindibile.  

Nulla permane stabile nel mondo per trent’anni. La storia permette solo un’ apparente stabilità ai dogmi religiosi. Né la scienza né la produzione, né i movimenti intellettuali né i movimenti sociali possono contentarsi oggi con le migliori formule di trent’anni fa. O di 20 anni fa …Per quello che si riferisce al socialismo, che era l’idealismo più vivo della società capitalista e la concezione più audace delle classi interessate alla trasformazione della società, è evidente che potrà rivivere solo al prezzo di un riarmo ideologico, di un rinnovamento in breve, di un vasto sforzo dinamico di ricerca e di creazione. Che un tale sforzo verrà fatto e darà una rapida nascita a nuovi movimenti influenti, lo dò per più che probabile. La povertà del socialismo tradizionale in realtà coincide con la immensa crisi rivoluzionaria del mondo moderno, che mette inevitabilmente – a prescindere dall’azione del socialismo – all’ordine del giorno dell’intera umanità il problema di una riorganizzazione sociale orientata verso il razionale e il giusto.
Pur non essendo un movimento filosofico (dal momento che la trasformazione della società è sempre il lavoro del pensiero pratico), il socialismo è una filosofia che può essere definita in due parole: materialismo e dialettica. Dopo Marx, Engels, Bakunin e Kropotkin la concezione della materia è stata trasformata; la dialettica ci viene presentata oggi come un ottimo metodo di pensiero pratico (Engels e Lenin hanno visto in essa la stessa legge fondamentale dello sviluppo della natura). Al contrario la psicologia a malapena esisteva nei giorni della formazione del socialismo; oggi nessuno studio dei fatti sociali può farne a meno.
La lotta di classe ha perso il suo schematismo del secolo passato. Il datore di lavoro ha lasciato il posto all’azionista e al magnate del trust; o al funzionario dello stato totalitario. Il proletariato è diviso in aristocrazia operaia e in sottoproletariato di operai disoccupati e operai non qualificati. Le vecchie classi medie disgregate han dato luogo a uno strato sociale, la cui importanza nella produzione aumenta quotidianamente: quella degli amministratori e dei tecnici. Continue reading Víctor Serge: Necessità di un rinnovamento del socialismo (1944)

TOTO – CENTRO: IL FATTO RIPRENDE ALLARME PRC MA IN ABRUZZO INQUIETANTE SILENZIO

DSC02761MEGA-PROGETTO DI TOTO NON RIGUARDA SOLO ALCUNI COMUNI: QUESTIONE DI RILEVANZA REGIONALE E NAZIONALE

Resoconto conferenza stampa Rifondazione Comunista, Pescara 22 luglio 2016

Il mega-progetto da 5,7 miliardi di euro e decine di chilometri di gallerie presentato da Toto al Ministero non è questione che riguarda solo alcuni comuni che comunque bene fanno a far sentire la propria voce. La questione ha una rilevanza regionale e nazionale.
Si tratta di uno dei principali interventi infrastrutturali in Italia dall’impatto ambientale e paesaggistico enorme e i cui costi ricadrebbero in primo luogo sui cittadini abruzzesi che già da anni subiscono il rincaro dei pedaggi. Non vi sono ragioni di interesse pubblico che giustifichino questa operazione e la messa in sicurezza dell’autostrada appare come la scusa per garantirsi l’allungamento per decenni della concessione e un appalto gigantesco.

L’affare è solo per Toto, mentre per gli abruzzesi ci sarebbe l’assurdità di nascondere alla vista di potenziali turisti la bellezza del nostro paesaggio e delle nostre montagne facendoli passare per decine di chilometri sottoterra.
Contro questa operazione è bene che si crei una grande coalizione ambientalista, civica, sociale e politica per la difesa del nostro territorio che avrebbe bisogno semmai di migliori collegamenti ferroviari con la capitale. C’è bisogno per difendere l’Abruzzo da questo scempio che si crei un movimento come quello che abbiamo costruito per fermare il terzo Traforo del Gran Sasso, il Centro Oli di Ortona e Ombrina.

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GOD SAVE THE QUEEN AND THE FASCIST REGIME

fascist queen‘Nessuno a quel tempo poteva immaginarsi l’evoluzione degli eventi’ così la casa reale britannica ha giustificato la foto di gruppo di famiglia del 1933. La verità storica rimossa a volte riemerge anche attraverso le pagine di un giornale scandalistico. La belva nazista andò al potere circondata dalla simpatia e dal sostegno di tanta parte delle classi dirigenti capitalistiche europee e americane. Il discorso nazionalista, razzista e militarista di Hitler spazzava via il più forte movimento operaio d’Europa. I suoi proclami efferati preoccupavano lor signori assai meno della diffusione della rivoluzione comunista. D’Altronde Hitler si dichiarò sempre allievo della violenza e dei genocidi del colonialismo europeo. Dopotutto Hitler era nemico del socialismo, del comunismo e della democrazia. Quella foto ci ricorda che nel 1936 le potenze occidentali consentirono l’assassinio della Spagna repubblicana. E ci ricordano anche il motivo per cui milioni di democratici, socialisti e comunisti difendevano a spada tratta l’URSS e Stalin.
Ma soprattutto ci ricorda che capitalismo e democrazia non sono un binomio indissolubile e che spesso il primo come un apprendista stregone suscita mostri che poi sfuggono al controllo. Nel 1933 non si poteva prevedere che Hitler sarebbe diventato un nemico mortale per la Gran Bretagna ma era sicuro che lo fosse per i principi del liberalismo e per la democrazia. Hitler predicava odio razziale, antisemitismo, scioglieva sindacati e partiti, sterminava operai socialdemocratici e comunisti, perseguitava i migliori intellettuali d’Europa. Tutto questo evidentemente non suscitava orrore nella casa reale inglese.

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Se Toto compra il Centro emergenza democratica in Abruzzo

toto dalfonsoIl 15 luglio ho mandato questo comunicato agli organi d’informazione. 

La lettura del comunicato del Sindacato giornalisti abruzzesi e dell’Ordine dei Giornalisti non può che suscitare preoccupazione per la salvaguardia dell’indipendenza dell’informazione nella nostra Regione.
Da tempo circola la notizia della possibile cessione de Il Centro a cordate imprenditoriali abruzzesi e non.
Spero che non sia vero che per risolvere i problemi di anti-trust il Gruppo di De Benedetti intenda cedere la testata.
Sarebbe ancor più grave se ad acquistarla fosse qualche cordata della sanità privata o – ancor peggio! – società legate al gruppo Toto come si sente dire in giro.
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