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COMMISSIONE EUROPEA BOCCIA ABRUZZO SU VALUTAZIONE INCIDENZA AMBIENTALE, LA MIA LEGGE AVREBBE EVITATO QUESTA FIGURACCIA

orso pnalmLa Commissione Europea ha scritto all’Italia censurando la maniera con cui vengono gestite le procedure per la VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale): tra le “regioni-canaglia” rispetto alle quali l’Unione ha aperto una procedura di pre-infrazione c’è l’Abruzzo.
Davvero una figuraccia per quella che dovrebbe essere la Regione verde d’Europa e la Regione dei parchi.
La cosa triste è che il Consiglio Regionale aveva approvato una mia proposta di legge, elaborata insieme al movimento ambientalista, che adeguava la nostra normativa regionale alla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.
Come hanno ricordato gli amici del Forum Abruzzese dei movimenti per l’acqua, la mia legge appena approvata fu immediatamente contrastata dal direttore oggi inquisito Sorgi e da Confindustria che ottennero che fosse subito congelata con un nuovo provvedimento.
Ennesima conferma che abbiamo una classe dirigente politica, amministrativa e imprenditoriale da terzo mondo.
L’Unione Europea boccia una gestione bipartisan della materia durata più di un decennio, con centrosinistra e centrodestra, e che solo noi di Rifondazione e il movimento ambientalista abbiamo contrastato proponendo una normativa conforme alle direttive europee.
L’Abruzzo continua a essere privo di una normativa decente sulle valutazioni ambientali e l’unica iniziativa del Presidente D’Alfonso è stata quella di accentrare nelle proprie mani le nomine dei componenti della commissione VIA.
Posso affermare con orgoglio che ciò che l’Europa prescrive era contenuto nella nostra legge. Purtroppo le lobbies degli inquinatori e dei cementificatori continuano a tenerci lontani dall’Europa.

Maurizio Acerbo, ex-consigliere regionale Rifondazione Comunista Abruzzo

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LA LORO MORALE E LA NOSTRA

Acerbo_altra_regione (2)Il presidente dell’Ance (associazione costruttori edili) aquilana Gianni Frattale si è molto arrabbiato per il fatto che abbiamo rivelato che il consorzio di imprese di cui è vice-presidente ha affidato l’ufficio LEGALE (sic!) per il più grande appalto pubblico della ricostruzione a un politico condannato a 4 anni per lo scandalo della sanità.

Non potendo smentire quanto abbiamo rivelato, cioè che l’avv. Boschetti è un condannato, Frattale si lancia in una serie di insulti definendo “becero e infamante” il nostro comunicato di cui però non riesce a smentire neanche una parola. Abbiamo in altra sede risposto a questo degno rappresentante di una classe dirigente politica e “imprenditoriale” abruzzese che ci ha fatto superare ogni record di scandali giudiziari ma che non mostra alcun segno di ravvedimento operoso come testimonia la scelta di offrire al condannato di Sanitopoli immediatamente asilo nella ricostruzione post-terremoto come se nulla fosse successo (leggi articolo)

Il presidente dei costruttori aquilani esprime incontenibile soddisfazione per il fatto che i “cittadini” mi abbiano punito per questa così fastidiosa politica non rieleggendomi in Consiglio Regionale.
Ovviamente considero un complimento il fatto che un personaggio del genere non sia tra i miei estimatori.
Anzi lo ringrazio perché mi dà l’occasione per segnalare una cosa di cui vado fiero insieme ai miei compagni e compagne.

1) Non sono stati gli elettori a farci fuori alle ultime elezioni regionali ma una legge elettorale modificata appositamente per far fuori il sottoscritto e Rifondazione (lo disse il capogruppo del PD in commissione proponendo di innalzare la soglia)

2) in tante altre regioni italiane, dal Veneto all’Emilia Romagna e anche in Abruzzo con la vecchia legge, noi saremmo entrati in Consiglio avendo superato lo sbarramento del 3% che è quello previsto anche dall’Italicum.

3) bastava entrare nella coalizione di D’Alfonso e avremmo eletto con molti meno voti infatti ci sono ben 3 liste che sono entrate in Consiglio avendo preso meno voti di noi e senza aver raggiunto il 3% (i dati elettorali li trovate qui): Centro Democratico, Italia dei valori, SEL. Continue reading LA LORO MORALE E LA NOSTRA

Tariq Ali ricorda Edoardo Galeano

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Eduardo Galeano: Bolivar con una penna

Quello che Bolivar ha cercato di realizzare con la spada, Galeano l’ha fatto con la sua penna. Ha cercato di unire il continente contro l’imperialismo USA. Ha parlato per le voci sotterranee del continente quando dittature militari spalleggiate dagli USA avevano schiacciato la democrazia in molte parti del Sud America; ha parlato per coloro che venivano torturati; ha parlato per gli indigeni schiacciati dalla duplice oppressione dell’Impero e degli oligarchi creoli.

Lui era ottimista o pessimista? Egli era entrambe le cose e spesso contemporaneamente, ma non ha mai perso la speranza. Che rimase forte tutta la sua vita. È visibile nelle sue opere liriche sulla storia sudamericana. Storia scritta come poesia. È lì nel suo giornalismo da La Marcha nell’Uruguay degli anni ’60 a La Jornada in Messico oggi. Non era mai dogmatico, sempre aperto a nuove idee.

Dopo la tirannia delle dittature si rese conto come molti altri che la strada armata era stata un disastro, che la Rivoluzione cubana non poteva essere imitata ciecamente. La nascita di nuovi movimenti sociali e le vittorie bolivariane erano una fonte di ispirazione e di preoccupazione. Non voleva vedere vecchi errori ripetuti. Ogni qualvolta ci siamo incontrati questo era forte in lui. Non siamo stati semplicemente sconfitti dal nemico, avrebbe insistito, ma anche in una certa misura da noi stessi.

Scriveva con una semplicità biblica, forte e politica con la storia come sua maestra.

Leggi Galeano è quello che mi sento di consigliare a ogni aspirante giovane giornalista radicale oggi. Non lo imitare. Impara da lui viagra uk.

testo originale: http://www.counterpunch.org/2015/04/14/galeano-bolivar-with-a-pen/

video intervista a Tariq Ali su Telesur:

we have a memory cut in pieces. And I write trying to recover our real memory, the memory of humankind, what I call the human rainbow, which is much more colorful and beautiful than the other one, the other rainbow. But the human rainbow had been mutilated by machismo, racism, militarism and a lot of other isms, who have been terribly killing our greatness, our possible greatness, our possible beauty.

Eduardo Galeano intervistato da Democracy Now (video)

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L’Aquila: L’ufficio legale della più grande opera pubblica del post-terremoto affidato a un condannato di Sanitopoli?

A volte ritornanoL’appalto per il rifacimento dei sottoservizi nel centro storico dell’Aquila – acquedotto, fognature, reti elettriche e telefoniche – è stato giustamente presentato al momento dell’affidamento come la più grande opera pubblica del post-sisma del 6 aprile 2009.

E’ stato affidato il primo lotto di 30 milioni a un’associazione temporanea d’impresa composta da tre aziende: Acmar, Edilfrair e Taddei. Per l’esecuzione dei lavori l’ATI ha costituito la società operativa ASSE CENTRALE S.c.a r.l.

La Gran Sasso Acqua Spa, società pubblica di gestione del servizio idrico integrato, è la stazione appaltante dell’opera.

Il primo lotto consiste nella realizzazione dello Smart Tunnel, un tunnel sotterraneo all’interno del quale passeranno i principali servizi della città, percorribile a piedi dai tecnici. Renderà possibile, in caso di guasti e/o di interventi di manutenzione sulle reti, è semplice individuare il problema ed intervenire. Tutte le notizie sul progetto sono reperibili su internet.

Tra le notizie che trovate sul sito c’è quella che la responsabilità dell’ufficio legale di questa opera è affidato all’avvocato Antonio Boschetti.

Se non si tratta di un caso di omonimia temiamo che sia lo stesso Antonio Boschetti già consigliere regionale della Margherita, Presidente della Commissione Sanità regionale e poi assessore della giunta Del Turco, condannato a 4 anni nel processo Sanitopoli.

In tal caso non possiamo che denunciare con fortissima indignazione che sulla ricostruzione continuano ad affollarsi ombre come del resto accade nella vita politica regionale.

Possibile che per seguire un appalto a L’Aquila si debba chiamare un avvocato di San Salvo, cioè di uno dei comuni abruzzesi più distanti dall’Aquila, per giunta condannato in primo grado? Continue reading L’Aquila: L’ufficio legale della più grande opera pubblica del post-terremoto affidato a un condannato di Sanitopoli?

La Regione Abruzzo cosa aspetta a nominare garante dei detenuti?

carcere.lancianojpgResoconto conferenza stampa di Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) e Vincenzo Di Nanna (associazione “Amnistia, Giustizia, Libertà“), Pescara, 9 aprile 2015

Il 2 agosto 2011 anche in Abruzzo è stata approvata la legge che prevede l’istituzione dell’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, però non si è ancora proceduto alla nomina. Sono passati quasi 4 anni dall’approvazione e ci sembra doveroso invitare il Consiglio regionale a procedere alla nomina.

La legge, proposta dall’allora consigliere regionale Maurizio Acerbo, fu approvata dopo molti anni di interventi da parte di Rifondazione Comunista e Radicali. Finalmente l’Abruzzo faceva un passo in avanti colmando una lacuna rispetto alle altre regioni italiane che da tempo avevano istituito questo importante ufficio (Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto).

La situazione dell’Abruzzo è simile a quella della Regione Sicilia (non certo nota come esempio di buongoverno!) che ha approvato l’istituzione del garante dal 2005 ma non lo ha nominato. Continue reading La Regione Abruzzo cosa aspetta a nominare garante dei detenuti?