Considero vergognosa l’approvazione oggi con i voti di centrodestra e PD di una risoluzione contro la diffusione della fantomatica “teoria del gender” nelle scuole. Se ne vanta il proponente,
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E’ gravissimo che si preveda un’ingerenza diretta della politica sulla libertà di insegnamento con la Regione che interviene presso l’Ufficio Scolastico Regionale.
L’obiettivo di questo genere di iniziative è l’intimidazione verso gli insegnanti per raccogliere il consenso dei settori più retrivi del mondo cattolico come l’Opus Dei  che contrastano da sempre il riconoscimento dei diritti civili per le persone di diverso orientamento sessuale.
Questo genere di iniziative vanno contro l’orientamento europeo che da anni giustamente promuove:
– introduzione delle problematiche LGBT nei programmi scolastici nell’intento di incoraggiare la tolleranza e la comprensione tra personale e studenti e sensibilizzare in merito all’esistenza di strutture familiari non tradizionali. I materiali didattici potrebbero comprendere libri da condividere con i genitori, per contribuire a smontare stereotipi e spiegare la diversità sessuale;
– adozione nelle scuole di politiche anti-bullismo che comprendano espressamente l’omofobia e la trans fobia;
– formazione degli insegnanti su come aff rontare le problematiche LGBT nell’insegnamento e formazione di insegnanti e consulenti scolastici su come trattare i casi di molestie omofobiche e transfobiche.
Tutte attività che un insegnante avrà timore di portare avanti per non ritrovarsi crocefisso come pericoloso propagandista di “teorie del gender”.
1) Riccardo Padovano, rappresentante di 60 titolari concessioni su cento, mette le mani avanti e difende il piano: «Non faremo colate di cemento, nè aumenti di superficie. Vogliamo solo far ripartire gli investimenti per lavorare anche d’inverno». Se non vogliono aumenti di volumetrie perchè prevedono l’aumento del 30%? Stando aperti anche in inverno scatterà la nuova norma regionale che prevede che il limite massimo di superficie per gli stabilimenti che sono aperti tutto l’anno e che hanno almeno 10 dipendenti passa da 250+30% (325mq) a 500 mq. Meno male che non volevano aumenti! 2) l’assessore al Demanio Enzo Del Vecchio, smorza le polemiche su presunti ampliamenti “selvaggi†sulle spiagge pescaresi. «Il 50% degli stabilimenti» dice il vicesindaco «già supera abbondantemente le metrature imposte dal piano demaniale, quindi perché dovrebbero chiedere più metri quadri?» Secondo i dati di Del Vecchio almeno il 50% degli stabilimenti usufruirà quindi degli aumenti di volumetria. E quanti sono quelli che hanno superato già i 250 mq ma abusivamente e con la nuova norma verrebbero sanati? 3) Per Francesco Pagnanelli, presidente della commissione infrastrutture, il primo comandamento del nuovo piano spiaggia è: «recuperare la vista mare». «Spostando le cabine davanti o dietro agli stabilimenti e riposizionandole sull’arenile senza con questo produrre incrementi di superficie», Senza produrre incrementi di superficie? E come mai prevedono l’aumento del 30%? E per quanto riguarda le cabine si possono far spostare senza dare la destinazione ricettiva (camere da affittare) a quel volume. E come si tutela la vista mare se col nuovo piano non si debbono nemmeno togliere le strutture mobili a fine estate e si eliminano divieti e limiti a recinzioni? Continue reading Piano spiaggia: le clamorose balle dei politici pescaresi
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