
Continue reading LO SPUTTANAMENTO: INCHIESTA A MILANO
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![]() A Milano sono arrivate le richieste di arresto per l’imprenditore Manfredi Catella e Giancarlo Tancredi, assessore all’urbanistica della giunta Sala.
Con orgoglio possiamo rivendicare come Rifondazione Comunista di non esserci accomodati nel sistema Sala. Ricordo che prima delle ultime comunali la nostra federazione cercò di costruire una coalizione alternativa proprio ponendo l’attenzione sulla vicenda urbanistica. Purtroppo Sinistra Italiana e Verdi scelsero di stare con Sala fin dal primo turno. Rimanemmo soli ma in buona compagnia, quella dei comitati e degli urbanisti che lottavano contro l’assoggettamento delle politiche urbanistiche agli immobiliaristi, contro il consumo di suolo e lo strapotere della rendita speculativa. La lista a cui partecipammo Milano in Comune non riuscì a eleggere nonostante il bravissimo e competente candidato sindaco Gabriele Antonio Mariani.
Continue reading LO SPUTTANAMENTO: INCHIESTA A MILANO Vi ripropongo un articolo di Giorgio Nebbia del 1991 in cui ricordava gli albori del movimento ecologista italiano, i pregiudizi ideologici dei gruppi post-sessantotto, la capacità del Pci di cogliere l’importanza della questione con un convegno organizzato dall’Istituto Gramsci nel 1971. Sembra incredibile che solo venti anni fa l’ecologia fosse in Italia una scienza praticamente sconosciuta. Anzi, le prime timide idee che penetravano nel nostro paese venivano bollate come «la scienza delle contesse», estranee alla cultura rigidamente marxista del movimento operaio. Eppure proprio in quel periodo, gli inizi degli anni settanta, gli operai iniziavano le prime vere battaglie «ecologiche» per difendere la salute di chi abitava attorno alla fabbrica. Ci fu però un caso di lungimiranza: il Pci organizzò nel 1971 un seminario a Frattocchie, relatore Giovanni Berlinguer… Continue reading Giorgio Nebbia: L’ecologia di «classe» (1991)
Il rapporto di Kafka con l’ebraismo era altamente ambiguo, un’ambiguità riassunta nel famoso commento del 1918 nei suoi quaderni in ottavo: “Io… non ho afferrato l’orlo del mantello da preghiera ebraico – che ora vola via da noi – come hanno fatto i sionisti”. [1] Con uno spirito simile, in una lettera a Grete Bloch datata 11 giugno 1914, si descrive come una persona asociale, esclusa dalla comunità a causa del suo “ebraismo non sionista e non praticante (ammiro il sionismo e ne sono nauseato)”. [2] Un’altra affermazione ben nota sembra ancora più negativa: “Cosa ho in comune con gli ebrei? Non ho quasi niente in comune con me stesso, e dovrei restare tranquillamente in un angolo, felice di poter respirare”. [3] Continue reading Michael Löwy: Franz Kafka e l’antisemitismo
Wall Street sussulta a ogni cambio di politica economica. Il capitale di rischio entra ed esce dall’intelligenza artificiale, dalla tecnologia della longevità, da Tesla – da qualsiasi cosa sembri la prossima grande novità. Le notizie finanziarie sembrano una giostra ad alta velocità: grafici, crolli, rimonte, token, bolle. Tutto sembra accadere contemporaneamente. Eppure la maggior parte delle persone ha la sensazione che nulla nella propria vita si muova. Gli stipendi non si sono praticamente mossi da anni. Gli alloggi sono inaccessibili. Le infrastrutture stanno crollando. Il lavoro offre meno sicurezza, meno benefit, più ansia. Nonostante tutto il movimento ai vertici dell’economia, la vita quotidiana sembra bloccata. Questo senso di stallo non è un’illusione. Riflette qualcosa di reale: l’economia è stagnante. Nonostante tutto questo fermento, la crescita rimane lenta. Nuove industrie sono più difficili da trovare e il tenore di vita aumenta a passo di lumaca. L’economia fatica a creare buoni posti di lavoro, redditi in aumento e opportunità significative. Continue reading Aaron Benanav: Speculazione nell’era della non crescita |
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