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Slavoj Žižek: Uova rotte, ma nessuna frittata

le penSolo una sinistra radicalizzata può salvare l’Europa.

Dopo il trionfo elettorale dei partiti euroscettici anti-immigrati in Francia e nel Regno Unito a maggio, molti liberali hanno espresso il loro shock e preoccupazione. Tuttavia, c’era una sorta di ingenuità finta nella loro indignazione e stupore per le vittorie di destra. Ciò che ci si dovrebbe chiedere è perché ci sia voluto alla destra anti-immigrati così tanto tempo per fare un passo avanti decisivo.

Quando Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito della estrema destra francese Fronte Nazionale che ha trionfato in Francia nelle recenti elezioni  del Parlamento europeo – ha fatto una battuta di pessimo gusto sulla camera a gas circa un cantante pop francese di origine ebraica, la figlia Marine Le Pen, leader del partito, lo ha criticato pubblicamente, promuovendo in tal modo la sua immagine come volto umano di suo padre.

È irrilevante se questo conflitto familiare sia una messa in scena o reale – l’oscillazione tra le due facce, quella brutale e quella civile, è ciò che definisce la Destra populista di oggi. Sotto la maschera pubblica civilizzata si annida il suo vero volto brutale e osceno, e la differenza tra i due è solo il grado in cui il volto nascosto è apertamente esposto. Anche se questo sottostante rimane totalmente fuori di vista, è lì come presupposto silenzioso, come un punto invisibile di riferimento. Senza spettro di suo padre, Marine Le Pen non esiste. Continue reading Slavoj Žižek: Uova rotte, ma nessuna frittata

Continuiamo a chiedere chiarezza sulla filovia

L'altra-città-PE

Oggi sul Centro è uscita la nostra replica all’intervento del Presidente della GTM Michele Russo.

La polemica piuttosto maldestra del Presidente della Gtm Russo ci motiva ancor di più nella battaglia per fare chiarezza sulla vicenda dell’appalto della filovia. Il nostro impegno ambientalista è noto a Pescara e in Abruzzo e dunque risulta ridicola l’accusa che ci interessiamo solo del nostro “uscio di casa”. Ci occupiamo di problematiche distanti anche centinaia di chilometri, non si capisce perché non dovremmo farlo su una questione vitale per la nostra città. E’ francamente indecente che un presidente di società pubblica accusi non tanto noi quanto gli altri cittadini di difendere “interessi privati” perché vivono in una casa di proprietà come accade al 78,2% delle famiglie italiane.

Abbiamo evidenziato irregolarità dell’iter di questo costosissimo appalto che, tra l’altro, hanno impedito alla cittadinanza e persino ai suoi rappresentanti istituzionali di confrontarsi nel merito in maniera seria e informata come accade in tutta Europa su progetti del genere. Un’opera come la filovia andava sottoposta a preliminare Valutazione d’Impatto Ambientale, cosa che nel 2008 il comitato VIA della Regione, raccogliendo il suggerimento della GTM (allora guidata dal piddino Donato Renzetti) e della Balfour Beatty, decise di non fare. Continue reading Continuiamo a chiedere chiarezza sulla filovia

La sapienza di Howard Zinn sul 4 luglio: Mettete da parte le vostre bandiere

howard zinn2In occasione della festa del 4 luglio The Progressive ha riproposto un intervento del 2006 dello scomparso Howard Zinn. Storico e attivista della sinistra radicale Zinn partecipò alla Seconda Guerra Mondiale come pilota di bombardiere ed è stato e rimane un punto di riferimento per l’Altra America. Il suo libro più famoso è la “Storia del popolo degli Stati Uniti“. Considerato il  filoamericanismo acritico che regna nei media e nella politica italiana è bene socializzare l’intervento del buon vecchio Zinn e anche un gran bel video in cui Viggo Mortensen legge Zinn.

In questo 4 luglio, faremmo bene a rinunciare al nazionalismo e a tutti i suoi simboli: le sue bandiere, le sue promesse di fedeltà, i suoi inni, la sua insistenza nella canzone che Dio ha scelto di benedire l’America. Non è il nazionalismo – quella devozione a una bandiera, un inno, un confine così feroce che genera l’omicidio di massa – uno dei grandi mali del nostro tempo, insieme con il razzismo, con l’odio religioso? Continue reading La sapienza di Howard Zinn sul 4 luglio: Mettete da parte le vostre bandiere

45 anni dalla rivolta di Stonewall. Buon pride a tutt*

6134116Doveroso ricordare un anniversario fondamentale, quello della rivolta di Stonewall del 1969.

Il primo pride sfilò un anno dopo a New York proprio per l’anniversario e la data d’inizio della rivolta, il 28 giugno, è progressivamente diventata a livello internazionale la Giornata dell’orgoglio omosessuale.

Come scrisse William Burroughs nell’introduzione a un bel libro fotografico sulla Christopher Street Parade negli anni ’70-’80 “gli eroi di Stonewall sono stati i primi a sollevare la bandiera della libertà” e a dare il via al movimento di liberazione gay.

Purtroppo non è disponibile in edizione italiana il doc Stonewall Uprising segnalato oggi sul sito dedicato alla memoria Allen Ginsberg.

Fortunatamente è disponibile on line il film del 1995 Stonewall:


Stupidario dei Beni culturali e ambientali

yang_ponder3Dal settimanale Left del 9/6/2014 socializzo articolo di Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, giornalista da sempre attento alle questioni della tutela di paesaggio, ambiente e patrimonio artistico e architettonico. Un ottimo vademecum di autodifesa dai luoghi comuni comuni con cui ci scontriamo ogni giorno.

“La stupidità ha fatto progressi enormi, ha ridicolizzato il buonsenso e spande il terrore intorno a sé”. Così Ennio Flaiano nel 1969. Da allora la stupidità è progredita ancor più nel Belpaese, insieme all’analfabetismo di ritorno, specie nel campo della cultura dell’arte e del paesaggio. Questo “Stupidario” è soltanto un primo ironico cantiere dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle sciocchezze demenziali e arroganti che si dicono e che si vogliono attuare. Per smantellare, in realtà, la tutela residua dei beni culturali e ambientali, intimidendo le Soprintendenze, accusandole di ogni nefandezza burocratica, col fine (chiamali stupidi) di favorire l’ingresso dei privati ovunque vi siano profitti da rastrellare. Lo Stato, i Comuni, le comunità locali, i cittadini insomma, ci mettono i beni culturali e ambientali di tutti e i privati di turno li gestiscono profittevolmente. Alla fine di un nefasto ventennio sono portato a credere che il taglio feroce inferto al bilancio dei Beni Culturali soprattutto dopo il 2001 (-60% rispetto al bilancio dello Stato) non sia frutto soltanto di incultura, ignoranza, cialtroneria, ma obbedisca a questo disegno di dimostrare che la mano pubblica, costretta a mendicare, non ce la fa più e quindi devono subentrare i privati. Sale sempre più alto il grido: “Aridàtece Bottai!” (o almeno Spadolini, Biasini…). Mentre il Belpaese sprofonda nell’asfalto e nel cemento. Ieri accusavamo Silvio Berlusconisconi, ed ora che rischia di andare persino peggio? Continue reading Stupidario dei Beni culturali e ambientali