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Pablo Iglesias: La sinistra può vincere

podemos 1Su facebook Naomi Klein consiglia questo intervento di Pablo Iglesias dalla rivista on line americana Jacobin. L’ottimo Federico Vernarelli l’ha immediatamente tradotto.

Il leader di Podemos Pablo Iglesias sulla politica radicale e sulla strada da percorrere per costruire movimenti di massa

L’ultimo partito spagnolo in quanto a data di nascita è anche il primo in quanto a popolarità. Podemos affonda le sue radici nel movimento degli indignados del 2011 (anche chiamato Movimento 15-M), ma è emerso in gennaio con una petizione lanciata da una manciata di intellettuali. Alle elezioni per il Parlamento Europeo di maggio, solo pochi mesi dopo la sua formazione, ha raccolto l’8% dei voti. Oggi è il secondo partito più grande di Spagna per numero di tesserati e il primo nei sondaggi elettorali. Persino il Financial Times è stato costretto ad ammettere che “il nuovo partito appare destinato a mandare in frantumi il tradizionale sistema bipartitico spagnolo”.

Ad un’assemblea tenutasi all’inizio di quest’anno a Valladolid, in Spagna, il Segretario Generale di Podemos Pablo Iglesias ha esposto il suo pensiero su come la sinistra possa vincere. Sotto riportiamo un estratto di questo discorso. Il video (https://www.youtube.com/watch?v=6-T5ye_z5i0&feature=youtu.be) è stato caricato da Joaquin Navarro e la trascrizione qui sotto è stata fornita a Jacobin da Enrique Diaz-Alvarez. Continue reading Pablo Iglesias: La sinistra può vincere

Rachel Holmes: Come Eleanor Marx ha cambiato il mondo

eleanor marxHo tradotto un articolo di Rachel Holmes, autrice di “Eleanor Marx: A Life”, una nuova biografia della figlia prediletta di Karl Marx uscita di recente in Gran Bretagna. In italiano è disponibile una biografia di Eleonor Marx pubblicata da Einaudi in due volumi tra il 1977 e il 1980. Quella di Eleonor è una storia davvero interessante e appassionante, esaltante e tragica (Eleanor si suicidò per amore). Da notarsi che la Holmes nello spiegare l’importanza di Eleanor Marx nella storia della Gran Bretagna implicitamente illumina in maniera diversa dalla vulgata dominante del Libro Nero la storia del socialismo e del comunismo ricordandoci che gran parte delle conquiste di libertà e dignità del Novecento sono figlie del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori di cui il marxismo è stata la principale corrente. La stessa democrazia non è piovuta dal cielo né è stata elargita dalle classi dirigenti capitalistiche ma è stata una conquista delle classi lavoratrici, delle loro lotte e delle organizzazioni che crearono per portarle avanti. La Holmes ci ricorda da dove vengono le libertà e i diritti di cui abbiamo goduto e che non perdere la memoria serve anche per evitare di perderli. Fa piacere sapere che il nuovo quartier generale di uno dei più grandi sindacati britannici è stato intitolato alla eroica figlia di Karl Marx! Buona lettura!

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Buon compleanno a Peter Kropotkin, il grande rivoluzionario anarchico che piaceva a Chavez.

kropotkinSu facebook scopro che oggi è il compleanno di Kropotkin. Temo che a molti quel nome non dirà nulla eppure si tratta di una figura di eccezionale interesse. Intellettuale e studioso dai molteplici interessi, filosofo, geografo, zoologo, autentico enciclopedista il principe Kropotkin è stato uno dei più importanti esponenti del comunismo libertario, un punto di riferimento per l’intero movimento operaio e socialista di tutto il mondo. Ricordo che Giancarlo Pajetta in un’intervista dichiarò che le avventurose “Memorie di un rivoluzionario” di Kropotkin erano state uno dei suoi libri di formazione (il libro è oggi credo fuori commercio ma per decenni è stato un classico per tutto il movimento operaio, persino in epoca stalinista L’Unità ne consigliava la lettura, lo pubblicò negli anni ’60 anche la casa editrice del PCI).

Si tende a dimenticare il fatto che gli anarchici si definivano comunisti, anzi per alcuni decenni erano soprattutto loro a farlo visto che i partiti marxisti si erano denominati socialdemocratici o socialisti. Solo nel 1919 con la decisione di Lenin di cambiare il nome al partito socialdemocratico russo e riprendere la denominazione del Manifesto di Marx la parola comunismo diventò quasi sinonimo a livello di massa del marxismo rivoluzionario.

Lo storico Paolo Favilli nella sua bellissima “Storia del marxismo italiano, dalle origini alla Grande Guerra” (pag.56-61) sottolinea che Bakunin nonostante lo scontro durissimo con Marx e Engels riconosceva “l’onore eterno” all’autore del Capitale e definiva gli Statuti e i Considerando scritti da Marx per l’Internazionale come “assolutamente obbligatori” (dopo 15o anni mi associo e consiglio la lettura di quelli che rimangono i testi fondamentali del progetto comunista originario): “Se poi si considera che le parole d’ordine fondamentali da lui suggerite al proletariato erano: per la politica estera Proletaires de tous les pays unissez vous!, e per quella interna l’emancipation des travaillers doit etre l’ouvre des travaillers eux memes, ebbene il quadro dei riferimenti marxiani propri alla cultura anarchica finisce per acquistare una consistenza tale da cui in tempi più lunghi diventerà  pressocchè impossibile prescindere”. Continue reading Buon compleanno a Peter Kropotkin, il grande rivoluzionario anarchico che piaceva a Chavez.

Cornel West: #Ferguson la triste fine dell’Età di Obama

522722339JS047_TENSE_FERGUS#Ferguson: La triste fine dell’Età di Obama – la sua vacua neutralità, bancarotta morale e codardia politica – è oggi innegabile persino per i suoi leccapiedi e tifosi più fedeli!

Criminali di Wall Street, Bombardieri Droni, Torturatori e Poliziotti che uccidono i nostri preziosi figli, tutti costoro hanno mano libera – e noi singhiozziamo e combattiamo!

Martin Luther King Jr. si ribella contro l’insensibilità cronica nei confronti di chi è vulnerabile e gioisce per il risveglio della Gioventù Nera.

Come John Coltrane, tifiamo Amore Supremo!

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Angela Davis: Da Michael Brown a Assata Shakur, lo stato razzista d’America persiste

assataQuelli che resistono sono trattati come terroristi – come a Ferguson quest’anno, e come io e altri attivisti neri negli anni ’60 e ’70

Anche se la violenza di stato razzista è stata un tema costante nella storia delle persone di origine africana in Nord America, è diventato particolarmente degno di nota durante l’amministrazione del primo presidente afro-americano, la cui elezione è stata largamente interpretata come annuncio dell’avvento di una nuova era postrazziale.

La pura e semplice persistenza delle uccisioni della gioventù nera da parte della polizia contraddice l’ipotesi che si tratti di aberrazioni isolate. Trayvon Martin in Florida e Michael Brown in Ferguson  Missouri sono solo i casi più largamente conosciuti delle innumerevoli persone di colore uccise dalla polizia o da vigilantes durante l’amministrazione Obama. E loro, a loro volta, rappresentano un flusso ininterrotto di violenza razzista, sia ufficiale che extra-legale, dalle slave patrols (ronde per la cattura degli schiavi) e dal Ku Klux Klan alle pratiche contemporanee di racial profiling* e ai vigilantes odierni.

Più di tre decenni fa a Assata Shakur è stato concesso l’asilo politico da Cuba, dove da allora ha vissuto, studiato e lavorato come un membro produttivo della società. Assata è stata falsamente accusata più volte negli Stati Uniti durante i primi anni ’70 e diffamata dai media. La  rappresentarono in termini sessisti come “la madre chioccia” dell’Esercito di liberazione nero, che a sua volta venne ritratto come un gruppo con inclinazioni insaziabilmente violente. Posta sulla lista dei Ten Most Wanted dell’FBI, lei fu accusata di rapina a mano armata, rapina in banca, rapimento, omicidio e tentato omicidio di un poliziotto. Nonostante abbia affrontato 10 procedimenti giuridiziari distinti, mentre era già stata dichiarata colpevole dai media, tutti tranne uno di questi processi – il caso derivante dalla sua cattura – si conclusero con il proscioglimento,  senza un verdetto della giuria per disaccordo, o perché il fatto non costituiva reato. In circostanze altamente discutibili, fu alla fine condannata come complice dell’omicidio di un poliziotto del New Jersey. Continue reading Angela Davis: Da Michael Brown a Assata Shakur, lo stato razzista d’America persiste