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Debbo constatare che, nonostante il cambio di giunta in Regione e al Comune di Pescara, entrambi gli enti hanno dimenticato di celebrare con iniziative, manifesti o qualsiasi altra cosa la Giornata Internazionale Contro l’Omofobia e la Transfobia.
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Non mi stupisco di una Giunta composta da personaggi come D’Alfonso e Di Matteo ma del Comune guidato da un sindaco giovane e colto come Marco Alessandrini francamente sì.
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Ancor di più mi stupisco del mio amico ed ex-compagno di banco Giovanni Di Iacovo a cui fa evidentemente male stare in maggioranza con un’integralista come Marco Presutti.
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Ricordo che nella precedente consiliatura nel 2011, anche con il loro voto, era stata approvata una mia mozione che impegnava sindaco e giunta a promuovere iniziative, in collaborazione con l’associazionismo GLBT, a partire dal prossimo anno in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia (17 maggio).Â
Lamozione impegnavanche a procedere all’intitolazione di una strada cittadina a Harvey Milk (il primo consigliere comunale dichiaratamente gay assassinato neegli anni ’70), prevedere che nell’ambito delle manifestazioni per il Giorno della Memoria (27 gennaio) siano ricordati anche i deportati omosessuali e il loro sterminio nei lager nazisti, organizzare, in collaborazione con la Fondazione Pescara-Abruzzo e le scuole cittadine, rassegne cinematografiche per gli studenti dedicate a film comeMilk che ricostruiscono le discriminazioni subite dalle persone di diverso orientamento sessuale e le battaglie per il riconoscimento dei diritti civili.
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Anche se la mozione impegnava la vecchia giunta,che ovviamente risultò immediatamente inadempiente, sono sicuro che Marco e Giovanni ne condividono ancora il contenuto.Â
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Spero che l’affettuosa critica serva a evitare che l’anno prossimo si ripeta la dimenticanza. Anche senza spendere un euro si può fare in modo che la GiornataInternazionale contro l’omofobia venga degnamente celebrata anche a Pescara.
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Auspico che anche le altre iniziative vengano realizzate ed offro la mia collaborazione per concretizzarle.
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Maurizio Acerbo, ex-consigliere Rifondazione Comunista
ogni anni ho fatto un comunicato per criticare la dimenticanza della Giunta Mascia
La prevedibile metamorfosi da Luciamion a Dalfocchio #‎dalfonsate: in campagna elettorale ‪#‎Dalfocchio disse che avrebbe tagliato stipendi consiglieri e assessori regionali ‪#‎Abruzzo,anzi che sarebbe stato uno dei primi provvedimenti. Non ha fatto nulla!  Non si fa così, gli impegni elettorali si mantengono! In campagna elettorale D’alfonso disse che avrebbe tagliato gli stipendi di consiglieri e assessori regionali. In molti dibattiti televisivi sostenne che sarebbe stata la prima misura che avrebbe adottato. Giunse ad annunciare “LA RIVOLUZIONE delle corrispondenze di competenze economiche che noi faremo agli eletti della Regione, i parlamentari regionali verranno parametrati ai sindaci delle grandi città capoluogo di regione†(ascoltatelo dal minuto 2:52 di guarda il video). L’impegno ripetuto in tutte le salse durante la campagna elettorale era quello, tradotto in una lingua comprensibile, di portare la retribuzione complessiva degli eletti regionali a circa 5.000 euro lordi (la cifra precisa andrebbe chiesta al Sindaco dell’Aquila). È passato un anno dalla campagna elettorale ma D’Alfonso non ha mantenuto l’impegno. Ad essere precisi: non ha fatto nulla! Non ha nemmeno presentato una proposta di legge. L’ha fatto il M5S ma la maggioranza non lo ha finora fatto andare avanti facendo persino mancare il numero legale. Non mi stupisce perché è quello che sistematicamente accadeva quando proponevo analoghe misure di taglio dei costi della politica nella precedente legislatura. C’è una differenza però: Chiodi non aveva mai promesso di tagliare gli stipendi consiglieri, D’Alfonso si. Quindi il comportamento dei centrosinistro è molto più grave. E’ una aperta e spregiudicata presa in giro, un comportamento di palese violazione della parola data. Ci si aspettava che Luciamion nella prima seduta del Consiglio portasse la proposta di legge, abbiamo atteso la seconda, la terza, la quarta ma dopo un anno non si è visto nulla. Il camion delle promesse ha finito la benzina ed è rimasta in campo la solita vecchia politica. Per questo abbiamo ribattezzato simpaticamente il Presidente della Regione Dalfocchio non volendo usare espressioni e aggettivi più diretti di uso popolare. D’Alfonso e la sua coalizione hanno assunto un impegno programmattico, hanno la maggioranza per attuarlo e la competenza è interamente nelle loro mani. Non si tratta di uno dei tanti temi complessi su cui Dalfocchio ha promesso mari e monti andando ben oltre le proprie competenze istituzionali. Per tagliare gli stipendi dei consiglieri regionali basta una legge regionale, anzi un emendamento di poche righe! Non ci vuole Mandrake ma semplicemente una persona seria che mantenga la parola data. Noi ovviamente non abbiamo mai creduto nelle promesse di D’Alfonso e conoscendolo non l’abbiamo appoggiato. Sapevamo benissimo – per esperienza – che quella coalizione non avrebbe portato avanti obiettivi di rinnovamento reale. Ciò non toglie che sia doveroso richiamarli al rispetto degli impegni assunti e che a noi si associno tutti i cittadini abruzzesi. Negli ultimi tempi D’Alfonso ha minacciato di azioni legali chi ne mette in discussione l’onorabilità . Gli facciamo presente che nessun avvocato potrà restituirgli l’onorabilità se non mantiene la parola data come ha fatto finora.
Vorrei far presente che la legge fu bloccata a seguito dell’offensiva congiunta delle organizzazioni del mondo agricolo che giunsero a negare il fenomeno del lavoro nero e l’urgenza di norme regionali per contrastare il fenomeno. Purtroppo l’allora maggioranza che inizialmente aveva espresso parere favorevole in commissione fece immediatamente marcia indietro e la legge finì nel congelatore. Come accade sempre in Abruzzo la politica è subalterna a tutti gli interessi corporativi imprenditoriali anche quando sostengono posizioni poco plausibili come nel caso del lavoro nero. Quanto previsto nella legge non aveva nulla di fantasioso ma si rifaceva alle norme in vigore in altri paesi europei per quanto riguarda gli indici di congruità . Le inchieste della magistratura periodicamente rivelano che migliaia di immigrati vengono sfruttati con paghe da fame e questo è particolarmente grave in un settore che beneficia di contributi pubblici consistenti. Non si capisce perché debbano avere accesso alle risorse pubbliche quelli che pagano due euro all’ora chi si spacca la schiena al lavoro. Nella mia iniziativa legislativa non vi era nulla di persecutorio o denigratorio verso il mondo agricolo. Semplicemente qualche regola di prevenzione e maggior coordinamento istituzionale per combattere un fenomeno che nessuna persona perbene può accettare. Maurizio Acerbo Ecco l’articolo da Il Centro del 7 Maggio 2015: Continue reading Lavoro nero: legge regionale stoppata da veto organizzazioni mondo agricolo |
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