
Nella foto Trotsky, Lenin e Kamenev
(1) Il CC del PCR(B.), dopo aver discusso la questione dei rapporti con i lavoratori dell’Ucraina, ora liberati dalla temporanea conquista delle bande di Denikin, persegue con insistenza il principio dell’autodeterminazione delle nazioni e ritiene essenziale riaffermare che il PCR sostiene costantemente la posizione secondo cui deve essere riconosciuta l’indipendenza della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.
(2) Il PCR lavorerà per stabilire relazioni federali tra la RS, la FSR e la RSS Ucraina, basandosi sulle decisioni del Comitato esecutivo centrale panrusso del 1° giugno 1919 e del Comitato esecutivo centrale ucraino del 18 maggio 1919 (risoluzione allegata).
(3) Considerato che la cultura ucraina (lingua, scuola, ecc.) è stata repressa per secoli dallo zarismo russo e dalle classi sfruttatrici, il CC del PCR impone a tutti i membri del Partito di utilizzare ogni mezzo per contribuire a rimuovere tutti gli ostacoli al libero sviluppo della lingua e della cultura ucraina. Poiché i molti secoli di oppressione hanno dato origine a tendenze nazionaliste tra le fasce arretrate della popolazione, i membri del PCR devono esercitare la massima cautela nei confronti di tali tendenze e devono contrastarle con parole di spiegazione amichevoli circa l’identità di interessi dei lavoratori dell’Ucraina e della Russia. I membri del PCR sul territorio ucraino devono attuare il diritto dei lavoratori a studiare in lingua ucraina e a parlare la propria lingua madre in tutte le istituzioni sovietiche; devono contrastare in ogni modo i tentativi di russificazione che relegano la lingua ucraina in secondo piano e devono trasformare tale lingua in uno strumento per l’educazione comunista dei lavoratori. Bisogna adottare misure immediate per garantire che in tutte le istituzioni sovietiche vi siano sufficienti dipendenti di lingua ucraina e che in futuro tutti i dipendenti siano in grado di parlare ucraino.
(4) È essenziale assicurare il più stretto contatto tra le istituzioni sovietiche e la popolazione contadina autoctona del paese, per cui si deve stabilire, fin dalle prime fasi, la regola che, quando si istituiscono i comitati e i Soviet rivoluzionari, i contadini lavoratori devono avere la maggioranza in essi e che i contadini poveri devono esercitare un’influenza decisiva.
(5) Poiché la popolazione dell’Ucraina è prevalentemente contadina in misura ancora maggiore di quella della Russia, è compito del governo sovietico in Ucraina conquistare la fiducia non solo dei contadini poveri, ma anche di ampi strati della classe media contadina, i cui interessi reali li legano molto strettamente al potere sovietico. In particolare, pur mantenendo in linea di principio la politica alimentare (l’approvvigionamento statale di grano a prezzi fissi), è necessario modificare i metodi della sua applicazione.
L’obiettivo immediato della politica alimentare in Ucraina deve essere la requisizione delle eccedenze di grano nella misura strettamente necessaria all’approvvigionamento dei poveri delle campagne ucraine, degli operai e dell’Armata Rossa. Nel requisire le eccedenze, si deve prestare particolare attenzione agli interessi dei contadini medi, che devono essere attentamente distinti dagli elementi kulaki. È essenziale smascherare i contadini ucraini dalla demagogia controrivoluzionaria che cerca di far loro credere che lo scopo della Russia sovietica sia quello di convogliare grano e altri prodotti alimentari dall’Ucraina alla Russia.
È necessario che tutti gli agenti delle autorità centrali, tutti i funzionari del partito, gli istruttori del partito, ecc., siano tenuti a coinvolgere ampiamente i contadini poveri e medi nel lavoro di governo.
Allo stesso scopo (l’instaurazione del potere reale dei lavoratori) bisogna immediatamente prendere misure per impedire che le istituzioni sovietiche vengano inondate dalla piccola borghesia urbana ucraina, che non ha alcuna idea delle condizioni di vita delle masse contadine e che spesso si maschera da comunisti.
Condizione per l’ammissione di tali elementi nei ranghi del Partito e nelle istituzioni sovietiche deve essere una verifica pratica preliminare della loro competenza e della loro lealtà agli interessi dei lavoratori, principalmente al fronte, nelle file dell’esercito. Ovunque e in ogni circostanza tali elementi devono essere posti sotto lo stretto controllo di classe del proletariato.
Sappiamo per esperienza che, a causa della condizione disorganizzata dei poveri, la grande quantità di armi nelle mani della popolazione rurale ucraina si concentra inevitabilmente nelle mani dei kulaki e dei controrivoluzionari, il che porta di fatto al dominio dei banditi kulaki invece che alla dittatura dei lavoratori; in vista di ciò, un compito primario nell’organizzazione dell’Ucraina sovietica è quello di ritirare tutte le armi e concentrarle nelle mani dell’Armata Rossa degli operai e dei contadini.
(6) Allo stesso modo, la politica agraria deve essere attuata prestando particolare attenzione all’agricoltura dei contadini poveri e medi.
I compiti della politica fondiaria in Ucraina sono:
(1) L’abolizione completa della proprietà terriera ristabilita da Denikin e il trasferimento delle proprietà terriere ai contadini che possedevano poca o nessuna terra.
(2) Le aziende agricole statali devono essere organizzate in numero strettamente limitato e di dimensioni limitate e in ogni caso in conformità con gli interessi dei contadini circostanti.
(3) Nell’organizzazione dei contadini in comuni, artel, ecc., si deve attenersi rigorosamente alla politica del partito, che in questo senso non ammette alcuna coercizione, lasciando ai contadini la libera decisione e penalizzando ogni tentativo di introdurre il principio della coercizione.
2. Considerando indiscutibile per ogni comunista e per ogni lavoratore politicamente consapevole che è essenziale la più stretta alleanza di tutte le repubbliche sovietiche nella loro lotta contro le forze minacciose dell’imperialismo mondiale, il PCR sostiene che la forma di tale alleanza deve essere determinata in ultima analisi dagli stessi operai e contadini lavoratori ucraini.
* Questa risoluzione si basava sulle tesi scritte da Lenin. Il 21 novembre 1919, l’Ufficio politico del CC del PCR(b) discusse le tesi e le sottopose a una commissione per la revisione finale. Sulla base delle tesi, la commissione redasse la risoluzione che, con l’aggiunta del paragrafo 2 introdotto da Lenin, fu approvata dalla riunione plenaria del CC del PCR(b) il 29 novembre 1919 e successivamente approvata dall’Ottava Conferenza panrussa del partito.
Su questo blog: Perchè Putin non ama Lenin? Ecco cosa diceva il rivoluzionario comunista sull’Ucraina








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