‘Wild Thing-you make my heart sing-you make everything groovy.’ Ci sono canzoni che ascolto da una vita e che fanno parte della mia vita, senza di loro sarebbe stata diversa. Una di queste è Wild Thing. L’aveva scritta Chip Taylor, songwriter americano fratello dell’attore Jon Voight (Un uomo da marciapiedi) e zio di Angelina Jolie. La versione classica è quella dei Troggs che nel 1966 ne fecero una hit della British Invasion, la prima cover di un gruppo britannico a finire al primo posto nelle classifiche nordamericane. Lester Bangs la considerava l’inno proto-punk per eccellenza, ma lo avevo pensato da ragazzino molti anni prima di leggere i suoi meravigliosi articoli. In realtà la prima versione fu quella di una band USA The Wilde Ones che la incise nel 1965 senza successo. Nel 1967 fu Jimi Hendrix a renderla eterna nella sua incendiaria performance al Monterey Pop Festival irrompendo con la sua chitarra nella californiana Summer of Love. Negli anni ’80 Siouxie la riscrisse con i suoi Creatures e gli X di Los Angeles ne fecero una versione punk. Jonathan Demme in piena era reaganiana la utilizzò nel suo Something Wild, Qualcosa di travolgente nell’edizione italiana, in versione reggae cantata da Sister Carol. Dal vivo l’hanno suonata in tanti, da Bruce Springsteen a Patti Smith. Chip Taylor se n’è andato il 23 marzo e lo ringrazio per aver donato all’umanità questa gemma beat. Buon ascolto!








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