Il renzismo in mano ai ras locali diventa roba da terzo mondo. Perso ogni freno inibitore D’Alfonso cerca di cancellare ruolo del Consiglio Regionale trasformandolo nel suo juke-box. Non era mai venuto in mente neanche ai post-fascisti. E lo chiamavano “meno peggio”.
Questa notte in Consiglio regionale Luciano D’Alfonso, con un
sub-emendamento presentato dal fido Camillo D’Alessandro, ha cancellato ogni traccia di democrazia in Regione svuotando completamente il Consiglio regionale come luogo di confronto e scontro sui provvedimenti.
Non si pensi che la mia sia un’esagerazione polemica per attirare l’attenzione: davvero si tratta della norma più pericolosa mai approvata da una maggioranza in Consiglio Regionale.
Con un blitz – infatti siamo di fronte a un subemendamento non a un progetto di legge che ha seguito un iter di approfondimento in commissione – il subemendamento approvato modifica il Regolamento del Consiglio regionale determinando l’eutanasia.
Con la norma approvata diventerà praticamente impossibile fare opposizione e il Consiglio sarà completamente disarmato di fronte a un Presidente e a un esecutivo che tra l’altro, al contrario dell’ordinamento costituzionale, non hanno contrappesi di altra natura non essendoci un organismo di peso pari alla Corte Costituzionale né un Presidente della Repubblica almeno formalmente autonomo.
Il Consiglio Regionale viene ridotto a juke-box del capo che inserendo una monetina farà suonare la sua canzone dopo aver dato ai consiglieri qualche minuto per esporre le loro posizioni.
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