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VITA INDIPENDENTE: BANDO GOVERNO SCADE 2 DICEMBRE, REGIONE ABRUZZO PARTECIPA?

disability rights 2Nei mesi scorsi ho segnalato con una interrogazione i ritardi nell’emanazione da parte della giunta delle Linee Guida previste nella legge regionale sulla Vita Indipendente e l’esiguità dei fondi stanziati dalla Regione Abruzzo (siamo a fine novembre e la giunta non ha ancora approvato le linee guida!).

La questione è stata oggetto di ricorrenti sollecitazioni da parte delle associazioni che si battono per i diritti dei disabili.

Mi sembra opportuno segnalare che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato un bando per la presentazione da parte delle Regioni per la sperimentazione del modello di intervento di vita indipendente.

La scadenza per le domande è l’ormai prossimo 2 dicembre.

Il finanziamento messo a disposizione dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali è complessivamente per tutta Italia pari a euro 3.200.000 e non può eccedere l’80% del costo complessivo della proposta riferita a ciascun ambito territoriale.

La Regione deve garantire il co-finanziamento per la residua quota del 20% dei costi totali.

Per l’Abruzzo è previsto il finanziamento della sperimentazione in un ambito territoriale.

Domando: la Regione Abruzzo si sta preparando per partecipare al bando? Continue reading VITA INDIPENDENTE: BANDO GOVERNO SCADE 2 DICEMBRE, REGIONE ABRUZZO PARTECIPA?

Lucio Magri: se noi parliamo di rifondazione comunista…(1990)

Alla_ricerca_di_un_altro_comunismoVisto che si avvicina il congresso nazionale di Rifondazione mi sembra opportuno ritornare alle origini. Vi propongo uno stralcio dalla relazione che Magri tenne ad Arco nel settembre 1990 in apertura del seminario nazionale della mozione che si opponeva alla “svolta” di Occhetto e allo scioglimento del PCI. Il testo integrale lo trovate sulla raccolta di scritti e interventi di Lucio Magri Alla ricerca di un altro comunismo“.

Non è comunque il giudizio sul passato il punto principale che decide della possibilità e della utilità del permanere di una forza comunista; ma il giudizio sul presente e sul futuro. Certo la parola comunista ha, nella tradizione del movimento operaio, due significati ben distinti. Per un verso essa stava a indicare la linea di demarcazione stabilita dal leninismo e dalla Rivoluzione d’Ottobre e dunque soprattutto alcuni punti discriminanti: la necessità della rottura rivoluzionaria, il concetto di dittatura proletaria, la statizzazione quasi integrale dei mezzi di produzione, la pianificazione centralizzata, la soppressione del mercato per via amministrativa. In questo senso tale parola risulta tanto logorata dai fatti da non essere oggi difendibile.

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GATTOPARDI ALL’ACA SPA

locandina-gattIL CENTRODESTRA SI ALLEA CON IL GRUPPO DI DI CRISTOFORO, CASTRICONE E D’AMBROSIO. UNA STAZIONE APPALTANTE IN MANO ALL’AVVOCATO DEI COSTRUTTORI

Ieri mattina Chiodi in una lunga conferenza stampa ha elencato i guasti della dissennata gestione dell’ACA spa e l’enorme mole di debiti nascosta nei bilanci (105 milioni secondo il Presidente).
Nel pomeriggio all’assemblea dei sindaci soci di Aca spa il centrodestra si è alleato con il gruppo responsabile di questa cattiva gestione per eleggere il nuovo amministratore unico della società.
Il gruppo di sindaci PD che esprimeva l’ex-presidente Ezio Di Cristoforo, arrestato per con l’accusa di tangenti qualche mese fa, censurato al mattino diventa alleato al pomeriggio.

Un’operazione gattopardesca che chiarisce per l’ennesima volta che il “partito dell’acqua” è trasversale e che le prediche di Chiodi e Caputi sono poco plausibili.
Anche nel passato pezzi di centrodestra si sono alleati con le varie camarille e cricche concorrenti del centrosinistra.
Dopotutto il segretario dell’ATO Bernardini, condannato a un anno per reati commessi durante la presidenza del PD Giorgio D’Ambrosio, continua a stare al suo posto su incarico di Caputi e Chiodi. Continue reading GATTOPARDI ALL’ACA SPA

PROGETTO C.SO VITTORIO: TAR STOPPA STRADA SU AREA DI RISULTA

tar area di risultaCRONACA DI UNA BOCCIATURA ANNUNCIATA

Non si può spostare il traffico da Corso Vittorio Emanuele all’area di risulta senza una variante al PRG.

Il TAR, pur esprimendosi per ora soltanto sulla sospensiva, ha esplicitamente anticipato il giudizio di merito confermando interamente la tesi che ho mille volte ripetuto in consiglio comunale, in commissione e sugli organi di informazione:
per realizzare un nuovo asse viario sull’area di risulta era necessaria una variante al PRG che doveva quindi essere approvata in Consiglio Comunale (leggi articolo).
Ed è quanto ha in maniera lapidaria confermato il TAR con una pagina di cristallina chiarezza: “appare palese la violazione della richiamata disciplina di PRG operata con atto della Giunta Comunale”.
La Giunta Mascia ha spacchettato il progetto di risistemazione di Corso Vittorio Emanuele per poter procedere senza dover passare per il Consiglio Comunale e le procedure partecipative che una variante al PRG impone. In sintesi hanno cercato di far passare un complesso progetto per dei semplici lavori di risistemazione da approvare con singole delibere di Giunta.
Da veri avventurieri hanno quindi appaltato i lavori di Corso Vittorio Emanuele e poi con un altra delibera, ora bloccata, hanno avviato la realizzazione della strada sull’area di risulta su cui deviare il traffico automobilistico.
E’ inutile poi prendersela con chi legittimamente presenta ricorsi come ha fatto nei giorni scorsi il vicesindaco.
Il vicesindaco risponda alla domanda: ora dove passeranno le auto?

SENOLOGIA ORTONA: RISOLUZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE MARTEDI’ 26 NOVEMBRE

1945, donne partigianeMartedì il Consiglio Regionale dovrà esprimersi sul caso dell’unità di senologia di Ortona il cui declassamento ha suscitato lo sconcerto dell’opinione pubblica e una vasta mobilitazione di donne arrabbiatissime e indignate. .

Ho chiesto alla conferenza dei capigruppo, ai sensi del regolamento, che la mia risoluzione su senologia venga discussa nella fase iniziale del Consiglio Regionale.

Ricordo che avevo già presentato la risoluzione nella precedente seduta del Consiglio, martedì scorso, ma l’assessore Mauro Febbo aveva chiesto la verifica del numero legale e il centrodestra aveva abbandonato l’aula pur di sottrarsi al confronto.

Questa volta sarà più difficile per loro evitare la discussione e il voto sulla questione.

Consiglio a Chiodi, se non vuole essere preso a fucilate dalle donne abruzzesi, di correggere una decisione sbagliata.

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