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IN DIFESA DI PETE SEEGER, COMUNISTA AMERICANO

Pete Seeger a Occupy Wall Street 2011

Pete Seeger a Occupy Wall Street 2011

Articolo di Bhaskar Sunkara pubblicato sui siti di Al Jazzera America e della rivista americana di sinistra Jacobin.

Quando Pete Seeger è morto, lunedì, all’età di 94 anni, gli articoli in sua memoria, come era lecito attendersi, erano incentrati più sul suo attivismo sociale che sulla sua musica. Peraltro Seeger, il prototipo dell’instancabile messaggero di ogni causa, avrebbe gradito la cosa. Alcuni commenti erano lusinghieri, lodando ogni aspetto della sua attività. Ma la maggior parte di essi si muoveva sulla scia del commento equilibrato di Dylan Matthews del Washington Post, che ha twittato: “Amo Pete Seeger, e mi mancherà, ma non sorvoliamo il fatto che egli era un vero Stalinista”. Questo tentativo di fornire un giudizio equilibrato manca il punto. Non è che Pete Seeger ha fatto molte cose buone nonostante il suo storico legame con il Partito Comunista; ha fatto molte cose buone proprio perché era comunista. Quest’affermazione non vuole giustificare quella catastrofe morale e sociale che fu il socialismo reale nel XX secolo, ma piuttosto tratteggiare una distinzione tra il ruolo dei comunisti al potere e quello dei comunisti all’opposizione. Un giovane lavoratore del Bronx che distribuiva copie del Daily Worker nel 1938 non dovrebbe essere confuso con la nomenclatura che istituiva campi di lavoro dall’altra parte del mondo. Per quanto contro intuitivo ciò possa sembrare, nel corso del tempo i comunisti americani come Seeger sono stati sempre dalla parte giusta della storia, e attraverso la loro leadership hanno incoraggiato altri ad unirsi loro. I comunisti hanno guidato brutali stati di polizia nel blocco orientale, ma in Asia e in Africa si sono trovati alla guida delle lotte anti-coloniali, e negli Stati Uniti i radicali hanno rappresentato i primi e più ferventi sostenitori dei diritti civili e delle altre lotte per l’emancipazione sociale. Negli anni Trenta, i membri del Partito Comunista condussero un movimento militante antirazzista tra i mezzadri dell’Alabama per reclamare il diritto di voto, paghe uguali per le donne e terra per i contadini che non l’avevano. Importanti personalità apertamente staliniste quali Mike Gold, Richard Wright e Granville Hicks spinsero il New Deal di Franklin Delano Roosevelt ad essere più inclusivo e condussero la sindacalizzazione delle masse lavoratrici del periodo. Questi individui, legati insieme dall’appartenenza ad un’organizzazione che la maggior parte dei cittadini americani medi temeva e osteggiava, giocarono un importante ed estremamente positivo ruolo nella politica e nella cultura americana. Seeger era uno degli ultimi sopravvissuti legati a questa grandiosa eredità. Il comunismo americano era differente durante questi anni. Non era grigio, burocratico e rigido come in Unione Sovietica, ma creativo e dinamico. Irving Howe pensava fosse una “brillante mascherata” che combatteva per le giuste cause ma in modo ingannevole e opportunista. Ma c’era un fascino innegabile nel Partito Comunista – un’organizzazione che promuoveva feste e balli giovanili così come manifestazioni militanti – che attrasse inizialmente Seeger. Uno deve solamente rileggere le trascrizioni del suo interrogatorio del 1955 al Comitato di Sorveglianza delle Attività Antiamericane per notare la differenza tra l’ottusità degli interrogatori e lo scoppiettante ingegno del giovane ribelle. I comunisti americani erano gli oppressi, che combattevano il sistema per ottenere giustizia, le vittime della censura e della repressione poliziesca, non coloro che li perpetravano. Seeger, così come altri membri del partito, giunse a pentirsi delle illusioni che aveva mantenuto sull’Unione Sovietica. Si scusò nella sua autobiografia “Where have all the flowers gone” per aver pensato che “Stalin fosse un semplice condottiero severo e non invece un dittatore estremamente crudele”. Ma non abbandonò mai il suo impegno nella politica radicale. Assieme con Angela Davis e altri importanti precedenti esponenti del Partito Comunista, aiutò a formare il Commitees of Correspondence for Democracy and Socialism, un gruppo socialista democratico, nel 1991. Parlando di Seeger, Bruce Springsteen una volta ha etto che “è un archivio vivente della musica e della coscienza americana, una testimonianza del potere delle canzoni e della cultura di spingere in avanti la storia, di far muovere gli eventi americani verso conclusioni più giuste e umane.” In netto contrasto con il ruolo giocato dagli stati socialisti all’estero, è un buon modo per descrivere l’eredità del Partito Comunista negli Stati Uniti, un’eredità che Seeger non ha mai abiurato.

testo originale: http://america.aljazeera.com/opinions/2014/1/peet-seeger-communistpartyactivism.html

traduzione di Federico Vernarelli

segnalo anche: “We Shall Overcome”: Remembering Folk Icon, Activist Pete Seeger in His Own Words & Songs


ABRUZZO: SOLE24ORE SI AUGURA GIUNTA PIU’ “FEMMINISTA”, RIFONDAZIONE L’AVEVA GIA’ PROPOSTA

chiodi_e_paganoDoppia preferenza per Consiglio, parità di genere in Giunta: proposte bocciate dal partito trasversale dei “maschi”

Fa piacere leggere sul quotidiano di Confindustria il simpatico articolo di Deborah Dirani “In Abruzzo giunta al testosterone. Il prossimo presidente? Speriamo sia femmina“.

Dopo aver riepilogato le mirabolanti avventure sessuali di Chiodi, Pagano e De Fanis la giornalista chiude l’articolo con l’augurio: “speriamo che la prossima giunta abruzzese sia femmina, non per forza femminile, di sicuro femminista“. Continue reading ABRUZZO: SOLE24ORE SI AUGURA GIUNTA PIU’ “FEMMINISTA”, RIFONDAZIONE L’AVEVA GIA’ PROPOSTA

SENZATETTO: VERTICE IN PREFETTURA, NULLA DI FATTO, VERGOGNA CONTINUA

avvisateli

avvisateli

Dopo lo sgombero forzato di decine di “senzatetto” dalla stazione di Pescara ci si sarebbe aspettati un sussulto da parte delle istituzioni. Invece il menefreghismo istituzionale continua.


Il vertice in prefettura di questa mattina pare non abbia prodotto nulla di concreto se non l’impegno ad attivare prossimamente un tavolo permanente di lavoro.
Nel frattempo i senzatetto dormiranno in mezzo alla strada visto che non è stata nemmeno concordata una sospensione della chiusura notturna della stazione.

Trovo scandaloso che alla riunione non abbiano partecipato né il sindaco né l’assessore alle politiche sociali Cerolini: un’emergenza di questo genere che richiederebbe l’interlocuzione tra diversi soggetti e livelli istituzionali non può essere delegata a una dirigente. Continue reading SENZATETTO: VERTICE IN PREFETTURA, NULLA DI FATTO, VERGOGNA CONTINUA

Pepe Mujica: Che cosa sarebbe questo mondo senza i militanti?

mujicaChe cosa sarebbe questo mondo senza i militanti?

Come sarebbe la condizione umana se non ci fossero militanti? Non perché i militanti siano perfetti, perché abbiano sempre ragione, o perché siano superuomini e non sbaglino … No, non è questo.

È che i militanti non vengono a cercare il proprio tornaconto, ma vengono a lasciarci l’anima per una manciata di sogni. Perché, dopo tutto, il progresso della condizione umana richiede, senza appello, che ci siano persone che si sentano fino in fondo felici di passare la loro vita al servizio del progresso umano. Perché essere militante non significa portare la croce del sacrificio, ma vivere la gloria interiore di lottare per la libertà in senso trascendente”.

Pepe Mujica
Presidente della Repubblica Orientale del Uruguay

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VERSO LE 150.000 FIRME IN DIFESA DEL PARCO SIRENTE-VELINO

piani di pezza

piani di pezza

DOMANI MATTINA PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE PER CONSEGNARE FIRME A PAGANO E CHIODI

Resoconto conferenza stampa, lunedì 16 dicembre, ore 11,30, Pescara, aula consiliare del Comune

Cresce la mobilitazione contro la proposta di riperimetrazione del Parco Sirente-Velino che purtroppo è ancora all’ordine del giorno. La seduta del Consiglio Regionale riprenderà domani proprio con la proposta di legge Ricciuti che non sappiamo se il Presidente Pagano deciderà di rinviare in commissione. Al momento non è chiaro neanche l’atteggiamento del Presidente Chiodi e del resto del centrodestra che non hanno assunto una posizione chiara.

Le associazioni oggi tutte qui riunite fanno appello all’intero Consiglio regionale affinché sia sventato il tentativo del Consigliere Ricciuti di riperimetrare il Parco regionale del Sirente–Velino sottraendo al suo regime di tutela un’area  tra le più belle e preziose del Parco. Continue reading VERSO LE 150.000 FIRME IN DIFESA DEL PARCO SIRENTE-VELINO