Community

Already a member?
Login using Facebook:
Powered by Sociable!

Archivi

Eugene V. Debs: Gesù Cristo, il supremo leader rivoluzionario (1914)

foto segnaletica di Eugene Webs 1919

Eugene Debs è stato il più importante esponente del movimento operaio e socialista negli USA citato come proprio riferimento da Bernie Sanders e Zohran Mamdami. Elogiato da Lenin per la sua coerente opposizione alla guerra, si candidò alla Presidenza degli Stati Uniti per il Partito Socialista mentre era detenuto. Nel 1914 pubblicò un lungo articolo su Gesù Cristo. 

Poco importa se Gesù sia nato a Nazareth o a Betlemme. I resoconti sono contrastanti, ma la questione non ha importanza.

È importante, tuttavia, che Egli sia nato in una stalla e cullato in una mangiatoia. Questo fatto di per sé, su cui non vi è dubbio, certifica in modo inequivocabile il carattere proletario di Gesù Cristo. Se i suoi genitori non fossero stati poveri lavoratori – cambiavalute, usurai, mercanti, avvocati, scribi, sacerdoti o altri parassiti – non sarebbe stato partorito dal grembo materno su un letto di paglia in una stalla tra asini e altri animali.

Gesù fu generato da Dio? Sì, come ogni altro bambino mai nato al mondo. Aveva un’origine miracolosa, come tutta l’umanità. Il racconto scritturale della sua “immacolata concezione” è un mito meraviglioso, ma non più miracoloso del concepimento di tutti gli altri bambini.

Gesù non era divino perché era meno umano dei suoi simili, ma per la ragione opposta: era supremamente umano, ed è in questo che consiste la sua divinità: nella pienezza e perfezione di lui come essere intellettuale, morale e spirituale.

Le cronache del suo tempo e di quelli successivi sono piene di storie contraddittorie e assurde sul suo conto, e la sua figura è stata sfigurata e distorta da sacerdoti astuti per servire i loro fini disonesti e da ignoranti idolatri per dare sanzione divina al loro cieco bigottismo e alla loro selvaggia superstizione. Tuttavia, non esiste alcun mito impenetrabile che circondi la personalità di Gesù Cristo. Non era un essere leggendario o una figura allegorica, ma, come ci hanno dimostrato Bouck White e altri, un Uomo in carne e ossa nella pienezza dei suoi ineguagliabili poteri e nella completezza della sua consacrazione trascendente.

Per me Gesù Cristo è reale, palpitante e persuasivo quanto un personaggio storico come John Brown, Abraham Lincoln o Karl Marx. Ha perseverato nonostante duemila anni di evirazione teologica per distruggere la sua personalità rivoluzionaria, ed è oggi la più grande forza morale del mondo.

Il vano tentativo, durato venti secoli di interpolazione, interpretazione e falsificazione da parte della classe dominante, di far apparire Gesù come il conservatore divinamente incaricato della pace e il lenitore degli oppressi, anziché come il maestro rivoluzionario proletario e seminatore del turbine sociale, il vano tentativo di prostituire il nome, gli insegnamenti e l’esempio del Cristo martirizzato al potere di Mammona, lo stesso potere che lo aveva assassinato a sangue freddo, rivendica il suo genio trascendente e proclama l’immortalità della sua opera.

Non si sa nulla di Gesù Cristo da ragazzo, se non che a dodici anni i suoi genitori lo portarono a Gerusalemme, dove confuse i dottori con le domande che pose loro. Non sappiamo quali fossero queste domande, ma considerando la sua umile nascita, la sua povertà e le sue sofferenze, in contrasto con le ricchezze di Gerusalemme che ora abbagliavano la sua vista, e alla luce della sua successiva carriera, non siamo lasciati a congetture sulla natura dell’interrogatorio a cui il ragazzo curioso sottopose i dottori compiaciuti nel tempio.

“Non parlo di tutti voi; so chi ho scelto”, fu il suo annuncio di coscienza di classe ai suoi discepoli, tutti appartenenti al proletariato, non uno sfruttatore o un cittadino desiderabile tra loro. No, nessuno! Era un movimento operaio quello che stava organizzando e una rivoluzione operaia a cui stava preparando la strada.

“Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, che anche voi vi amiate gli uni gli altri”. Questo era il nocciolo di tutte le sue suppliche, di tutte le sue prediche e di tutti i suoi insegnamenti: amatevi gli uni gli altri, siate fratelli, fate causa comune, state uniti, voi che lavorate per
arricchire i parassiti e siete voi stessi in catene, e sarete liberi!

Queste parole furono rivolte da Gesù non ai cambiavalute, agli scribi e ai farisei, ai ricchi e ai rispettabili, ma agli indesiderabili cenciosi della sua stessa classe schiavizzata e sofferente. Questo appello era rivolto al loro spirito di classe, alla loro lealtà di classe e alla loro solidarietà di classe.

Secoli dopo, Karl Marx incarna questo appello nel suo famoso manifesto, che oggi rifulge come una lettera di fuoco come parola d’ordine della rivoluzione mondiale: “Proletari di tutti i paesi, unitevi: non avete nulla da perdere se non le vostre catene. Avete un mondo da guadagnare”.

Nel breve arco di tre anni, che abbraccia l’intero periodo della sua vita attiva, dal momento in cui cominciò a incitare il popolo fino a quando “gli fu messa addosso la veste scarlatta e la corona di spine e fu crocifisso tra due ladroni”, Gesù dedicò tutto il suo tempo e tutta la sua incomparabile capacità ed energie ai poveri sofferenti, e sarebbe stato piuttosto strano se non lo avessero “ascoltato volentieri”.

Lui stesso non aveva una dimora fissa e, come la misera e eterogenea folla alla quale predicava e alla quale riversava il suo grande e amorevole cuore, era un povero vagabondo sulla faccia della terra e “non aveva dove posare il capo”.

Il comunismo puro era il vangelo economico e sociale predicato da Gesù Cristo, e ogni atto e parola che gli può essere propriamente attribuita lo conferma in modo inequivocabile. La proprietà privata era per la sua mente elevata e la sua anima esaltata un sacrilegio e un orrore; un insulto a Dio e un crimine contro l’uomo.

La base economica della sua dottrina di fratellanza e amore è chiaramente dimostrata dal fatto che sotto la sua guida e il suo insegnamento tutti i suoi discepoli “vendevano i loro beni e le loro proprietà e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno”, e che “tenevano ogni cosa in comune”.

Questo fu l’inizio del potente movimento che Gesù aveva lanciato per rovesciare l’impero dei Cesari e liberare le masse oppresse e miserabili dal bestiale malgoverno dei tiranni romani.

Si trattava soprattutto di un movimento operaio, concepito e realizzato con il solo scopo di distruggere il dominio di classe e di eleggere la gente comune a unica e legittima erede della terra.

“Beati gli umili, perché erediteranno la terra.”

Tre brevi anni di agitazione da parte dell’incomparabile Gesù furono sufficienti per marchiare il movimento proletario da lui inaugurato come la rivoluzione più formidabile e portentosa degli annali del tempo. Lo sventurato autore non poté sopravvivere a lungo alla sua colossale disgrazia. Lo scopo e l’inevitabile esito dell’insegnamento e dell’agitazione di questo folle erano troppo chiaramente evidenti per poter ancora ammettere dubbi.

I signori del malgoverno, fradici, tremavano nei loro abiti eleganti rubati, e poi si diffuse la voce che dovevano “catturare” il vagabondo che aveva aizzato il popolo contro di loro. I prototipi di Peabody, McPartland, Harry Orchard e altri erano tutti pronti per la loro vile e sleale esibizione e per le loro trenta monete d’argento macchiate di sangue. Il sacerdote degli adoratori di Mammona diffuse la voce che il Nazareno stava diffondendo una falsa religione e che i suoi insegnamenti perniciosi avrebbero corrotto il popolo, distrutto la chiesa, sradicato la vecchia fede, distrutto la famiglia, smembrato la casa e rovesciato la società.

I discendenti diretti di Caifa e Giuda, dei farisei e dei cambiavalute di un tempo continuano a ripetere a pappagallo le stesse miserabili falsità per servire gli stessi miserabili fini, con l’unica differenza che la covata di pii pervertiti ora pratica la propria degenerazione nel nome del Cristo che hanno tradito e venduto alla crocifissione venti secoli fa.

Gesù era la più grande e nobile delle anime umane: incoronato dal sole e ispirato da Dio; un uomo di statura completa, dal sangue rosso e dal cuore di leone, ma dolce e gentile come la nobile madre che lo aveva dato alla luce.

Aveva la maestà e l’equilibrio di un dio, la visione profetica di un veggente, il cuore grande e amorevole di una donna e l’innocenza e la semplicità spontanee di un bambino.

Questo era ed è il Cristo martirizzato della classe operaia, il vangelo ispirato delle masse oppresse, il supremo leader rivoluzionario del mondo, il cui amore per i poveri e per i figli dei poveri ha santificato tutti i giorni della sua vita consacrata, ha illuminato e reso per sempre santa la cupa tragedia della sua morte e ha dato alle epoche la sua ispirazione divina e il suo nome immortale.

Leave a Reply