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Winston S. Churchill: Sionismo contro bolscevismo, una lotta per l’anima del popolo ebraico (1920)

AD ALCUNI piacciono gli ebrei, ad altri no; ma nessun uomo riflessivo può dubitare del fatto che essi siano senza dubbio la razza più formidabile e straordinaria che sia mai apparsa al mondo.

Disraeli, Primo Ministro ebreo d’Inghilterra e leader del Partito Conservatore, sempre fedele alla sua razza e orgoglioso delle sue origini, affermò in una nota occasione: “Il Signore tratta le nazioni come le nazioni trattano gli ebrei”. Certamente, se consideriamo la miserabile situazione della Russia, dove tra tutti i paesi al mondo gli ebrei furono trattati con la massima crudeltà, e la confrontiamo con le fortune del nostro Paese, che sembra essere stato così provvidenzialmente preservato in mezzo ai terribili pericoli di questi tempi, dobbiamo ammettere che nulla di quanto accaduto da allora nella storia del mondo ha falsificato la verità della sicura affermazione di Disraeli.

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Roger D. Markwick: Bolscevismo, Balfour e sionismo

Roger Markwick è professore di Storia Europea Moderna presso l’Università di Newcastle, Australia. Tra le sue pubblicazioni: Violence to Velvet: Revolutions—1917 to 2017 (Violenza di velluto: rivoluzioni dal 1917 al 2017), Slavic Review, numero speciale sulla Rivoluzione russa, e “Soviet Women on the Frontline in the Second World War” (coautore). Questo articolo è stato pubblicato su MRonline nel gennaio 2018

Il novembre 2017 ha segnato il centenario di due degli eventi più decisivi del XX secolo: la rivoluzione guidata dai bolscevichi in Russia e la Dichiarazione Balfour in Gran Bretagna. La Rivoluzione russa fu attuata dai bolscevichi in nome della pace e del socialismo internazionale; la Dichiarazione Balfour fu un impegno del governo britannico a sostenere un “focolare nazionale per il popolo ebraico” in Palestina. Non si trattò semplicemente di una coincidenza straordinaria. Ai ferri corti c’erano due obiettivi politici reciprocamente esclusivi: da un lato, promuovere una rivoluzione antimperialista mondiale; dall’altro, promuovere gli interessi imperialisti britannici in Medio Oriente. Continue reading Roger D. Markwick: Bolscevismo, Balfour e sionismo

Il comunista Nelson Mandela

Oggi ricorre la giornata internazionale che le Nazioni Unite hanno dedicato alla memoria di Nelson Mandela. La sua vita di rivoluzionario anticolonialista e antirazzista e di statista che ha saputo guidare la transizione verso una società democratica attraverso la riconciliazione ne hanno fatto un simbolo universale di combattente per la pace e la libertà.
Come accade spesso ai rivoluzionari se ne celebra la memoria e l’esempio rimuovendo le caratteristiche più scomode della loro storia.

“All’epoca del suo arresto nell’agosto 1962, Nelson Mandela non solo era un membro dell’allora clandestino Partito comunista sudafricano, ma faceva parte del Comitato Centrale del partito. Dopo la sua liberazione dal carcere nel 1990, Madiba divenne un grande e fidato amico dei comunisti fino alla fine dei suoi giorni”.

Il giorno della sua morte il Partito Comunista Sudafricano South African Communist Party per la prima volta diede la notizia ufficiale che l’eroe della lotta contro l’apartheid e padre del nuovo Sud-Africa democratico era stato un militante e dirigente comunista. Si trattava di una circostanza di cui si dibatteva da anni e nel 2011 era stata confermata dalle ricerche del giornalista Stephen Ellis e sono poi arrivati riscontri anche dagli archivi russi (leggi articolo).
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Nirmal Kumar Bose: Gandhi, umanista e socialista (1965)

Questo articolo di Nirmal Kumar Bose, antropologo indiano e compagno di lotta di Gandhi, è tratto dalla raccolta curata da Erich Fromm “L’umanesimo socialista” del 1965 (prima edizione italiana 1971). 

Introduzione. Il problema principale che l’umanità si trova a fronteggiare oggi, è il problema della guerra. Malgrado siano stati fatti notevoli sforzi fino dalla prima guerra mondiale per istituire un foro dove le nazioni possano risolvere pacificamente i loro conflitti, l’umanità non sembra avvicinarsi alla formazione di una singola comunità mondiale. Tutte le nazioni desiderano evitare la guerra, pure non vedono un’altra alternativa al di fuori di essa, per cui la guerra rimane ancora il mezzo più efficace da cui trarre risultati decisivi, sebbene il costo possa essere alto.
Gandhi riconobbe molto chiaramente che la famiglia umana forse non potrà mai raggiungere uno stato dove non ci sia conflitto, o dove il conflitto non debba più essere risolto dall’«azione diretta». Così egli tentò di trovare un sostituto alla guerra che sarebbe stato ugualmente efficace ma che non avrebbe lasciato gli uomini come ora, degradati dopo un conflitto. Nella ricerca di questo sostituto inventò la tecnica del satyagraha, con cui i conflitti potrebbero essere condotti ad un civile livello morale.

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LO SPUTTANAMENTO: INCHIESTA A MILANO

A Milano sono arrivate le richieste di arresto per l’imprenditore Manfredi Catella e Giancarlo Tancredi, assessore all’urbanistica della giunta Sala.
Con orgoglio possiamo rivendicare come Rifondazione Comunista di non esserci accomodati nel sistema Sala. Ricordo che prima delle ultime comunali la nostra federazione cercò di costruire una coalizione alternativa proprio ponendo l’attenzione sulla vicenda urbanistica. Purtroppo Sinistra Italiana e Verdi scelsero di stare con Sala fin dal primo turno. Rimanemmo soli ma in buona compagnia, quella dei comitati e degli urbanisti che lottavano contro l’assoggettamento delle politiche urbanistiche agli immobiliaristi, contro il consumo di suolo e lo strapotere della rendita speculativa. La lista a cui partecipammo Milano in Comune non riuscì a eleggere nonostante il bravissimo e competente candidato sindaco Gabriele Antonio Mariani.

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