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Eugene V. Debs: Gesù Cristo, il supremo leader rivoluzionario (1914)

foto segnaletica di Eugene Webs 1919

Eugene Debs è stato il più importante esponente del movimento operaio e socialista negli USA citato come proprio riferimento da Bernie Sanders e Zohran Mamdami. Elogiato da Lenin per la sua coerente opposizione alla guerra, si candidò alla Presidenza degli Stati Uniti per il Partito Socialista mentre era detenuto. Nel 1914 pubblicò un lungo articolo su Gesù Cristo. 

Poco importa se Gesù sia nato a Nazareth o a Betlemme. I resoconti sono contrastanti, ma la questione non ha importanza.

È importante, tuttavia, che Egli sia nato in una stalla e cullato in una mangiatoia. Questo fatto di per sé, su cui non vi è dubbio, certifica in modo inequivocabile il carattere proletario di Gesù Cristo. Se i suoi genitori non fossero stati poveri lavoratori – cambiavalute, usurai, mercanti, avvocati, scribi, sacerdoti o altri parassiti – non sarebbe stato partorito dal grembo materno su un letto di paglia in una stalla tra asini e altri animali.

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Charles Reitz replica alle accuse di Gabriel Rockhill contro Herbert Marcuse

Charles Reitz, autore di “Ecology and Revolution: Herbert Marcuse and the Challenge of a New World System Today”, smonta con una certa ironia le accuse a Herbert Marcuse contenute nel nuovo libro di Gabriel Rockhill  Who Paid the Pipers of Western Marxism? Sul filosofo consiglio su questo blog Angela Y. Davis: Le eredità  di MarcuseHerbert Marcuse per un comunismo democratico. Un dialogo con Aron Marcuse, Israele e gli ebrei.  

 

 

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Eliot Katz: Ricordando Abbie Hoffman

Ho tradotto un articolo del poeta Eliot Katz su Abbie Hoffman, scritto in occasione di quello che sarebbe stato il suo 83° compleannoriproposto il 30 novembre su The Allen Ginsberg Project per l’88° compleanno del leggendario rivoluzionario degli anni ’60. Abbie è stato, con Allen Ginsberg, una mia “spiritual guidance” fin da ragazzino che mi ha ispirato in molte azioni-tattiche-attitudini nel corso della mia lunga militanza di attivista e agitatore fuori ma anche dentro le istituzioni (debbo dire che da quando sono segretario nazionale del PRC mi sono un po’ imbolsito). Per sdebitarmi nel 2003 elaborai una sorta di conferenza-performance dal titolo ‘La rivoluzione dell’agnello sexy: storie e illuminazioni di Allen Ginsberg, Abbie Hoffman ed altri esploratori, ovvero della genealogia di Seattle’ che esordì a Pescara (che bel movement avevamo creato!) ed ebbe diverse repliche in giro per l’Italia. Ricordo che l’autobiografia di Abbie è stata meritoriamente pubblicata anni fa da Shake edizioni con il titolo Ho deriso il potere – Le imprese del più grande eroe controculturale americano. Su questo blog trovate vari post su Abbie Hoffman. Buona lettura!

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Ivan Katchanovski: La guerra tra Russia e Ucraina e le sue origini

Lo studioso ucraino Ivan Katchanovski ha scritto un libro assai importante, pubblicato da Palgrave Macmillan, che smonta le opposte propagande di guerra sulla guerra in Ucraina. Ho tradotto il capitolo conclusivo che ne riassume i contenuti in attesa di un’auspicabile edizione italiana, ma fortunatamente è scaricabile on line.  Il sociologo ucraino Volodymyr Ishchenko, autore di un altro testo purtroppo non tradotto in Italia, consiglia vivamente il libro di Ivan Katchanovski: “è un’analisi approfondita e onesta di alcune delle questioni più complesse e mitizzate della recente storia dell’Ucraina, questioni che molti hanno semplicemente paura di affrontare, nonostante abbiano avuto un impatto cruciale sulla guerra in corso con la Russia e sulla politica attuale ben oltre l’Ucraina.”

Secondo l’analista Anatol Lieven, “Il libro di Ivan Katchanovski è un contributo assolutamente essenziale allo studio della storia recente dell’Ucraina, un argomento  che troppo spesso è stato irrimediabilmente offuscato dalla propaganda e dalle emozioni.”

Ivan Katchanovski insegna presso la Facoltà di Studi Politici e il Programma di Studi sui Conflitti e Diritti Umani dell’Università di Ottawa, in Canada. Ha ricoperto incarichi accademici presso l’Università di Harvard, la State University of New York a Potsdam, l’Università di Toronto e il Kluge Center presso la Biblioteca del Congresso.

Da anni l’informazione mainstream in Italia ha dato spazio solo alle posizioni del governo ucraino e, anche per reazione alla russofobia, nei movimenti  e nell’opinione pubblica contro la guerra si sono fatte largo posizioni di simpatia per la Russia. La diffusione delle voci di pace dall’Ucraina come dalla Russia è parte del nostro impegno internazionalista e pacifista. Buona lettura!

Questo libro ha esaminato la guerra tra Russia e Ucraina e le sue origini. A differenza della stragrande maggioranza degli altri studi, si basa sull’analisi di decine di migliaia di fonti primarie e secondarie in ucraino, russo e inglese. Esso dimostra che i governi e i media russi, ucraini e occidentali hanno spesso travisato in varia misura diversi aspetti di questo conflitto, il più significativo del XXI secolo, e dei conflitti precedenti, come Euromaidan, il massacro di Maidan, la guerra nel Donbas, l’annessione russa della Crimea e i conflitti tra Russia e Occidente che la Russia ha drasticamente intensificato con l’invasione illegale dell’Ucraina nel 2022. Molti studi si basano acriticamente su tali narrazioni e fonti inaffidabili. Wikipedia è ancora più inaffidabile. La tabella 10.1 riassume come le narrazioni dominanti propagate dai governi russo, ucraino e occidentale e spesso ripetute dai loro media differiscano dall’analisi accademica basata su tali fonti primarie.

L’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, contrariamente alle smentite del governo  dei media russi, è una guerra perché il numero delle vittime in combattimento supera di gran lunga la soglia delle 1000 vittime, tipicamente utilizzata dagli studiosi per definire una guerra. La guerra combina elementi di una guerra interstatale tra Russia e Ucraina, una guerra per procura tra Occidente e Russia e una guerra civile in Ucraina.

La guerra tra Russia e Ucraina e, soprattutto da quando i governi occidentali hanno bloccato nella primavera del 2022 un accordo di pace, la guerra per procura tra l’Occidente/NATO e la Russia sono molto più importanti della guerra civile che continua nel Donbas dal 2014. Contrariamente a quanto affermano i leader del governo i media russi, la guerra in Ucraina non è una guerra tra la NATO e la Russia.

L’invasione russa dell’Ucraina è illegale secondo il diritto internazionale. Non può essere classificata come guerra preventiva perché le minacce alla sicurezza, come le politiche del governo Zelenskyy di riprendere il controllo della Crimea e del Donbas, la potenziale adesione dell’Ucraina alla NATO o lo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Ucraina, non erano imminenti e sono state gonfiate dal governo russo.

Nel febbraio 2022 la Russia ha drasticamente inasprito i conflitti con l’Ucraina e l’Occidente e la guerra civile nel Donbas, lanciando l’invasione dell’Ucraina. Questi conflitti sono iniziati con il rovesciamento violento, illegale e antidemocratico, sostenuto dall’Occidente, del governo ucraino filo-russo, attraverso il massacro di Maidan sotto falsa bandiera e i tentativi di assassinio contro Yanukovich perpetrati dagli elementi dell’oligarchia di Maidan e dall’opposizione di estrema destra nel febbraio 2014. In risposta, la Russia ha intensificato i conflitti annettendo la Crimea filo-russa e filo-separatista e sostenendo i separatisti filo-russi nel Donbas, anche attraverso interventi militari diretti. Tuttavia, contrariamente a quanto affermato dai governi ucraino e occidentali, da gran parte dei media e da Wikipedia, la guerra tra Russia e Ucraina è iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, e non nel 2014.

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Manuel Sacristán Luzón: sullo stalinismo (1978)

Nel centenario della morte di Manuel Sacristàn – a cui hanno dedicato molt iniziative i comunisti in Spagna e in Catalogna – ho pubblicato su questo blog la traduzione di un articolo dell’amico e compagno Victor Rios “Manuel Sacristán, un comunismo per il XXI secolo”.

Dalla metà degli anni ’50, Sacristán fu un militante attivo e dirigente del Partito Comunista di Spagna (PCE) e del Partito Socialista Unificato di Catalogna (PSUC). Il suo attivismo includeva la creazione della prima cellula del PSUC presso l’Università di Barcellona e la fondazione dell’Unione Democratica degli Studenti dell’Università di Barcellona (SDEUB). La repressione franchista lo costrinse a vivere in clandestinità e a guadagnarsi da vivere come traduttore, il che limitò la sua carriera accademica ma non il suo impegno nella lotta politica e nel lavoro teorico. Sacristán fu uno dei primi critici delle politiche del blocco sovietico, condannando l’invasione della Cecoslovacchia nel 1968 in sintonia con le posizioni del PCI. Sacristàn è morto nel 1985. 

Mi sembra utile pubblicare anche la traduzione del suo intervento del 23 febbraio 1978, a una tavola rotonda sullo stalinismo a cui  Sacristán partecipò, insieme allo scrittore Manuel Vázquez Montalbán e a Wilebaldo Solano dl POUM, nell’auditorium del convento dei Cappuccini di Sarrià (Barcellona), lo stesso luogo in cui, anni prima, era stata fondata l’Unione Democratica degli Studenti di Barcellona. Qui viene presentato lo schema che Sacristán preparò per la sua conferenza, la trascrizione del suo discorso di apertura e una parte sostanziale della discussione successiva. Un’altra trascrizione del discorso di apertura di Sacristán è stata realizzata da Juan-Ramón Capella e pubblicata in ” mientras tanto” , n. 49, 1990, pp. 147-157. Questa conferenza è apparsa anche in: Manuel Sacristán, Seis conferencias. Sobre la tradición marxista y los nuevos problemas. El Viejo Topo, Barcellona, ????2005 (prefazione di Francisco Fernández Buey, postfazione di Manuel Monereo e a cura di Salvador López Arnal). Buona lettura!

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