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Gramsci: «I luoghi comuni a rovescio»

«I luoghi comuni a rovescio». Per molti essere «originali» significa solo capovolgere i luoghi comuni dominanti in una certa epoca: per molti questo esercizio è il massimo della eleganza e dello snobismo intellettuale e morale.

Ma il luogo comune rovesciato rimane sempre un luogo comune, una banalità. Forse il luogo comune rovesciato è ancora più banale del semplice luogo comune. Il bohemien è più filisteo del mercante di campagna. Da ciò quel senso di noia che viene col frequentare certi circoli che credono essere di eccezione, che si pongono come una aristocrazia distaccata dal vivere solito. Il democratico è stucchevole, ma quanto più stucchevole il sedicente reazionario che esalta il boia, e magari i roghi. Nell’ordine intellettuale Giovanni Papini è un grande fabbricatore di luoghi comuni rovesciati; nell’ordine politico erano tali i nazionalisti vecchio stile, come Coppola, Forges-Davanzati, Maraviglia, e specialmente Giulio De Frenzi. Nella stessa serie intellettuale è da porre il Farinelli col suo lirismo e pateticismo, che sono pi stucchevolmente pedanteschi che non gli scritti dello Zumbini.

(L’espressione «luogo comune a rovescio» è impiegata da Turgheniev in Padri e Figli. Bazarov ne enuncia il principio così: «È un luogo comune dire che l’istruzione pubblica è utile, è un luogo comune al rovescio dire che l’istruzione pubblica è dannosa», ecc.)

 

Antonio Gramsci, Quaderni dal carcere

[uno dei frammenti a me più cari del Quaderni]

PP2: ANTONELLI ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA

42-15242408Oggi l’assessore Antonelli ha presentato in commissione urbanistica una delibera di indirizzi relativa alla rimodulazione del Piano particolareggiato n.2 – zona portuale.
 
La sensazione è che dopo due anni di apparente stasi comincino a delinearsi una strategia finora elaborata al di fuori delle sedi ufficiali.
 
Con una serie di scuse si chiede al Consiglio Comunale il mandato di rifare il Piano Particolareggiato in variante al PRG, ma non vengono prefigurate idee per rendere quelle aree strategiche della città una reale occasione di riqualificazione urbana e di rilancio economico e turistico della città.
 
Un dato però è certo: si chiede il mandato di modificare una scelta assai lungimirante del passato, cioè quella di destinare gran parte della quota di volumi residenziali previsti in quelle aree ad edilizia residenziale pubblica.
 
In questa maniera il valore delle aree farebbe un balzo notevolissimo e anche i margini di profitto per i costruttori.
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Antonio Spina: lettera al Centro sul porto di Pescara

portoRicevo e volentieri socializzo la lettera inviata dall’amico Antonio Spina al quotidiano Il Centro sulle questioni relative al Porto. Noto che sulla questione dell’insabbiamento del porto parlano molto soprattutto coloro che sostennero la validità di un progetto disastroso che in pochi contestammo.

Ricordo che l’opera fu realizzata senza valutazione di impatto ambientale. Noi ovviamente fummo accusati di essere i soliti ambientalisti del no (un esercizio di memoria). Buona lettura!

 

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INTERROGAZIONE SU REGIONE ABRUZZO, MASSONERIA, PARRUCCHIERE E ALTA FORMAZIONE

massoneriaNei giorni scorsi, camminando per strada, ci siamo imbattuti in un manifesto recante i simboli della Regione Abruzzo con dicitura “direzione politiche attive del lavoro” e il logo del “Fondo sociale europeo”. Il manifesto pubblicizzava un concerto organizzato, nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, dalla Gran Loggia D’Italia, Regione Massonica Abruzzo Molise, Oriente di Pescara che si è tenuto presso l’Auditorium De Cecco* lo scorso 31 marzo.

Francamente non si comprende quale sia la connessione tra “politiche attive del lavoro” della Regione Abruzzo (e quindi Fondo Sociale Europeo) e massoneria a meno che l’assessore Gatti non abbia scambiato la Grande Loggia per la scuola edile, d’altronde sempre di muratori si tratta.

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Maurizio Acerbo e Paolo Cacciari: comunismo e beni comuni

Cop 14:Layout 1Oggi sul Manifesto è uscita la recensione che Paolo e io abbiamo scritto del saggio di Peter Linebaugh che ho proposto e co-tradotto per la rivista SU LA TESTA. Ve lo propongo con il consiglio vivissimo di acquisire la rivista. Buona lettura!

COMMONS. La potenza di un lessico dimenticato

Come un  back to the future; sono i beni comuni il futuro del comunismo. Questa “ in grande sintesi¨ la tesi di un breve, bellissimo saggio di Peter Linebaugh pubblicato sul web journal “The Commoner” (www.thecommoner.org) che è stato tradotto sul numero in edicola del mensile “Su la testa”, la rivista di Rifondazione diretta da Lidia Menapace, con il titolo: Dai commons al comunismo. Girovagando per i sentieri storico-semantici del comunismo e dei beni comuni.

Peter Linebaugh, assieme a Markus Rediker, è autore del fondamentale I ribelli dell’Atlantico (Feltrinelli, 2000) in cui si spiegano le origini del capitalismo nelle due sponde dell’oceano, l’espropriazione delle terre di uso comune, la loro messa a profitto e la nascita delle coltivazioni industriali. Insomma l’accumulazione originaria, che “come abbiamo imparato a nostre spese“ non è affatto  una a tantum, ma un processo di conquista progressivo e totalizzante, di penetrazione del dominio del capitale sulla natura, fin dentro il genoma umano e la noosfera. Continue reading Maurizio Acerbo e Paolo Cacciari: comunismo e beni comuni