Community

Already a member?
Login using Facebook:
Powered by Sociable!

il mio profilo

Profilo Facebook di Maurizio Acerbo

Archivi

La mia libreria su Anobii

Caso De Cecco – Les Paillottes: D’Alfonso cerca di sanare abuso edilizio ma non ci riesce.

dalfonsoLa norma salva-abusi di D’Alfonso questa volta non ha funzionato, ma rimane una “porcata” da abrogare. Il Comune dica NO all’aumento del volume degli stabilimenti deciso dalla Regione. Non ce l’abbiamo con De Cecco perché è un imprenditore ma per gli abusi. Noi gli affideremmo volentieri il rilancio di Guerino  ma…

L’ultima sentenza del Consiglio di Stato rappresenta soltanto l’ennesima sconfitta che il cavaliere Filippo Antonio De Cecco rimedia nei tribunali sulla questione degli abusi edilizi realizzati sulla spiaggia di Pescara. Ricordiamo che De Cecco è stato oggetto di un procedimento giudiziario che si è concluso con una sentenza definitiva nel 2011 con sua condanna penale e disposizione dell’abbattimento degli abusi realizzati.

Come cittadini abruzzesi e pescaresi non possiamo che ringraziare anche in questa occasione la Soprintendenza per aver rimarcato – come da noi sempre sottolineato – che gli abusi realizzati“rappresentano una grave e palese menomazione della fruizione della veduta di costa pescarese” in una zona della città e dell’arenile (Rione Pineta) tutelata dall’art.142 lett. a) d.lgs. 42/2004 per il notevole interesse pubblico del panorama ai sensi del d.m. 13 maggio 1965.

Non ci stupisce che De Cecco abbia cercato di usare una norma approvata alla chetichella dalla Regione Abruzzo per difendere il suo abuso.

Come abbiamo già denunciato, D’Alfonso non solo ha approvato un Piano Demaniale Regionale identico a quello elaborato dalla Giunta Chiodi e da noi bloccato, ma lo ha anche peggiorato inserendo una norma evidentemente volta a salvare l’abuso di De Cecco.

Infatti il comma 25 dell’articolo 5 del PDM regionale prevede non solo la folle possibilità di aumentare a Pescara del 30% i volumi degli stabilimenti esistenti, come prevedeva anche il Piano di Chiodi, ma è stata aggiunta una norma ad hoc – non a caso poi brandita da De Cecco –per le concessioni che si trovano in aree urbanizzate che svolgono attività per l’intero corso dell’anno, con almeno dieci dipendenti e un arenile di almeno 4000 mq”.

Si tratta evidentemente di una norma ad personam (forse più di una ma non tante), approvata in maniera scorretta, visto che la stessa non era presente nel testo su cui i cittadini e le associazioni hanno poi fatto le osservazioni, né posta all’attenzione degli altri enti e amministrazioni dello Stato con cui la Regione ha l’obbligo di confrontarsi durante la redazione del Piano.

Questa ennesima “porcata” – che fa il paio con quella pro società Milia e Mammarella per sbloccare tre palazzi sul mare – non può che suscitare amarezza e indignazione. Sarebbe interessante conoscere il nome dei consiglieri regionali che hanno presentato questo emendamento e l’hanno votato.

Fortunatamente la maldestra norma dalfonsiana non ha ottenuto il suo effetto; ci aspettiamo che tale “porcata” venga immediatamente abrogata dal Consiglio regionale.  Nel caso in cui ciò non avvenisse, chiediamo all’amministrazione comunale di Pescara,  attualmente in procinto di aggiornare il proprio Piano Demaniale, di non inserire questa assurda norma e di non recepire gli spropositati aumenti di cubatura (Pescara più 30%) concessi dalle nuove norme regionali.

E’ già grave che la politica continui a produrre norme a favore della ulteriore cementificazione della spiaggia, determinando la perdita pressoché totale della vista mare a Pescara, ma è ancor più grave che si inseriscano norme che favoriscono pochi discriminando di fatto persino il resto dei balneatori.

Noi non abbiamo nulla contro il cavalier Filippo Antonio De Cecco, ma pensiamo che non vi sia Stato di Diritto se la legge non è uguale per tutti. Saremmo ben contenti se De Cecco investisse i suoi capitali e le sue indubbie capacità imprenditoriali per rilanciare e riconsegnare alla fruizione uno storico stabilimento-ristorante sul mare come Guerino- Il Gabbiano.  Il  Comune invece continua a consentire a Gianni Paglione di tenerlo inscatolato e in ostaggio, senza revocargli la concessione (a agosto pareva che fosse la volta buona ma non si è visto nulla anzi pare che l’hanno prorogata ancora).

 

Maurizio Acerbo – Rifondazione Comunista-SE

Loredana Di Paola – Marelibero

 

Leave a Reply