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NO ALLE POMIGLIANO DEL COMMERCIO!

sordiDalle notizie in mio possesso, assunte da lavoratori della grande distribuzione, i centri commerciali aumentano il numero delle aperture domenicali senza applicare le restanti norme contenute nella nuova legge sul commercio.

E’ noto che Rifondazione ha contrastato fino all’ultimo, anche ricorrendo all’ostruzionismo, l’aumento delle aperture domenicali e festive per la grande distribuzione.

Soprattutto abbiamo posto l’accento sui livelli di sfruttamento schiavistico di lavoratori privi di potere contrattuale e fortemente ricattabili.

L’aumento delle aperture domenicali significa intensificare livelli di sfruttamento e privare una categoria di lavoratori della possibilità di “santificare le feste”, cioè di stare in famiglia o di godere del diritto al riposo, al tempo libero, allo svago, alle relazioni.

Dopo un lungo e duro confronto la maggioranza accettò di inserire delle norme che dovevano contemperare l’aumento delle aperture con i diritti dei lavoratori e la tutela del piccolo commercio.

La legge infatti prevede che i centri commerciali debbano osservare una chiusura infrasettimanale per ogni apertura domenicale o festiva, che i dipendenti non possano essere costretti a lavorare più del 50% delle domeniche, che i centri commerciali debbano concertare le aperture con sindacati e organizzazioni di categoria.

Da quel che mi risulta il Megalò (Chieti) approfittando della nuova legge ha comunicato ai dipendenti l’aumento del numero delle aperture  domenicali  mentre non è stata  prevista nessuna chiusura infrasettimanale.

Quando si approva una legge bisogna vigilare sulla sua applicazione e, soprattutto, monitorarne le conseguenze anche al fine di modificarla se si dimostra inadeguata.

Non è accettabile che la grande distribuzione incassi l’aumento delle aperture senza adeguarsi alle altre norme (se è impossibile farle applicare la maggioranza dovrà convenire che è indispensabile ridurre il numero delle aperture).

Ritengo indispensabile che nel corso del prossimo Consiglio Regionale di martedì, l’ultimo prima della pausa estiva, si approvi una interpretazione autentica della legge che eviti i giochetti della grande distribuzione sulla pelle dei lavoratori.

Non è accettabile che il Consiglio regionale vada in vacanza mentre chi lavora nei centri commerciali viene ridotto alla schiavitù.

 Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

 

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