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Pescara: manifesti fascisti sui muri, quelli laici in attesa del visto.

uaarCensura sulle affissioni comunali?

No, grazie.

Il responsabile dell’UAAR di Pescara mi comunica che nel consegnare dei manifesti al servizio affissioni si è sentito rispondere che devono essere sottoposti alla preventiva visione dell’amministrazione comunale.

Pare che tale indicazione derivi da una lettera inviata dalla passata giunta comunale targata PD ai responsabili del servizio in occasione della polemica sui manifesti dell’UAAR che ironizzavano sull’esistenza del padreterno.

Ritengo tale direttiva illegittima e incostituzionale perché in un paese democratico non è possibile sottoporre a censura le opinioni di cittadini, associazioni o partiti.

L’Unione degli atei, agnostici e razionalisti è una libera associazione che ha il diritto di esprimere le proprie opinioni e di utilizzare, pagando quanto stabilito, le pubbliche affissioni per comunicare le proprie idee.

Può essere interdetta l’affissione soltanto di manifesti che presentino contenuti penalmente illeciti, come l’incitamento all’odio razziale, l’apologia di reato, la propaganda fascista, ecc.(in particolare legge Scelba n. 645/1952 e  legge Mancino n. 205/93).

Non mi risulta che vi siano norme nel nostro ordinamento che vietino di manifestare liberamente il proprio pensiero sui temi della laicità. Continue reading Pescara: manifesti fascisti sui muri, quelli laici in attesa del visto.

Terremoto: inquietante carteggio Boschi-Bertolaso

terremotoAquilaIl carteggio Boschi-Bertolaso pubblicato sul sito del settimanale L’Espresso  è a dir poco inquietante.

Più di trecento persone hanno perso la vita anche a causa del fatto che alla popolazione aquilana e agli enti locali sono stati lanciati messaggi tranquillizzanti di cui adesso i principali responsabili si rimbalzano le responsabilità.

Secondo Boschi la negligenza è da imputare alla Protezione Civile, Bertolaso minaccia querele.

Il quadro che ne viene fuori non può che preoccupare tutti gli italiani visto che la vicenda riguarda i massimi responsabili della nostra sicurezza rispetto a catastrofi di questo genere.

E’ doveroso fare chiarezza e accertare le responsabilità al fine di evitare che si ripetano tragedie evitabili.

Perché non è stato detto alla popolazione che ben prima dell’inizio dello sciame sismico, nel 2007, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia aveva comunicato alla Protezione Civile che “la probabilità massima di accadimento di un forte terremoto è in un segmento appenninico contenente L’Aquila”?

Perché per due anni non si è fatto nulla e, cosa più grave, non si è lanciato l’allarme neanche dopo mesi di sciame sismico?

Ancor più grave il fatto che i comunicati della Protezione Civile, da cui enti locali e popolazione attendevano indicazioni sul che fare, sarebbero stati secondo Boschi in qualche modo taroccati, cioè non corrispondenti alla situazione di “altissimo rischio”.

A fronte di notizie in suo possesso così allarmanti, datate 2004 e 2007, come mai la tanto decantata macchina di Bertolaso non ha attivato alcuna misura di prevenzione dei rischi per la cittadinanza?

Forse si è proceduto troppo velocemente alla beatificazione mediatica della Protezione Civile.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

Enrico Perilli, consigliere comunale PRC

Tutelare il Parco marino del Cerrano

pineto13Non sono un esperto di pesca, ma la lettura della nota della Federpesca relativa al Parco del Cerrano mi ha lasciato profondamente interdetto.

Se ho ben capito Federpesca vorrebbe che si consenta la pesca delle vongole anche nella porzione di mare ricompresa nel Parco marino “Torre del Cerrano“.

Auspico che le amministrazioni comunali di Silvi e Pineto, la Provincia e la Regione tengano un atteggiamento di fermezza e che non retrocedano per subalternità verso logiche corporative. Continue reading Tutelare il Parco marino del Cerrano

La figuraccia di Chiodi

SULLE TASSE LE PROTESTE ERANO FONDATE,

 L’ATTEGGIAMENTO DI CHIODI NO!

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SIMON REYNOLDS: il vuoto del decennio

annizeroNonostante i tentativi di tenermi aggiornato acquistando riviste e scaricando a manetta da alcuni anni devo ammettere che raramente mi capitano cose che mi entusismano o che mi rimangono dentro. Mi sono accorto che quasi mai, per esempio, sul mio profilo su fb (noto gruppo rivoluzionario del terzo millennio secondo il presidente del senato Schifani) posto video musicali recenti. Ho pensato che con l’età si diventa conservatori e che forse sono le mie orecchie e la mia sensibilità ad essere ormai fuori uso. Poi ho letto un articolo di Simon Reynolds, mica un cretino qualunque, e mi son detto che sono almeno in autorevole compagnia. Per chi non lo sapesse Simon reynolds ha due anni più di me, è un critico musicale inglese, autore tra gli altri di un libro fondamentale disponibile anche in edizione italiana Rip it up and start again che consiglio vivamente a tutti (un omaggio alla iper-creativa stagione del post punk 1978/1983). Non posso fare a meno di socializzare un estratto di Simon Reynolds dal libro GLI ANNI ZERO, raccolta di interventi di autori vari sugli anni duemila:

La prima domanda che salta alla mente ripensando alla musica pop del primo decennio

del ventunesimo secolo è: «cos’è accaduto?». Continue reading SIMON REYNOLDS: il vuoto del decennio