Vi propongo un bel saggio apparso sulla New Left Review, estate 2007.Â
Una cavalcata attraverso una storia secolare. Davvero illuminante!
Socialismo: un ciclo di vita di Régis Debray*
Impossibile cogliere la natura della coscienza collettiva di un’epoca senza comprendere le forme e i processi materiali impiegati nella trasmissione delle idee: quelle reti della comunicazione che consentono al pensiero di avere un’esistenza sociale. In realtà , i successivi stadi di sviluppo di tali mezzi e rapporti di trasmissione (che nel loro insieme potremmo definire mediosfera) suggerisce una nuova periodizzazione della storia delle idee.1 Per prima cosa incontriamo quella che possiamo chiamare logosfera: un lungo periodo che va dall’invenzione della scrittura (e delle tavolette di argilla, dei papiri, dei rotoli di pergamena) sino all’avvento dei caratteri a stampa. È l’età del logos, ma anche della teologia, nella quale la scrittura è, prima di ogni altra cosa, trascrizione della parola di Dio, l’«intaglio sacro» del geroglifico. Dio ordina, l’uomo trascrive – nella Bibbia o nel Corano – e ordina a sua volta. Si legge ad alta voce, insieme agli altri. Compito dell’uomo non è inventare, bensì trasmettere le verità ricevute.
Un secondo periodo, quello della grafosfera, va dal 1448 al 1968 circa: dalla Rivoluzione Gutenberg alla diffusione della TV. È l’età della ragione, del libro, dei quotidiani e dei partiti politici. Il poeta o l’artista emerge come garante della verità , l’invenzione fiorisce in un’abbondanza di testi scritti; l’immagine è subordinata al testo.
Il terzo periodo, che va espandendosi ancora oggi, è l’era della videosfera: l’età dell’immagine, che ha tolto il libro dal suo piedistallo e nella quale il visibile trionfa sul grande invisibile delle epoche precedenti: Dio, la Storia, il Progresso.
Questa periodizzazione mediologica ci consente di inquadrare il ciclo di vita del socialismo (questa grande quercia ormai abbattuta della progettualità politica) entro gli ultimi centocinquant’anni della grafosfera e di esplorarne l’ecosistema, per così dire, attraverso i suoi processi di propagazione. Non tratteremo qui il socialismo secondo l’intrinseco valore di uno o dell’altro dei suoi rami. Lo scopo è cogliere piuttosto la comune base mediologica che sottostà a tutte le sue ramificazioni dottrinali (da Fourier a Marx, da Owen a Mao, da Babeuf a Léon Blum), avvicinandoci ad essa come a un insieme di uomini (militanti, leader, teorici), strumenti di trasmissione (libri, scuole, quotidiani) e istituzioni (sette, partiti, associazioni). L’ecosistema prende la forma di un particolare sociotipo, un milieu utile alla riproduzione di certi generi di vita e di pensiero.
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