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AGGIORNAMENTO: MATRIMONI AL COMUNE DI PESCARA

 
ranxeroxLeggo sulla stampa che non si sa chi al Comune di Pescara smentirebbe i contenuti della mia interrogazione di ieri sui matrimoni civili.
Debbo quindi confermare quanto ho sostenuto nell’interrogazione consigliando all’amministrazione di risolvere i problemi – se ne è a conoscenza – invece di smentire quanto sostiene un consigliere che è solito informarsi prima di scrivere.
 
Con la nota Prot. N° 1130 del 19/10/2010 il dirigente Macchiarola dà disposizioni dalle quali si evince chiaramente che il sabato e la domenica non si possano più celebrare matrimoni presso il Palazzo di Città, fatti salvi quelli precedentemente prenotati.
Il dirigente motiva la decisione con il fatto che “questo settore, allo stato attuale, non è in grado di far fronte al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario per remunerare i dipendenti impegnati nella celebrazione dei matrimoni al di fuori del normale orario di servizio”. Continue reading AGGIORNAMENTO: MATRIMONI AL COMUNE DI PESCARA

Incredibile ma vero! A Pescara puoi sposarti al sabato solo se paghi.

beatles_all_u_needMi riferisco ovviamente ai matrimoni civili, quelli in cui l’ufficiale di stato civile è il sindaco o un consigliere o assessore da lui delegato. Un’attività per la quale sono particolarmente gettonato e che mi ha riservato più di una soddisfazione (qualche battuta contro l’integralismo religioso, slogan pacifisti, invocazioni punk’ e/o psichedeliche, disquisizioni sul diritto di famiglia, puro rock’n’roll ecc.). Una volta la dipendente comunale che solitamente mi assiste durante la cerimonia mi ha sussurrato all’orecchio: “quelli che sposa lei sono davvero innamorati!” (o giù di lì). E sì noi “alternativi” siamo gli ultimi romantici, come era solito dire il buon Peppe Di Santo ai tempi di Spleen On The Beach. La notizia che al Comune di Pescara ora non sia più possibbile sposarsi gratis al sabato mi ha davvero sorpreso. Capisco che c’è la crisi economica e che si voglia risparmiare sugli straordinari ma non è tollerabile che i cittadini debbano pagare per forza. Spendono più di 150.000 euro per trasformare il Municipio in una sede del Rotary e vogliono prendersela con gli innamorati laici che non vogliono andare in Chiesa!

Ho presentato immediatamente un’interrogazione:

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Michel Foucault – Noam Chomsky (1971)

Commentando un articolo di Noam Chomsky un amico mi ha segnalato su facebook questo dialogo del 1971. Due fuoriclasse del pensiero critico che discutono in tv. Oggi ci si entusiasma per molto meno. Basta un Fabio Fazio.

Segnalo il libro pubblicato da Derive Approdi.

Una Pedemontana da 400 milioni e addio alla ferrovia Pescara-Roma

pedemontanaFERROVIA PESCARA-ROMA DIMENTICATA

Non mi pare che ci sia molto da festeggiare per l’annunciato finanziamento Cipe della Pedemontana Marche – Abruzzo.

L’unica opera “strategica”, per uno stanziamento di ben 400 milioni di euro, che Berlusconi e Chiodi prevedono per l’Abruzzo è l’ennesima infrastruttura stradale che è facile prevedere avrà un impatto devastante su quel che resta del paesaggio e che si accompagnerà inevitabilmente a una nuova stagione di lottizzazioni e consumo di suolo lungo il percorso. Continue reading Una Pedemontana da 400 milioni e addio alla ferrovia Pescara-Roma

”Caro, angelico Ginsberg…” Pasolini, beat generation e sessantotto

Oggi ricorre il trentacinquesimo anniversario dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Ripropongo un articolo che ho scritto nel febbraio 2006 per Queer, l’inserto domenicale di Liberazione.

pasoliniusa2 ”Caro, angelico Ginsberg…”

di Maurizio Acerbo

La fin troppo celebre poesia Il PCI ai giovani scritta dopo i fatti di Valle Giulia ha lasciato dietro di sé un’immagine di Pasolini assai deformata. Sovente si dimentica che la polemica di Pasolini non è con il sessantotto in quanto tale, inteso come fenomeno mondiale, ma con alcuni caratteri specifici della cultura e taluni atteggiamenti del movimento in atto nelle università  italiane e, successivamente, dei gruppi della nuova sinistra. Ma il risalto che ebbero ai tempi le polemiche, rinvigorito da ogni anniversario, mi sembra oscuri la complessità  della ricerca pasoliniana e la ricchezza del suo approccio politico.

Per esempio pare cadere nell’oblio il suo entusiasmo per la beat generation e il movement americano, e in particolare la sintonia con Allen Ginsberg. “Io amo Ginsberg: era tanto che non leggevo poesie di un poeta fratello […] Egli è una vivente contestazione”, scrive Pasolini in Poeta delle ceneri, una composizione scritta nell’agosto del 1966, ma pubblicata soltanto nel 1980.

Difficile sostenere la tesi di un Pasolini dai paradigmi culturali datati distante dallo spirito libertario delle rivolte giovanili come è stato autorevolmente scritto anche su Queer. Si dimentica spesso che la nuova sinistra neomarxista italiana, non solo il P.C.I., fin dai primi anni ’60 sui Quaderni Piacentini, ebbe un atteggiamento negativo sia nei confronti di Pasolini che dei beats. Mentre Pasolini pensava a Kerouac quale possibile interprete di Cristo nel Vangelo (l’influenza dei beats diventa evidente in Porcile e Teorema), Quaderni Piacentini inseriva l’autore di Sulla Strada tra i “libri da non leggere”. Una doppia incomprensione che non era casuale, bensì insita nel codice genetico che caratterizzò nel bene e nel male quei gruppi di intellettuali “eretici”. Continue reading ”Caro, angelico Ginsberg…” Pasolini, beat generation e sessantotto