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Cannabis terapeutica: legge regionale in Abruzzo ancora inapplicata

cannabis terapeuticaOggi il quotidiano Il Centro torna a occuparsi della mia legge regionale sulla cannabis terapeutica. Purtroppo debbo constatare che la Giunta regionale è in fortissimo ritardo rispetto all’attuazione di una normativa che quando approvata fu giudicata unanimemente la più avanzata in Italia e che è stata imitata dalle altre regioni. Ebbe molta risonanza a livello nazionale il fatto che il governo rinunciò a impugnarla davanti alla Corte Costituzionale. Non posso che invitare l’assessore Paolucci e la Giunta ad accelerare perché si tratta di una questione vitale per tanti pazienti e comunque mi fa piacere che l’assessore cominci a occuparsi della materia e che sia stato attivato un tavolo nazionale.Spero che non venga in mente a nessuno nei tavoli nazionali e regionali di fare passi indietro limitando la possibilità di prescrizione da parte dei medici. Bisogna fare presto perché è una vergogna che dei malati debbano spendere cifre enormi per approvvigionarsi dall’estero di farmaci che potrebbero essere distribuiti dalle ASL con costi irrisori. Ricordo che non solo in Toscana ma anche in altre regioni le ASL forniscono farmaci ai cannabinoidi ai pazienti. Continueremo a seguire la questione. Questo è l’articolo uscito oggi sul Centro:

La Regione Toscana fa da battistrada e dà il via alle terapie gratuite

L’Abruzzo ha già una propria legge ma non è mai stata attuata

Cannabis terapeutica

«Presto le linee guida»

di Antonio De Frenza

PESCARA Presto anche in Abruzzo sarà possibile prescrivere attraverso il sistema sanitario regionale la Cannabis per uso terapeutico. È di questi giorni la notizia che la Regione Toscana ha fatto da apripista rispetto alle nove regioni (tra cui l’Abruzzo) che hanno approvato una legge sull’utilizzo di queste sostanze. I cannabinoidi possono essere utilizzati per il trattamento del dolore nella sclerosi multipla, del dolore neuropatico centrale e di tutte le sindromi dolorose croniche in cui l’uso di altri farmaci e modalità terapeutiche non ha avuto risultati apprezzabili. Spiega l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci: «La Toscana è capofila del tavolo interregionale che sta studiando la questione e sarà lei a dare le linee guida, che nel nostro caso dovranno integrarsi con la legge regionale». La legge abruzzese firmata da Maurizio Acerbo e Riccardo Chiavaroli è del 4 gennaio 2014, ma dal momento della sua approvazione non sono stato varati gli atti necessari per disciplinare l’acquisto, la distribuzione e la prescrizione. Ora la pratica sarà ripresa, assicura Paolucci. Ma da dove arriverà la Cannabis? Probabilmente dalla stessa Toscana. Infatti al fine di garantire ai pazienti a cui vengono prescritte preparazioni a base di cannabis l’accesso alle cure a costi adeguati su tutto il territorio nazionale ed evitare il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti o illegali, il ministro della Salute e il ministro della Difesa, hanno avviato un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Le serre sarebbero già pronte. Lo scopo è di rendere meno onerosa l’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale, ma è anche quello di soddisfare l’intero fabbisogno nazionale. Oggi in Abruzzo il medico può comunque prescrivere preparati galenici a base di cannabis (si tratta di preparati importati prevalentemente dall’Olanda), ma possono essere acquistati solo a pagamento nelle farmacie e senza possibilità di rimborso. La legge della Regione Abruzzo prevede che i medicinali cannabinoidi possono essere prescritti a spese del sistema sanitario regionale da medici specialisti e da medici di medicina generale , sulla base di un piano terapeutico redatto da un medico specialista autorizzato alla prescrizione di questi medicinali da un provvedimento della giunta regionale. L’avvio del trattamento può avvenire sia in ambito ospedaliero o in altre strutture assimilabili o in ambito domiciliare.

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