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Solidarietà alla Procura di Pescara

Di fronte alla campagna politica e mediatica volta a delegittimare l’operato della Procura della Repubblica di Pescara sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente la nostra solidarietà ai magistrati pescaresi a cui va il ringraziamento degli abruzzesi onesti.

Non ci stupisce che il PDL conduca questa campagna di delegittimazione. Ci appare grave che parlamentari del PD si associno a tale opera, mentre in Parlamento si approva il processo breve. Continue reading Solidarietà alla Procura di Pescara

Come una sveltina si trasforma in un pateracchio

ranxeroxOggi pomeriggio dopo la terza riunione di commissione ho acceso il computer e, come abitudine, sono andato a dare uno sguardo a primadanoi.it. Mi ha fatto saltare sulla sedia la lettura della vibrante protesta di Enzo Giammarino della Confesercenti.  Una delle varie porcate che avevamo bloccato con una estenuante battaglia in Consiglio Regionale è stata comunque inserita nella Finanziaria regionale. Ho presentato centinaia di emendamenti ostruzionistici e parlato per non so quante ore per costringere al ritiro di queste trovate.  Quella di cui parla Giammarino è la solita norma ad personam a cui ci ha abituati la storia del Consiglio Regionale. Le si propone per fare un “piacere” a qualcuno senza considerare gli effetti collaterali. Continue reading Come una sveltina si trasforma in un pateracchio

L’incredibile posizione del PD abruzzese sul rinvio a giudizio dell’assessore Castiglione‏

pdStrano, ma vero. Quello che dovrebbe essere il principale partito di opposizione invece di chiedere le dimissioni dell’assessore regionale rinviato a giudizio preferisce polemizzare con la lentezza dei magistrati.
 
Lo fa tra l’altro mentre l’Associazione Nazionale Magistrati protesta per la mancanza di uomini e mezzi, autentica ragione degli storici tempi lunghi della giustizia italiana a cui si aggiungono le strategie difensive che puntano per gli indagati eccellenti ad allungare i tempi per ottenere la prescrizione.
ecco a voi il lancio ANSA:

ASSESSORE ABRUZZO A GIUDIZIO; PD, 5 ANNI SONO INACCETTABILI (ANSA) – PESCARA, 16 GEN – Ha avuto «tempi inaccettabili», per il segretario regionale del Pd abruzzese Silvio Paolucci, il rinvio a giudizio per corruzione dell’attuale vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo e assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione. «Sorprendono – afferma Paolucci – i tempi della vicenda Castiglione: cinque anni per un rinvio a giudizio. Sono tempi inaccettabili¯. . »Il Pd vuole confrontarsi con una politica forte e legittimata, che dialoghi sulla crescita e lo sviluppo, sulla sanità e sulla ricostruzione. Temi sui quali – aggiunge il segretario del Pd – il confronto con questa giunta, e questo è il vero tema, è fermo da mesi«. Castiglione è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine – con un consigliere comunale di Montesilvano e due titolari di distributori di carburanri – con l’accusa di corruzione per una vicenda, risalente al 2004, relativa a 78 buoni benzina ricevuti in cambio di interventi in sede di commissione Commercio della Regione; all’epoca Castiglione era assessore regionale al Bilancio. Il processo è stato fissato per il prossimo 23 marzo. (ANSA). Continue reading L’incredibile posizione del PD abruzzese sul rinvio a giudizio dell’assessore Castiglione‏

Le inverosimili dimissioni dell’assessore Castiglione

il maleOggi pomeriggio ho inviato alle agenzie e ai giornali abruzzesi un comunicato via mail con cui mi complimentavo con l’assessore regionale Alfredo Castiglione per le sue dimissioni dalla carica a seguito del rinvio a giudizio  per la vicenda dei carburanti. Una notizia verosimile e infatti numerosi giornalisti che non trovavano traccia della cosa sulla agenzie mi hanno telefonato per avere conferma. Mi ha chiamato persino un esponente di primo piano del PDL assai vicino a Castiglione. L’assessore, che stava assistendo a un concerto, gli aveva chiesto di verificare cosa stesse accadendo visto che riceveva telefonate dalla stampa che voleva sincerarsi della veridicità della notizia. Immaginate il colloquio: “dicono che mi sono dimesso. verifica se è vero”… La notizia delle dimissioni di Castiglione, e di conseguenza i miei complimenti, è rapidamente diventata inverosimile. Come d’altronde è la vita pubblica in Abruzzo e in Italia dove gli indagati vengono assolti in televisione e i condannati siedono comodamente in parlamento. In qualsiasi paese europeo o negli Stati Uniti un politico accusato di corruzione (ma anche per comportamenti privi di rilevanza penale) fa un passo indietro e si dimette. Da noi invece succede che si faccia una valutazione a peso – Castiglione avrebbe ricevuto solo 78 buoni benzina – per derubricare come irrilevante la vicenda. Quello che è verosimile in tutto i paesi “avanzati” diventa inverosimile in Abruzzo e in Italia. Ieri partecipava tranquillamente alla seduta della commissione urbanistica del Comune di Pescara il consigliere dell’UDC Dogali per il quale il giorno prima il pm aveva richiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchesta sull’urbanistica! Possibile che queste cose debba notarle un libertario e garantista come il sottoscritto e nessuno, compresa la stampa, trovi nulla da eccepire?  Non so cosa scriveranno, se scriveranno, domani i quotidiani. Probabilmente liquideranno il mio comunicato come una goliardata. Invece si tratta di una cosa tremendamente seria. Buona lettura! Continue reading Le inverosimili dimissioni dell’assessore Castiglione

ROSARNO È ANCHE IN ABRUZZO: CONTRO IL LAVORO NERO IN AGRICOLTURA

“Chi accetta il male passivamente 

è responsabile quanto chi lo commette”

(Martin Luther King)

Questa mattina ho presentato con una conferenza stampa a Pescara il progetto di legge regionale “Disposizioni in materia di contrasto al lavoro non regolare in agricoltura”.

Il progetto di legge intende disciplinare il contrasto del lavoro nero e irregolare in agricoltura, per quanto di competenza della Regione, e favorire l’emersione.

Con la nostra proposta di legge intendiamo riempire un vuoto normativo che caratterizza la normativa nazionale e regionale prendendo ad esempio la Regione Puglia, l’unica regione meridionale che negli ultimi anni si è dotata di una strategia di contrasto non a caso premiata dall’Unione Europea.

Il progetto di legge prevede l’obbligo del rispetto delle norme contrattuali pena la revoca dei finanziamenti pubblici . Introduce l’indice di congruità, già vigente in tutti i paesi europei, come condizione per accedere ai contributi di qualsiasi genere ( l’indice di congruità definisce il numero di lavoratori necessario per la produzione dichiarata da una determinata azienda). Prevediamo l’obbligo per i soggetti beneficiari di finanziamenti pubblici di comunicare l’avvio di un rapporto di lavoro il giorno antecedente l’inizio effettivo del rapporto. Inoltre la Regione ha il compito di promuovere protocolli tra le amministrazioni pubbliche e e istituisce l’Osservatorio Regionale sul lavoro non regolare con relativa banca dati.

La rivolta dei lavoratori migranti a Rosarno ha posto finalmente all’attenzione dell’opinione pubblica le drammatiche condizioni di vita e lavoro che subiscono decine di migliaia di lavoratori immigrati nel nostro paese. Tali condizioni di sfruttamento della manodopera bracciantile extracomunitaria sono incompatibili con la permanenza dello stato di diritto.

La recente inchiesta “Lavoro Pulito” condotta dall’Arma dei carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Pescara ha disvelato che realtà di questo genere sono presenti purtroppo anche la nostra Regione, dove operava un’organizzazione che ha gestito secondo gli inquirenti l’ingresso di 1.500 immigrati costringendoli a lavorare anche per 2-4 euro a giornata.

ROSARNO È ANCHE IN ABRUZZO e la politica e le istituzioni non possono far finta di non vedere. Ci ha stupito l’assenza di reazioni da parte della politica regionale di fronte alle vicende rese note dagli inquirenti.

Dovere della Regione è dotarsi di una strategia e di strumenti per combattere il lavoro nero e il caporalato.  Lo sfruttamento del lavoro nero lede gravemente i diritti costituzionalmente garantiti dei lavoratori, distorce il mercato del lavoro e altera la concorrenza tra le imprese.

Non vi può essere alcuna tolleranza nei confronti di caporalato, lavoro schiavistico, dei salari da fame, privazione di diritti.

Confidiamo che il presidente della Commissione Agricoltura ponga in tempi brevi all’ordine del giorno la nostra proposta sulla quale chiamiamo al confronto tutte le forze politiche e sociali abruzzesi.