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DICE TOTO: I SOLDI SONO PRIVATI? CERTO, QUELLI DEI CITTADINI CHE PAGANO IL PEDAGGIO!

toto dalfonsoLa lettura ieri sui quotidiani abruzzesi delle argomentazioni dell’ad di Toto Ramadori non può che suscitare un misto di rabbia e ilarità.

Possibile che i Toto ci considerino così sprovveduti? Ramadori davvero si arrampica sugli specchi pur di giustificare un progetto che non avrebbe mai dovuto presentare e soprattutto che il presidente della Regione non avrebbe mai dovuto sponsorizzare. Tutto è possibile in Abruzzo visto che in un paese del Nord Europa uno come D’Alfonso con le cose venute fuori nei processi non l’avrebbero candidato neanche all’amministrazione di un condominio per il palese legame con un’impresa così influente sul territorio. Un tale palese conflitto d’interesse avrebbe dovuto indurre il presidente ad evitare di sostenere il progetto dell’azienda di famiglia.
LA MINACCIA. Ramadori minaccia e annuncia che i Toto se ne vanno se non ottengono la proroga della concessione. Un ricatto che non vedo perchè debba impensierire gli abruzzesi. Non c’è nessun altro che sa gestire un’autostrada? E se per caso l’autostrada tornasse a gestione pubblica sarebbe un dramma? D’Alfonso comunque già sta lavorando a livello europeo per ottenere proroga.

PROGETTO FANTASMA. Ramadori ci comunica che il progetto sarebbe cambiato di nuovo: un tentativo di depotenziare la protesta che monta. E un segno della mancanza di trasparenza di un’operazione sgangherata che è potuta andare avanti solo perchè i Toto attraverso D’Alfonso hanno conquistato il governo regionale.Ora che abbiamo fatto conoscere il progetto e i disastri che comporterebbe cambiano le carte in tavola. A proposito dove sono i nuovi presunti elaborati progettuali?

CAMION IN FIAMME. Il motivo per cui bisogna far lavorare la costosissima talpa di Toto e realizzare decine di km di gallerie sarebbe quello di evitare che i mezzi pesanti vadano a fuoco mentre attraversano le montagne abruzzesi. Però non ci risulta che sia venuta dagli autotrasportatori la richiesta dell’opera anzi che importanti associazioni di categoria si siano dichiarate apertamente contrarie.

LE PIRAMIDI DI TOTO. Per creare consenso in tempi di alta disoccupazione Ramadori spara un numero di occupati nel cantiere spropositato (20.000!) come se oggi si usassero le tecniche degli antichi egizi. Le gallerie le faranno con martello e scalpello? Trascineranno i blocchi di roccia con funi e carretti?

I SOLDI. Poi Ramadori tira fuori un’autentica perla: “qui si mettono capitali privati, mentre per la ferrovia sarebbe lo Stato a dover investire”. Ramadori dimentica di dire che i soldi li metteranno i cittadini con i pedaggi mica Toto che in materia (non metterci i soldi suoi) è un vero esperto. Consiglierei di verificare come Toto si è pagato la concessione autostradale.

Ultima considerazione: Tende a far apparire come esagerazione le critiche ambientaliste al progetto di Toto&D’Alfonso dipingere Ramadori come un tapino che fa il suo mestiere e che viene tacciato di essere un Attila dai soliti cattivoni. Faccio presente che il gruppo Toto non brilla certo per ambientalismo visto che è stato ed è oggetto di vari procedimenti giudiziari per reati ambientali. Anche in compagnia di D’Alfonso. Volevano far passare un viadotto sopra una riserva naturale e furono fermati solo dall’intervento di Rifondazione e del WWF. Per non parlare dei processi a Firenze per  varianti di valico e terza corsia dell’A1 fra Firenze e Bologna.

Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Rifondazione Comunista-Sinistra Europea

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gli articoli su Centro e Messaggero:

Autostrade, Ramadori: «Altri 20 anni di concessione o abbandoniamo tutto» (Il Messaggero 27/07/2016)
<http://www.filtabruzzo.it/filt/_rassegna_dett.asp?ID_notizie=65818>

«Autostrada più corta e sicura. E lavoro per 20mila persone». Il top manager
del gruppo Toto difende la variante contestata Bussi-Celano «Nessuna
distruzione ambientale, lavoreremo in galleria e sopra alle falde» Struttura
obsoleta. Va abbassata e messa in sicurezza nei viadotti e il percorso sarà
accorciato di 17 chilometri in un tratto critico per il maltempo (Il Centro del 27/07/2016)
<http://www.filtabruzzo.it/filt/_rassegna_dett.asp?ID_notizie=65817>

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