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REGIONE ABRUZZO: AGGIUNGI SEI POSTI A TAVOLA

regione-abruzzoInutile lamentarsi di essere etichettati come casta se da casta ci si comporta. Mi scuso per il titolo di questo post forse un po’ troppo in linea con il qualunquismo imperante ma ci sta tutto.
Oggi, come concordato dalla conferenza dei capigruppo con il solito accordo trasversale, e’ stato licenziato in commissione il provvedimento che prevede l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere.

Praticamente una maniera per bypassare la riduzione imposta da norme nazionali del numero dei consiglieri regionali.

Insomma sei (6) consiglieri eletti dovranno dimettersi per fare gli assessori e così subentreranno altrettanti non eletti.

Già era discutibile la “riforma” che invece di tagliare i privilegi ha ridotto il numero dei privilegiati e ha caricato la riduzione dei costi della politica sulle forze minori (la riduzione del numero dei consiglieri innalza le soglie reali di sbarramento e sostanzialmente sfavorisce le formazioni più piccole diminuendo la rappresentatività politica e territoriale del Consiglio).

Ora questi virtuosi della “truffa” aumentano il numero di nuovo ma solo a beneficio della coalizione vincente che usufruira’ quindi di un doppio premio di maggioranza.

Ovviamente è stata respinta la mia proposta di finanziare questo aumento dei costi degli organi politici diminuendo le indennità di assessori e consiglieri.

[come sempre c’è anche una giustificazione “nobile”: si dice che il ridotto numero dei consiglieri renderebbe la maggioranza risicata e ci sarebbe il rischio che le assenze degli assessori-consiglieri possano mandare in minoranza l’esecutivo. considerato che i consigli si tengono ogni 15 giorni mi sembra che questo problema sia nei fatti agitato piuttosto strumentalmente. comunque se questa è la preoccupazione stile e misura avrebbero dovuto consigliare di mantenere invariata la spesa per gli organi politici come determinatasi a seguito della spending review. a me sembra che più che la “governabilità” i proponenti vogliano tutelare la propria rieleggibilità].

Ricordo che questa operazione costa 640.000 euro annui e che sarebbe più sensato prevedere che siano reperiti diminuendo proporzionalmente le indennità (cosa che comunque va fatta e su cui tornerò alla carica).

La Morale della favola è che la casta regionale ha deciso di non discutere in consiglio nell’ultima seduta possibile importantissime questioni legate alla legge elettorale regionale ma in compenso convoca un consiglio straordinario per aumentare le poltrone.
Il tutto e’ davvero triste se pensiamo che erano all’esame della commissione e pronte per arrivare in aula proposte di legge su questioni come la doppia preferenza di genere (che non si capisce perché debba valere per i comuni e non in Regione), il collegio unico regionale, il doppio turno o la soglia per usufruire dell’abnorme premio di maggioranza. Queste proposte possono essere approvate solo entro il 15 giugno perché poi scatta il divieto statutario a modificare la legge elettorale nell’ultima parte della legislatura. Ma evidentemente non sono importanti mentre è vitale dare ai consiglieri delle coalizioni che si reputano vincenti maggiori possibilità di essere rieletti.
Particolarmente surreale che si riprenda dai comuni la norma sull’incompatibilità degli assessori ma non quella elettorale.
Faccio presente che la legge elettorale regionale ha lo stesso difetto del porcellum, cioè quello che il presidente Napolitano e la Cassazione hanno definito “abnorme” premio di maggioranza.
In un sistema non piu’ bipolare PDL e PD con relativi satelliti intendono prendersi (magari anche con meno del 30%!) il 60% del consiglio e ora ci aggiungono anche 6 poltrone in più.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale Rifondazione Comunista

P.S.: mi è capitato di leggere oggi nel tardo pomeriggio questa agenzia:

  • REGIONE: D’ALESSANDRO (PD), ABROGARE LEGGE ANTI-SINDACI
    L’AQUILA
    (ANSA) – L’AQUILA, 6 GIU – “Tenteremo martedì in aula di
    bloccare la legge della” paura”, la paura della casta, quella
    che da un lato impedisce ai sindaci di candidarsi costringendoli
    a dimettersi entro il 14 settembre quando le elezioni potrebbero
    tenersi a marzo se non addirittura a maggio, mentre dall’altro
    introducono il principio della incompatibilità tra consigliere
    ed assessore per aumentare le poltrone”. Lo afferma il
    Capogruppo del PD in Regione Camillo D’Alessandro”.
    “Non abbiamo partecipato – precisa D’Alessandro – ai lavori
    della commissione perché dovrà essere pubblico, in aula, il
    nostro dissenso”.
    “Chiodi – conclude D’Alessandro – non dice quando si voterà
    perché la paura fa novanta ma impedisce ai sindaci si
    candidarsi obbligandoli a dimettersi. Noi siamo per
    l’abrogazione della legge anti sindaci”

    Premesso che io sono a favore di quella che tanti anni fa fu definita legge “anti-sindaci” (cioè la legge che prevede che sindaci, presidenti di provincia ecc. debbano dimettersi un congruo periodo prima delle elezioni regionali per evitare abusi della propria carica e utilizzo improprio di mezzi e risorse pubbliche) non posso che segnalare LA STRANA OPPOSIZIONE DI CAMILLO D’ALESSANDRO:

    • Camillo e il PD praticano una strana forma di opposizione di cui si ha notizia solo dai comunicati.
      Se Camillo voleva dare battaglia sulla legge “anti-sindaci” poteva venire oggi in commissione, ma non si è visto e chi c’era del PD non ha fatto barricate anzi non ha detto quasi nulla.
      E’ una tattica ben nota. Per esempio martedì alla conferenza dei capigruppo Camillo non c’era ma chi rappresentava il PD ha condiviso le scelte della maggioranza (cioè di non portare in Consiglio le proposte di legge Petri-Sclocco-Acerbo sulla doppia preferenza di genere).

    Visto che ci siamo approfitto anche per una precisazione rivolta al presidente della commissione bilancio Emilio Nasuti che ha avuto la faccia tosta in una dichiarazione resa al Messaggero di attribuire al sottoscritto il rinvio del voto sulla MIA proposta di STOP AI DOPPI VITALIZI: “L’esame della legge è stato sempre rinviato per l’assenza del proponente, Maurizio Acerbo”. Ovviamente non è vero. I consiglieri della maggioranza e il presidente Pagano avevano chiesto di rinviare per approfondimenti in commissione. Io le prime volte ho accettato di buon grado per non fornire scuse. Poi abbiamo esaminato i loro emendamenti in commissione ed ho già espresso il mio giudizio estremamente negativo. Se le proposte sono quelle che ho già rese note la mia contrarietà è totale. La mia legge può essere posta in votazione in Consiglio e ognuno si assuma la propria responsabilità. Se non vogliono abolire i doppi vitalizi Nasuti e i suoi colleghi di partito lo dicano chiaramente (d’altronde l’hanno già scritto in emendamenti) invece di dire fesserie.


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