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John Bellamy Foster: È il socialismo democratico il Sogno Americano?

bernie sanders goldman sachs

“Il capo di Goldman Sachs non mi ha dato 225.000 dollari per un discorso. Lui dice che io sarei pericoloso per Wall Street e ha ragione”

Tra gli effetti del successo della campagna di Bernie Sanders c’è quello di trovare un articolo di un marxista come John Bellamy Foster, il direttore della Montly Review, sul Washington Post. Il socialismo tornerà di moda! Buona lettura!

Il reddito nazionale può essere paragonato a una torta. Se tra un anno e l’altro la torta diventa più grande, tutti possono avere una fetta più grande. Ma se, invece, la dimensione della torta rimane la stessa, una fetta più grande per alcuni può significare solo una fetta più piccola per gli altri.

Questo ci aiuta a capire il deprimente stato attuale dell’economia degli Stati Uniti e la tensione attorno alla campagna elettorale di Bernie Sanders che è incentrata sui bisogni dei lavoratori e delle famiglie che lavorano.

Per decenni, la crescita economica degli Stati Uniti è rimasto ferma, con ogni decennio successivo fare esperienza di un più basso tasso di crescita. In queste circostanze, il rapido aumento del reddito di quelli in alto – o di quella che Sanders ama chiamare la “classe miliardaria” – è a scapito delle quote di reddito (fette di torta) di quelli in basso.

I 400 miliardari più ricchi del paese ora hanno più ricchezza che la metà inferiore dei percettori di reddito, che rappresenta circa 150 milioni di persone. La quota dei salari sul reddito nazionale è in calo, mentre i redditi da capitale sono andati aumentando. I lavori sono più precari. Continue reading John Bellamy Foster: È il socialismo democratico il Sogno Americano?

Terrorismo: è un “attacco all’Europa”?

L’informazione è talmente eurocentrica (sarebbe meglio dire occidentalocentrica se ricomprendiamo USA) che lo spazio che i media danno al morti è direttamente proporzionale alla collocazione geografica degli attentati. Questo non vale solo per le vittime degli interventi militari europei o delle guerre che non fanno notizia (i milioni di morti in Congo non hanno mai aperto un tg italiano), ma anche il terrorismo. Questa rappresentazione distorta dà la possibilità a politicanti e opinionisti di sproloquiare su stampa e media su “attacco all’Europa” e conseguente chiamata alle armi e – in molti casi – alla xenofobia.

Una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. Basta guardare questa tristissima classifica.

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Johan Cruyff: Come puoi giocare a pallone a mille metri da un centro di tortura?

cruyff“Come puoi giocare a pallone a mille metri da un centro di tortura?” Johan Cruyff RIP

Non sono mai stato un appassionato di calcio ma la nazionale olandese di Cruyff è per me un mito degli anni ’70 assai caro, un pezzo di immaginario che mi porto dentro. Come Matteo Guarnaccia ci ricorda su fb “gli anni della Amsterdam hippie coincidono con le fortune della nazionale di calcio e della squadra cittadina, l’Ajax. I calciatori olandesi, tutti naturalmente capelloni, scandalizzano il mondo perbenista dello sport, inaugurando l’abitudine di portarsi in ritiro le mogli e le fidanzate” (da Amsterdam, Gioco, Magia, Anarchia). Negli anni ’60 i provos fecero uno manifesto con la foto di Cruyff e la scritta “Meglio con i capelli lunghi che con la vista corta”.

Johan Cruyff è morto oggi di cancro proprio nel giorno del 40° anniversario del colpo di stato che porto i militari al potere in Argentina e l’inizio di una dittatura anticomunista ferocissima che si rese responsabile di decine di migliaia di desaparecidos.
La bolivariana teleSUR English ha reso omaggio al grande campione ricordando che Cruyff si rifiutò di partecipare alla Coppa del Mondo del 1978 in Argentina per denunciare il fatto che la giunta militare stava sistematicamente torturando e facendo scomparire la propria gente. Boicottando le finali di Coppa del Mondo Cruyff probabilmente fece perdere la coppa alla sua squadra e al suo paese, ma mise in evidenza la situazione di migliaia di giovani uomini e donne che erano stati torturati e uccisi durante la dittatura.

Massimo rispetto. RIP

 

#iovogliovedereilmare alla PechaKuchaNight

20 iovoglio logo

Ho approfittato dell’invito alla PekaKuchaNight per presentare la nostra campagna #iovogliovedereilmare

Ne è venuto fuori un video montando le foto inviate o postate su fb dai cittadini che hanno aderito alla campagna.
Questo è il video #iovogliovedereilmare


 

Naturalmente si può fare di meglio ma credo che abbia la sua efficacia nell’evidenziare l’assurdità di un Piano Demaniale Regionale e di un “piano spiaggia” comunale che prevedono di aumentare ulteriormente i volumi sulla nostra spiaggia.
Credo sia utile farlo girare e condividerlo anche sui social, sempre con l’hashtag #iovogliovedereilmare
La nostra campagna ha ottenuto finora il risultato che in Consiglio Comunale il “piano spiaggia” non è ancora arrivato. Fortunatamente un buon numero di consiglieri condividono le nostre critiche al piano e l’attenzione che abbiamo suscitato nei media locali ha impedito che la cosa passasse alla chetichella come “atto dovuto”.
E’ bene però non abbassare la guardia e continuare a raccogliere adesioni e a sensibilizzare cittadinanza.
Chiediamo ai nostri amici e contatti di aderire inviando una mail a iovogliovedereilmare@gmail.com

Mussolini mieteva il grano, D’Alfonso tappa gli scarichi (video)

Mussolini e la" battaglia del grano"  PUBLIFOTO / OLYCOM
Mussolini e la” battaglia del grano”

Il Presidente della Giunta Regionale pensa di sopperire con iniziative spettacolari al drammatico ritardo con cui la Regione sta affrontando inquinamento fiumi e mare.

 
Nonostante gli slogan della campagna elettorale D’Alfonso non ha combinato nulla e nemmeno l’emergenza dell’estate scorsa ha determinato uno scatto.
 
Un governo regionale serio a settembre massimo ottobre avrebbe presentato un piano d’azione e un cronoprogramma di interventi a breve, medio e lungo periodo, anzi avrebbe dovuto predisporlo prima visto che ne aveva fatto un cavallo di battaglia elettorale.
 
Invece D’Alfonso ha dovuto attendere l’annuncio della manifestazione indetta dal Forum Acqua e dagli operatori economici per uscire dal torpore.
 
E lo fa con uno stile che la dice lunga sulla sua psicologia:  Mussolini mieteva il grano, D’Alfonso tappa gli scarichi!
 
Il tutto oltre che ridicolo è anche grottesco. Infatti la principale responsabilità della situazione ricade sul partito di D’Alfonso e la sua corte dei miracoli, quel “partito dell’acqua” degli amministratori PD e alleati che ha gestito per un quindicennio ACA e ATO con metodi clientelari, sperperi enormi, corruzione e che ha accumulato un enorme debito.