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Cara Gran Bretagna…. Una lettera di Slavoj Zizek sulla Brexit

zizek noIl giornale inglese Guardian ha chiesto a vari intellettuali europei di scrivere una lettera alla Gran Bretagna in vista del referendum sull’uscita dall’Unione Europea (Brexit). Ho tradotto quella del filosofo comunista sloveno Slavoj Zizek. 

Cara Gran Bretagna,

Quando chiesero a Stalin alla fine del 1920, quale fosse peggio, la destra o la sinistra, rispose seccamente: “Sono entrambi peggio!” E questa è la mia prima reazione alla domanda se lasciare o no l’UE.

Non mi interessa inviare lettere d’amore al pubblico britannico con il messaggio sentimentale: “Per favore rimanete in Europa!”. Quella che mi interessa è in ultima analisi, solo una domanda. Continue reading Cara Gran Bretagna…. Una lettera di Slavoj Zizek sulla Brexit

Con De Magistris e la democrazia: il futuro si costruisce insieme

de magistris

Dall’Abruzzo guardiamo con interesse alle prossime elezioni amministrative partenopee perchè pensiamo che Napoli sia oggi l’esempio di un territorio resistente capace di mettere insieme le istanze provenienti dal basso della società meridionale.

Un esempio di come il sud e il suo popolo possa alzare la testa e con orgoglio candidarsi ad essere un motore di rinnovamento per la democrazia e per un modello di sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile. Per questo prendiamo parola e chiediamo ai nostri amici e alle nostre amiche di Napoli di confermare quella irriverente sperimentazione iniziata 5 anni fa, quando un movimento di popolo ha eletto Luigi De Magistris a sindaco della città. I sud europei stanno vivendo un periodo di schiacciamento e di povertà nell’Europa a trazione tedesca. Un’Europa a due velocità che trasforma le periferie e i Paesi mediterranei in un laboratorio di imposizione violenta di un modello neoliberista senza democrazia, come in Grecia.

Territori su cui vengono scaricati i costi dello sviluppo industriale in declino. Spagna, Grecia, Portogallo e sud Italia sono luoghi inquinati, con percentuali di disoccupazione altissime e la fuga costante dei nostri giovani. La sanità pubblica e l’istruzione subiscono tagli costanti.

L’economia mafiosa definisce, qui, un modello di sviluppo perverso, che miete vittime innocenti mentre genera enormi profitti per pochi. Ma a Napoli negli ultimi anni abbiamo visto qualcosa di nuovo che ci permette di pensare al sud non solo come un territorio depresso dal quale fuggire. Il popolo napoletano e Luigi De Magistris ci dicono che è possibile invertire la rotta di questo destino triste. Continue reading Con De Magistris e la democrazia: il futuro si costruisce insieme

il 2 giugno di Pietro Nenni

nenni 2 giugno2 giugno 1946

Una giornata storica può essere, anche per uno dei suoi protagonisti, una giornata noiosa. Tale è stato per me il 2 giugno. Giornata storica, perché è quella del referendum istituzionale e della elezione della Costituente. Giornata noiosa perché, uscito per votare alle otto alla sezione 350 di via Antonio Serra (un quartiere popolare di Tor di Quinto), sono poi restato tappato in casa tutta la giornata.
È comunque e in ogni caso la “mia” giornata. A essa è legata l’opera mia di capo di partito e di ministro.
L’articolo che ho scritto stamani per l’ “Avanti!”, si intitola: “Una pagina si chiude”. È vero per il paese. E vorrei che fosse vero anche per me.
Romita mi ha telefonato che in tutto il paese c’è calma assoluta e larga partecipazione di elettrici ed elettori.
Trascorro la serata in solitaria attesa leggendo “Le zéro et l’infini” di Koestler. È il romanzo dei processi di Mosca. Koestler, che fu condannato a morte in Spagna, è un eretico della chiesa comunista. Il dramma sta tutto in queste due battute di dialogo fra due detenuti (il 402): “L’honneur c’est vivre e mourir pour ses convictions. Rubasciov: “L’honneur c’est se rendre utile sans vanité”. Sento alla maniera del primo, penso come il secondo.

Pietro Nenni – Diari

Un pensiero a mio padre che si definiva “socialista di Nenni” e che quel giorno immagino l’abbia vissuto con immensa gioia e speranza.

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E ce lo contrabbandano per interesse nazionale

renzi guidiHo scritto un articolo sul caso Guidi che è uscito sul Manifesto del 1 aprile 2016. Eccovelo.

Di fronte a quanto sta emergendo nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Potenza, le dimissioni della ministra Federica Guidi sono un atto dovuto. Il presidente del Consiglio dovrebbe chiedere scusa a quei «comitatini», ovviamente soprattutto a quelli lucani, che ha ripetutamente deriso. Comunque vada a finire, questa inchiesta rappresenta una clamorosa bocciatura di un premier che ha subappaltato la politica energetica nazionale a Confindustria.

Ricordo che la ministra allo Sviluppo Economico indicò, al momento del suo insediamento, tra le priorità del suo dicastero proprio la ripresa degli investimenti privati per la ricerca e la produzione di idrocarburi e la centralizzazione delle competenze in materie di infrastrutture energetiche strategiche per sconfiggere la conflittualità crescente nei territori. Renzi di suo ci aggiunse le battute offensive verso gli ambientalisti, rei di ostacolare la ripresa economica del paese. Continue reading E ce lo contrabbandano per interesse nazionale

La clamorosa bufala sui Rolling Stones a Cuba

stones cubaIl tg di Rainews24 ha per una giornata intera comunicato agli italiani una clamorosa bufala: con lo storico concerto  concerto del 25 marzo gli Stones sono “la prima band a rompere il divieto per la musica straniera a Cuba”. La stessa solfa pare sia stata ripetuta anche dal TG1 e non escludo che altri abbiano fatto lo stesso.

C’è da chiedersi come possa accadere che tra i titoli di un tg finisca una corbelleria del genere.

Tutti sanno che a Cuba c’è persino statua dedicata a John Lennon, inaugurata anni fa da Fidel Castro in persona e persino i più distratti dovrebbero aver saputo che a Cuba suona da anni un sacco di gente da tutto il mondo e che il “divieto nei confronti della musica straniera” è una pura invenzione.

Innumerevoli sono i musicisti italiani che hanno suonato nel corso degli anni a Cuba e ne cito solo qualcuno a memoria.

 

Non pretendo che questi giornalisti ricordino che gli Area di Demetrio Stratos suonarono a Cuba nel 1978 o che il Banco del Mutuo Soccorso nel 1982 fece una tour su invito del governo:

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