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Il quotidiano Il Centro ricorda la mia battaglia per l’introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale regionale. Allora praticamente tutti i partiti presenti in consiglio regionale si opposero apertamente o meno: Quote rosa inesistenti: “Regione Abruzzo maschilista” titola il giornale. Non è corretto parlare di “quote rosa” nel caso della proposta della doppia preferenza di genere ma nonostante l’imprecisione si evince chiaramente che la mancata approvazione della nostra proposta ha comportato l’elezione di un Consiglio monosessuato (2 donne e 29 maschietti). Rifondazione Comunista è stato il primo partito ad avanzare la proposta alla‪ Regione Abruzzo‬. Quando presentammo per la prima volta la proposta eravamo tra le prime regioni in Italia, non avendola approvata ora come scrive il Centro siamo fanalino di coda: “L’Abruzzo risulta essere il fanalino di coda in Italia – insieme alla Calabria – sul recepimento della direttiva nazionale sulla doppia preferenza di genere alle elezioni regionali”. Da due anni non siamo presenti in Consiglio a causa di una legge pensata per farci fuori innalzando lo sbarramento dal 3 al 4% per le liste non apparentate. Continuamente però si torna a discutere delle tante proposte che avevamo presentato. Poi dicono che siamo “il partito del NO”.Â
Ritornando al tema delle “quote rosa” – che non c’entrano direttamente con la doppia preferenza – mi è tornata in mente una cosa che ripete sempre la compagna Lidia Menapace e che ripropongo all’attenzione.Â
L’annullamento del Trofeo Matteotti è davvero una brutta cosa. Dopo la Liberazione i cittadini pescaresi – che ricordo erano allora in maggioranza socialisti e comunisti come si evidenziò nel referendum monarchia-Repubblica e nelle elezioni amministrative – dedicarono al martire dell’antifascismo la principale gara sportiva della città . Il Trofeo Matteotti andò a prendere il posto di quella che era stata sotto il fascismo la Coppa Acerbo. Uno sport popolare come il ciclismo sostituì gli assi dell’automobilismo sul circuito pescarese. Dopo un lungo ventennio di dittatura durante il quale la memoria del sacrificio di Matteotti non poteva essere pubblicamente manifestata i cittadini vollero rendere omaggio all’eroe mai dimenticato. Il Trofeo Matteotti divenne un pezzo forte di identità popolare per Pescara e l’Abruzzo (la storia del Trofeo Matteotti). Continue reading Pescara: annullato Trofeo Matteotti per distrazione politicaÂ
“Natura”, ha scritto Raymond Williams in Parole chiave, “è forse la parola più complessa nel linguaggio.”1 È derivato dal latino natura, come esemplificato dal grande poema didattico di Lucrezio De Rerum Natura (Sulla natura delle cose) dal primo secolo a.C. La parola “natura” ha tre primari significati interrelati: (1) le proprietà intrinseche o essenza delle cose o dei processi; (2) una forza intrinseca che dirige o determina il mondo; e (3) il mondo materiale o universo, l’oggetto delle nostre percezioni sensoriali, sia nella sua totalità e variamente intesa come includente o escludente Dio, lo spirito, la mente, gli esseri umani, la società, la storia, la cultura, ecc.
Nella sua Critique of Stammler, Max Weber suggerì che la difficoltà intrinseca della “natura” come concetto potrebbe essere attribuita al fatto che è stato spesso usato per riferirsi a “un complesso di certi tipi di oggetti” da cui “un altro complesso di oggetti” avendo “diverse proprietà” sono stati esclusi; tuttavia, gli oggetti su ciascun lato della biforcazione possono variare ampiamente, e potrebbero diventare solo apparente in un dato uso.2 Così, noi comunemente contrapponiamo l’umanità o la società alla natura, mentre, allo stesso tempo, riconosciamo che gli esseri umani sono essi stessi parte natura. Da questo problema sorgono distinzioni come “natura esterna” o “l’ambiente”. Altre volte, noi possiamo escludere solo mente/spirito dalla natura.
La scienza e l’arte sono due dei campi principali di indagine sulla natura, con ciascuno che opera secondo i propri principi distinti. Come Alfred North Whitehead ha osservato in The Concept of Nature, la scienza naturale raffigura la natura come l’intero campo delle cose, che sono oggetto di percezione sensoriale umana mediate da concetti della nostra comprensione (come lo spazio e il tempo).3 Di conseguenza, una delle due riviste scientifiche più prestigiose porta il nome di Nature (l’altra è Science). All’interno della tradizione romantica in arte (una diretta influenza sull’ambientalismo moderno), la natura è spesso percepita in conformità con le nozioni di “bellezza naturale” (l’allodola di Percy Bysshe Shelley e Lake District di William Wordsworth); tuttavia, la validità del concetto è spesso stata messa in discussione all’interno del campo dell’estetica.4 Continue reading John Bellamy Foster: Natura
“Negli anni della sua dominazione il fascismo tedesco ha trasformato in deserto intere regioni e interi territori, ha distrutto le capitali di molti stati europei e centinaia di città, e ha ridotto in cenere decine di migliaia di paesi e villaggi. Negli anni della sua dominazione il fascismo tedesco ha spento milioni di vite umane. Se passiamo in rassegna con l’immaginazione gli stati europei assoggettati ai nazionalsocialisti, se richiamiamo alla mente i crimini efferati che vi sono stati perpetrati e cerchiamo di stimare le immani proporzioni della devastazione che ha colpito i beni culturali, patrimonio comune dell’umanità, siamo allora tentati di credere che tutto ciò non sia stato altro che un atto di follia, il prodotto di un ottenebramento dello spirito. E’ come se in questi anni sull’Europa avessero dominato forze primordiali, forze del caos, simili a un uragano irrefrenabile. E’ questa l’impressione che sorge spontanea: tanto disumani sono i crimini commessi, tanto insensate e colossali le devastazioni compiute. Si potrebbe pensare che l’intelletto umano non vi abbia avuto parte, poiché tutto contraddice la sua natura. Ma non è così. La tempesta che si è abbattuta sull’Europa non è sorta spontaneamente. Essa ha avuto i suoi artefici. Quelle crudeltà, senza precedenti nell’intera storia del genere umano, trovavano giustificazione nei vaniloqui dei teorici del razzismo e del Lebensraum, lo spazio vitale del popolo tedesco. Tali dottrine furono elaborate e diffuse dai capi del fascismo tedesco, Hitler, Goring, Rosenberg, Streicher, Goebbels e molti altri. Per suffragare la teoria della razza furono scritti centinaia di libri, fondati istituti di ricerca e istituite cattedre. I suoi propugnatori stravolsero gli elementi della storia antica e moderna, del diritto, delle leggi dello sviluppo economico, della storia della filosofia e della cultura, delle confessioni religiose, delle concezioni etiche e morali dell’umanità. Oggi i popoli della terra sanno ciò che si cela dietro le teorie della razza e del Lebensraum, dietro il diritto e l’etica fascisti e dietro tutti gli altri fondamenti dell’ideologia fascista. Le rovine dell’Europa e le innumerevoli fosse comuni ne costituiscono la tangibile testimonianza. (…) Dal primo giorno del loro insediamento al potere, e già al tempo della lotta per la sua conquista, i fascisti indicavano gli ebrei come fonte di ogni male del genere umano.
I propugnatori della teoria della razza ricorsero a ogni mezzo: menzogne, calunnie insensate, pregiudizi sopravvissuti dal lontano Medioevo, argomentazioni provocatorie di una pseudoscienza fanatica; in breve: l’intero arsenale di cui si servono da secoli la reazione, gli oscurantisti e i briganti della politica, che vogliono occultare al popolo gli scopi reali e gli autentici moventi delle loro criminose macchinazioni. Perché in ogni tempo la reazione ha inalberato la bandiera del’antisemitismo? Perché non ha mai difeso gli interessi delle masse popolari, perché ha servito sempre e soltanto gli interessi di singoli gruppi privilegiati, perché opera contro gli interessi del popolo, contro le leggi oggettive dello sviluppo sociale, contro la verità. In simili circostanze, qualsiasi appello alla ragione della società, al senso della giustizia, alle leggi dell’umanitarismo e della democrazia non è ovviamente concepibile. In simili circostanze si alimentano pregiudizi, si diffonde la menzogna, si dà libero corso agli istinti più bassi, si ricorre all’inganno e si esercita la più sfrenata demagogia. Per questo, quando si accinse a precipitare i popoli d’Europa in una guerra fratricida, il fascismo tedesco fomentò l’odio razziale, riaccese fantasie antisemite e rianimò antichi pregiudizi, ingannando il popolo. Con tali mezzi riuscì a offuscare la coscienza delle masse popolari della Germania, a consolidare in loro l’illusione di una pretesa superiorità del popolo tedesco sugli altri popoli e a istillare in esso crudeltà, tracotanza e disprezzo per il genere umano canadianviagras.com. Tutto ciò era diretto a colpire e cancellare l’idea di fratellanza tra tutti i lavoratori del mondo”.
Vasilij Grossman, prefazione al Libro nero: il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945
 A Roma sta accadendo un fatto politico gigantesco. Il principale partito di opposizione, finora ambiguo sui temi più spinosi, sceglie per il governo della Capitale di affidare a uno dei più combattivi urbanisti di sinistra e ambientalisti l’assessorato all’urbanistica nella città in cui la sottomissione della politica di centrosinistra e centrodestra ai palazzinari è stata trasversale e costante da decenni.
Non posso che fare i complimenti alla Raggi. Se il M5S propone Paolo Berdini come assessore all’urbanistica a Roma penso che ogni persona di sinistra e ogni ambientalista non possa che andare a votare per la Raggi.
A mio parere anche senza Paolo per dare una sonora lezione a Renzi e mandare all’opposizione il partito trasversale degli affari bisognerebbe votare M5S al ballottaggio. Comprendo però che in molti trovino le ambiguità su temi importanti e il qualunquismo del M5S fastidiosi. ma con la proposta di Paolo il M5S sceglie non solo nel programma ma anche nelle persone di dare un profilo al governo della città che non possiamo che apprezzare.
L’indicazione di un compagno come Paolo all’urbanistica significherebbe, a tanti anni da Petroselli, togliere dalle grinfie dei palazzinari e della speculazione la loro capitale immorale e portare al governo della città il meglio della cultura di sinistra e ambientalista.
A questo punto ritengo che non ci possa essere equidistanza astensionistica.
Confido che Stefano Fassina e le compagne e i compagni che hanno faticosamente costruito SinistraxRoma a questo punto si schierino nettamente per un voto convinto di sinistra al ballottaggio.
Spero che lo facciano almeno l’Altra Europa e il PRC.
Ai compagni romani spetta la decisione ma ritengo che non si può non considerare un fatto politico come questo.
Oggettivamente con l’ingresso in giunta di Paolo Berdini – il cui valore politico va aldilà dell’urbanistica – il profilo della proposta assume un segno che non può lasciarci indifferenti. Anzi dovrebbe entusiasmarci.
E sarebbe miope mostrare quella chiusura settaria e integralista che contestiamo sempre al M5S o anteporre gli equilibri interni di SEL-SI o di qualunque altro ai doveri che ci competono.
Paolo Berdini è un compagno. E’ uno di noi. Ed è uno di quelli che le battaglie le ha sempre fatte con competenza e passione civile con libri, dossier, articoli sulle pagine del Manifesto e ovunque possibile, davanti alle telecamere di Report, in mille riunioni e convegni, sempre a disposizione di comitati e associazioni, movimenti. E’ uno di sinistra sul serio, non per finta.
Paolo Berdini ha raccontato per anni i guasti che l’intreccio tra neoliberismo e politica corrotta o subalterna hanno prodotto nelle nostre città (e non solo in campo urbanistico!).
Non lo scrivo solo perchè è un vecchio amico a cui rompo le scatole da anni ogni volta che mi serve un supporto scientifico in qualche battaglia urbanistica. Lo scrivo perché la verità è rivoluzionaria: proponendo Paolo all’urbanistica M5S fa nei fatti una scelta di campo a Roma che vale più di mille slogan. E penso che sia dovere sostenerla. Non capiterà facilmente un’altra occasione del genere.
Continue reading Perchè al ballottaggio voterei Raggi, anzi Berdini
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