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Marini faccia di bronzo: la precarietà è anche sua responsabilità

Leggo che il candidato sindaco Alessandrini e Franco Marini, nel corso della loro conferenza stampa, hanno indicato il lavoro e la precarietà “come problema principale della nostra società”.

Vorrei ricordare all’ex-Presidente del Senato che poteva ricordarsene prima essendo da anni uno dei principali leader del centrosinistra.

Il dilagare della precarietà è il prodotto non solo della legge 30 berlusconiana, ma anche di provvedimenti precedenti voluti dal centrosinistra.

Durante il governo Prodi noi di Rifondazione abbiamo inutilmente chiesto di limitare fortemente e regolamentare il ricorso al lavoro precario scontrandoci con l’atteggiamento filo-confindustriale di Margherita e DS, nonchè il cerchiobottismo di Sinistra Democratica.

Se oggi milioni di persone vengono espulse dal mondo del lavoro senza avere diritto agli ammortizzatori sociali lo si deve anche alle scelte di Franco Marini.

La destra vince anche grazie alle promesse mancate del centrosinistra che aveva posto la lotta alla precarietà al centro del programma di governo per poi rimangiarsi gli impegni.

Non se ne può più di chi scopre le questioni sociali quando è all’opposizione e se ne scorda quando va al governo. Inoltre vorrei ricordare che esternalizzazioni dei servizi, finte cooperative, precarietà sono gli ingredienti di un sistema di potere feudale che ha reso nei nostri territori il ricatto clientelare ancor più pervasivo che durante la prima repubblica.

Ormai alla gente si chiede il voto anche per lavori da due ore al giorno!

Alessandrini probabilmente non si è mai occupato di queste cose, ma franco marini le conosce bene e non ha fatto nulla per cambiarle mentre i suoi uomini nei nostri territori costruivano serbatoi di consenso clientelare a spese del contribuente.

Maurizio Acerbo, candidato sindaco Rifondazione Comunista

P.S.: Non mi pare che Marini abbia pronunciato una sola parola di autocritica per le vicende giudiziarie che hanno riguardato i suoi protetti, da Cantagallo a D’Ambrosio, da Del Turco a D’Alfonso. Ormai quando Marini parla bene di un candidato i cittadini cominciano a fare gli scongiuri.

 

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