Nel ricordare Charb e gli altri compagni della redazione di Charlie Hebdo mi torna in mente il bel libro su Marx che realizzò con Daniel Bensaid. Sulla copertina c’è una vignetta del buon vecchio Karl che legge sul giornale “Marx è morto” e commenta “Ah ah! Che coglioni!”. Charb scriveva anche sull’Humanitè, quotidiano del partito comunista francese. Uno dei suoi ultimi articoli lo dedicò alla causa curda e alla resistenza di Kobane. Al suo funerale tennero le orazioni funebri, tra gli altri, J.L.Melenchon del Front de Gauche e Pierre Laurent segretario del PCF e presidente del Partito della Sinistra Europea. Il feretro fu accolto al suono dell’Internazionale e la cerimonia si concluse con una fanfara che suonava Dirty Old Town dei Pogues e When The Saints. Rileggendo il testo dell’antico inno socialista/comunista/anarchico se ne assapora il senso e l’attualità in un mondo che sprofonda in una spirale di barbarie. Non so come la pensate voi ma io oggi saluto a pugno chiuso i compagni comunisti, socialisti, anarchici e libertari di Charlie Hebdo.Â
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