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TOTO – CENTRO: IL FATTO RIPRENDE ALLARME PRC MA IN ABRUZZO INQUIETANTE SILENZIO

DSC02761MEGA-PROGETTO DI TOTO NON RIGUARDA SOLO ALCUNI COMUNI: QUESTIONE DI RILEVANZA REGIONALE E NAZIONALE

Resoconto conferenza stampa Rifondazione Comunista, Pescara 22 luglio 2016

Il mega-progetto da 5,7 miliardi di euro e decine di chilometri di gallerie presentato da Toto al Ministero non è questione che riguarda solo alcuni comuni che comunque bene fanno a far sentire la propria voce. La questione ha una rilevanza regionale e nazionale.
Si tratta di uno dei principali interventi infrastrutturali in Italia dall’impatto ambientale e paesaggistico enorme e i cui costi ricadrebbero in primo luogo sui cittadini abruzzesi che già da anni subiscono il rincaro dei pedaggi. Non vi sono ragioni di interesse pubblico che giustifichino questa operazione e la messa in sicurezza dell’autostrada appare come la scusa per garantirsi l’allungamento per decenni della concessione e un appalto gigantesco.

L’affare è solo per Toto, mentre per gli abruzzesi ci sarebbe l’assurdità di nascondere alla vista di potenziali turisti la bellezza del nostro paesaggio e delle nostre montagne facendoli passare per decine di chilometri sottoterra.
Contro questa operazione è bene che si crei una grande coalizione ambientalista, civica, sociale e politica per la difesa del nostro territorio che avrebbe bisogno semmai di migliori collegamenti ferroviari con la capitale. C’è bisogno per difendere l’Abruzzo da questo scempio che si crei un movimento come quello che abbiamo costruito per fermare il terzo Traforo del Gran Sasso, il Centro Oli di Ortona e Ombrina.

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GOD SAVE THE QUEEN AND THE FASCIST REGIME

fascist queen‘Nessuno a quel tempo poteva immaginarsi l’evoluzione degli eventi’ così la casa reale britannica ha giustificato la foto di gruppo di famiglia del 1933. La verità storica rimossa a volte riemerge anche attraverso le pagine di un giornale scandalistico. La belva nazista andò al potere circondata dalla simpatia e dal sostegno di tanta parte delle classi dirigenti capitalistiche europee e americane. Il discorso nazionalista, razzista e militarista di Hitler spazzava via il più forte movimento operaio d’Europa. I suoi proclami efferati preoccupavano lor signori assai meno della diffusione della rivoluzione comunista. D’Altronde Hitler si dichiarò sempre allievo della violenza e dei genocidi del colonialismo europeo. Dopotutto Hitler era nemico del socialismo, del comunismo e della democrazia. Quella foto ci ricorda che nel 1936 le potenze occidentali consentirono l’assassinio della Spagna repubblicana. E ci ricordano anche il motivo per cui milioni di democratici, socialisti e comunisti difendevano a spada tratta l’URSS e Stalin.
Ma soprattutto ci ricorda che capitalismo e democrazia non sono un binomio indissolubile e che spesso il primo come un apprendista stregone suscita mostri che poi sfuggono al controllo. Nel 1933 non si poteva prevedere che Hitler sarebbe diventato un nemico mortale per la Gran Bretagna ma era sicuro che lo fosse per i principi del liberalismo e per la democrazia. Hitler predicava odio razziale, antisemitismo, scioglieva sindacati e partiti, sterminava operai socialdemocratici e comunisti, perseguitava i migliori intellettuali d’Europa. Tutto questo evidentemente non suscitava orrore nella casa reale inglese.

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Se Toto compra il Centro emergenza democratica in Abruzzo

toto dalfonsoIl 15 luglio ho mandato questo comunicato agli organi d’informazione. 

La lettura del comunicato del Sindacato giornalisti abruzzesi e dell’Ordine dei Giornalisti non può che suscitare preoccupazione per la salvaguardia dell’indipendenza dell’informazione nella nostra Regione.
Da tempo circola la notizia della possibile cessione de Il Centro a cordate imprenditoriali abruzzesi e non.
Spero che non sia vero che per risolvere i problemi di anti-trust il Gruppo di De Benedetti intenda cedere la testata.
Sarebbe ancor più grave se ad acquistarla fosse qualche cordata della sanità privata o – ancor peggio! – società legate al gruppo Toto come si sente dire in giro.
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Lidia Menapace: tradimento e traduzione

284964_10150247628998264_3654914_nIl quotidiano Il Centro ricorda la mia battaglia per l’introduzione della doppia preferenza nella legge elettorale regionale. Allora praticamente tutti i partiti presenti in consiglio regionale si opposero apertamente o meno: Quote rosa inesistenti: “Regione Abruzzo maschilista” titola il giornale. Non è corretto parlare di “quote rosa” nel caso della proposta della doppia preferenza di genere ma nonostante l’imprecisione si evince chiaramente che la mancata approvazione della nostra proposta ha comportato l’elezione di un Consiglio monosessuato (2 donne e 29 maschietti). Rifondazione Comunista è stato il primo partito ad avanzare la proposta alla‪ Regione Abruzzo‬. Quando presentammo per la prima volta la proposta eravamo tra le prime regioni in Italia, non avendola approvata ora come scrive il Centro siamo fanalino di coda: “L’Abruzzo risulta essere il fanalino di coda in Italia – insieme alla Calabria – sul recepimento della direttiva nazionale sulla doppia preferenza di genere alle elezioni regionali”. Da due anni non siamo presenti in Consiglio a causa di una legge pensata per farci fuori innalzando lo sbarramento dal 3 al 4% per le liste non apparentate. Continuamente però si torna a discutere delle tante proposte che avevamo presentato. Poi dicono che siamo “il partito del NO”. 
Ritornando al tema delle “quote rosa” – che non c’entrano direttamente con la doppia preferenza – mi è tornata in mente una cosa che ripete sempre la compagna Lidia Menapace e che ripropongo all’attenzione. 

Pescara: annullato Trofeo Matteotti per distrazione politica 

matteottiL’annullamento del Trofeo Matteotti è davvero una brutta cosa. Dopo la Liberazione i cittadini pescaresi – che ricordo erano allora in maggioranza socialisti e comunisti come si evidenziò nel referendum monarchia-Repubblica e nelle elezioni amministrative – dedicarono al martire dell’antifascismo la principale gara sportiva della città. Il Trofeo Matteotti andò a prendere il posto di quella che era stata sotto il fascismo la Coppa Acerbo. Uno sport popolare come il ciclismo sostituì gli assi dell’automobilismo sul circuito pescarese. Dopo un lungo ventennio di dittatura durante il quale la memoria del sacrificio di Matteotti non poteva essere pubblicamente manifestata i cittadini vollero rendere omaggio all’eroe mai dimenticato. Il Trofeo Matteotti divenne un pezzo forte di identità popolare per Pescara e l’Abruzzo (la storia del Trofeo Matteotti). Continue reading Pescara: annullato Trofeo Matteotti per distrazione politicaÂ