Sabato i compagni radicali mi avevano invitato a Teramo per ricordare Marco Pannella a un anno dalla morte. Purtroppo non potevo essere presente. Ho mandato all’amico Vincenzo Di Nanna un messaggio.
Caro Vincenzo,
Purtroppo oggi non potrò essere presente per concomitante impegno nella città di Taranto.
Mi dispiace di non poter portare il mio contributo al ricordo di Marco.
Come compagno abruzzese sono cresciuto a pane e Pannella fin da ragazzino quando andavo ad ascoltare i comizi del ‘signor Hood’ in Piazza Salotto a Pescara.
Marco era la dimostrazione vivente di quanto siano preziose le minoranze che indicano strade e aprono porte a volte affermando verità che solo successivamente diventeranno consapevolezza condivisa.
Marco e’ stato un modello di militante assai diverso dal politicante e il fatto che oggi non si riesca a distinguere la prima figura dalla seconda dà la misura della
crisi della politica e della democrazia.
Marco e’ stato un militante che gettava il proprio corpo nella lotta, convinto delle proprie idee o dell’urgenza delle problematiche che intendeva far emergere. Il politicante galleggia tra convenienze e relazioni per costruirsi una carriera, possibilmente senza mai correre il rischio di sfidare il senso comune reazionario o i poteri costituiti.
Marco apparteneva a un’epoca assai diversa dalla presente, indissolubile era il legame tra politica e cultura.
Fare politica implicava necessariamente fare cultura. Da questo punto di vista Marco e’ stato un intellettuale politico di prima grandezza che seppe mixare gli stimoli libertari che arrivavano negli anni ’60 dal mondo anglosassone con la tradizione liberalsocialista italiana scrollando la polvere e le ragnatele con una sempre creativa attitudine al movimento.
Da comunista pur eretico spesso mi son ritrovato in disaccordo con Marco Pannella sulla politica estera, la legge elettorale o l’economia ma sempre nelle sue posizioni ho trovato materia su cui riflettere e la scintilla dell’intelligenza.
Debbo a Marco immensa riconoscenza per le parole di stima, incoraggiamento e affetto che mi ha dedicato.
Per quello che mi sarà possibile cercherò di dare il mio contributo a una sinistra laica, liberale e libertaria. E credo che dalla lunga epopea di Marco Pannella non smetteremo mai di ricavare esempio, illuminazioni, ispirazione.
Un abbraccio a te, Rita e a tutte le compagne e i compagni di Marco
Maurizio











È morto Jonathan Demme. Uno dei miei eroi culturali. Più di un regista. Un compagno con la macchina da presa, un’intellettuale organico della working class globale, mai retorico ma sempre antirazzista e anticolonialista, bianco ma afroamericano come qualsiasi cosa buona abbia prodotto l’America nell’ultimo secolo, il miglior dj del cinema contemporaneo.
Il di nuovo prescritto e pluri-indagato Presidente D’Alfonso si dimetta, intercettazione inequivocabile.Â
Nella stessa giornata apprendiamo che ancora una volta il presidente renziano della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso si è avvalso della 
Pare di sì leggendo questo resoconto del 2011 dal sito della britannica BBC: