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Resoconto conferenza stampa 13 gennaio 2012 del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista – Regione AbruzzoÂ
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  Resoconto conferenza stampa 13 gennaio 2012 del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista – Regione Abruzzo PRESENTEREMO UNA LEGGE PER FERMARE LA LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO
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Perché siamo contrari alla liberalizzazione selvaggia del commercio
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La liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali non è motivo di rilancio dell’economia e dei consumi o libera concorrenza, ma un peggioramento delle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori e la rottura di equilibrio tra piccolo, medio e grande esercizio commerciale. La crisi che stiamo attraversando non si supera così, quello che manca alle persone ed alle famiglie sono le risorse, i soldi non le occasioni per spenderli.
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La liberalizzazione selvaggia delle aperture e degli orari è soltanto un altro regalo alla grande distribuzione e un’ulteriore batosta per le piccole imprese.
Mi pare che il bilancio del Patto confermi le ragioni per le quali come consiglieri della Federazione della Sinistra io e il compagno Saia decidemmo di non aderire. Ci era sembrata una trovata pubblicitaria ipocrita quella di far finta di allargare la partecipazione alla determinazione delle scelte quando in realtà si è assistito a una progressiva espropriazione delle prerogative del Consiglio Regionale e alla mancata attuazione delle disposizioni statutarie per quanto riguarda la concertazione. Continue reading IL PATTO PER LO SVILUPPO NON SERVE, MEGLIO ATTUARE LO STATUTO
E’ una vergogna che venga perseguito chi ha recuperato uno spazio abbandonato e inutilizzato da anni creando un punto di aggregazione in una città desertificata dal terremoto. Gli attivisti di Casematte meriterebbero un premio per il lavoro svolto avendo tra l’altro restituito alla funzione assegnata dalle leggi vigenti degli spazi un tempo occupati da strutture psichiatriche che dovrebbero essere riconvertiti proprio a usi sociali e riabilitativi. Continue reading SOLIDARIETA’ A CASEMATTE: INVECE DI UN PROCESSO MERITEREBBERO UN PREMIO
Una classe si crea quando alcuni uomini, per via di esperienze comuni (ereditate o condivise), sentono e articolano l’identità di interessi tra loro, e contro altri uomini i cui interessi sono differenti (e generalmente opposti) ai loro. Gli “altri uomini†(e, naturalmente, donne) nell’odierna struttura di classe americana sono quelli dell’1% al top della distribuzione della ricchezza – i banchieri, i manager degli hedge fund, e i CEO presi di mira dal movimento Occupy Wall Street. Sono stati sempre presenti in una forma o nell’altra, ma sono emersi come un gruppo distinto e visibile, informalmente definito quello dei “super-ricchi†negli anni recenti. Continue reading LA FORMAZIONE DEL 99% E IL CROLLO DELLA CLASSE MEDIA
E’ bene cominciare l’anno con una buona notizia. Un articolo dello scorso 29 dicembre su The Huffington Post riferisce di un sondaggio secondo il quale la maggioranza dei giovani americani preferirebbe il socialismo al capitalismo. Il tutto in conseguenza del duro impatto delle politiche economiche neoliberiste e del mutamento nel dibattito pubblico prodotto dal movimento Occupy Wall Street. E’ davvero una buona notizia visto che viene dal cuore dell’Impero, dal paese del maccartismo e del programma Cointelpro. Come lamentava Michael Franti in Television the drug of the nation dei Disposable Heroes of Hipoprisy, per il senso comune dominante negli Stati Uniti “Socialism means unamerican”. In realtà  il socialismo ha una lunga e orgogliosa storia americana. Lo ricorda John Nichols (con un libro che spero venga tradotto in italiano). Una tradizione dimenticata che andrebbe recuperata come scriveva nel maggio 2011 lo storico Paul Buhle: “I Democratici hanno portato il liberalismo storico a qualcosa di simile al suo punto finale. Ora abbiamo bisogno di alternative.Dovremmo chiamare queste alternative socialiste? Nel momento in cui la destra considera ogni misura di sicurezza pubblica, la protezione delle forniture d’acqua, persino l’esistenza della previdenza sociale e delle scuole pubbliche (oops, “governative”), come manifestazioni del demoniaco socialismo , forse la parola e l’idea più grande possono essere recuperate”. Eccovi la traduzione dell’articolo dal The Huffington Post: Continue reading Una buona notizia: i giovani americani preferiscono il socialismo |
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