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Ombrina, un anno dopo: cosa sta discutendo il governo con Medoil?

il volantino di convocazione

il volantino di convocazione

Un anno fa, il 13 aprile in decine di migliaia manifestammo a Pescara contro la petrolizzazione. Una giornata indimenticabile, un anniversario da ricordare. A che punto siamo dopo un anno? Oggi ne abbiamo parlato io e il prof. no triv Enzo Di Salvatore alla Libreria Primo Moroni. Eccovi il resoconto con una clamorosa dichiarazione finale.

La grande manifestazione del 13 aprile ottenne una sospensione dell’iter e l’avviarsi di un contenzioso con la società proponente.

Nel mentre si attende il pronunciamento del Tar va notato che sul piano normativo non vi è stata alcuna iniziativa da parte della maggioranza dei governi Letta e Renzi.

Mentre il parlamento era stato velocissimo a sbloccare Ombrina Mare2 con il decreto Passera votato da centrodestra e centrosinistra (parlamentari abruzzesi compresi), a un anno dalla manifestazione non si è visto tale impegno per bloccarla.

La senatrice PD Pezzopane si dice soddisfatta per l’approvazione in Senato di un ordine del giorno sulla sospensione delle trivellazioni anche in Abruzzo, che impegnerebbe il Governo a fare l’esatto contrario, anche rispetto ad Ombrina Mare, di quanto prospettato però dal Ministro Guidi alle Commissioni X di Camera e Senato il 27 marzo scorso. Chi si accontenta gode.

E infatti, il 27 marzo il Ministro allo Sviluppo Economico del Governo Renzi ha indicato tra le priorità del suo dicastero la ripresa degli investimenti privati per la ricerca e la produzione di idrocarburi e la centralizzazione delle competenze in materie di infrastrutture energetiche strategiche.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Viceministro De Vincenti (PD), sentito dalla Commissione Attività produttive della Camera, nell’audizione del 24 marzo scorso.

L’atteggiamento del PD quindi appare schizofrenico: sul territorio si partecipa alle manifestazioni contro la petrolizzazione, a Roma il loro governo continua a promuoverla.

Ancor più preoccupante la proposta di riforma del Titolo V della Costituzione che sottrae alle Regioni la possibilità di incidere sulla materia energetica e connesse (un modo per rendere inefficaci le proteste popolari nei territori).

Si ripete dunque il vuoto rituale di inizio legislatura allorquando alcuni parlamentari, tra cui la stessa Pezzopane e Legnini, appartenenti entrambi allo stesso PD che aveva votato in gran fretta il Decreto Sviluppo del Governo Monti, presentarono una serie di atti volti a scongiurare la minaccia di Ombrina Mare 2 mentre lo strumento più veloce, risolutivo ed efficace sarebbe stato e sarebbe ancora oggi un semplice decreto legge. Di sicuro però in cima alle priorità del governo Renzi non c’è lo stop a Ombrina Mare 2, anzi c’è il contrario visto quanto dichiarano i suoi ministri. E non solo.

Se i governi PD a Roma lavorano per la petrolizzazione la Regione a guida Chiodi-Sorgi non brilla certo per difesa del territorio regionale interessato anche da numerose istanze per la ricerca di olio e gas, e da un nuovo titolo per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi: Colle dei Nidi.

Mentre su quest’ultimo si pronuncerà il TAR a novembre, delle istanze deciderà la Presidenza del Consiglio dei Ministri – e cioè Renzi – dopo che la Regione Abruzzo, sebbene sollecitata dal Ministero per lo Sviluppo Economico ad esprimersi con il rilascio della cosiddetta Intesa, non ne ha formalizzato il diniego. Tutto questo per effetto dell’art. 38 del famigerato Decreto Sviluppo. Insomma Chiodi ha anticipato Renzi: infatti non usa lo strumento dell’intesa che il Presidente del Consiglio intende eliminare.

Temiamo che, ovviamente ad urne chiuse, quelle istanze possano trasformarsi in altrettanti permessi di ricerca.

Insomma tutti si dicono contrari alla petrolizzazione e ad Ombrina ma, guarda caso, la trasformazione dell’Abruzzo in distretto minerario procede a tappe serrate e questa scelta devastante per il nostro territorio viene deprecata a parole ma non contrastata nei fatti.

La Strategia Energetica nazionale rimane la stessa, l’Abruzzo e il suo mare continuano a essere bersagli delle multinazionali e l’unica proposta concreta è di modificare la Costituzione per togliere a Regioni ed enti locali gli strumenti per opporsi sul piano amministrativo.

PER CONCLUDERE: UNA RIVELAZIONE INQUIETANTE

Una cosa è certa le dichiarazioni ufficiali di Medoil contenute in un Report che Enrico Gagliano del coordinamento NO TRIV ha scovato sono inquietanti ma confermano il quadro che abbiamo delineato.

Nel Report annuale della Medoil (pag65) leggiamo che nel mentre è aperto su Ombrina un contenzioso al TAR:

“La compagnia è in costante dialogo con il Governo italiano e altri attori chiave per trovare una soluzione per il progetto al di fuori dei tribunali. A giudizio del Board, tali discussioni non sono impedite dal ricorso”

http://www.medoilgas.com/media/23324/annual_report__31_december_2013.pdf

Chi parla con Medoil? Quali soluzioni stanno trovando “al di fuori dei tribunali”?

Non sappiamo se i vertici di Medoil si riferiscano al governo Letta o a quello Renzi ma dopotutto gli ingredienti e le ricette non son certo cambiate.

Il PD e il centrodestra che stanno al governo possono risponderci?

…………………………………………

TG3 ABRUZZO ORE 14 (il servizio al min.4:25)
http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-b4c24a13-ed61-4480-af9c-2e2e8782c60a.html

il volantino che distribuimmo alla manifestazione: http://www.rifondazioneabruzzo.org/?p=1812

una lectio magistralis di Maria Rita D’Orsogna su Ombrina a Zona 22





D’Alfonso, il Berlusconi d’Abruzzo

silvio d'alfonso

PRIMARIE TRUFFA: CARTA DI PISA DIVENTA CARTA STRACCIA. SEL E IDV COSA ASPETTANO A USCIRE DALLA COALIZIONE TRANSGENICA?

«In caso di condanna non mi dimetto. Sul caso Mills, in caso di condanna in appello,

sarebbe una sentenza che certo sarà annullata dalla corte di Cassazione»

(SILVIO BERLUSCONI a colloquio con Bruno Vespa, ottobre 2009)

«In caso di condanna non mi dimetterò. In caso di condanna in appello ricorrerò in Cassazione,

per affermare la mia innocenza»

(LUCIANO D’ALFONSO a colloquio con Giulio Borrelli, 7 aprile 2014)

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Per fermare Ombrina ci vogliono leggi non ordini del giorno!

599299_445213158889037_1443688498_nGiudichiamo positivamente l’impegno della senatrice Pezzopane ma dobbiamo far notare che un ordine del giorno costituisce un impegno non vincolante e da un partito che governa ci si attendono leggi.
A un anno dalla gigantesca manifestazione del 13 aprile un odg è una magra consolazione.
Facciamo presente che Ombrina Mare 2 è stata sbloccata da un decreto del governo Monti approvato in tempi record anche con il voto del PD.
Se l’impegno contro la petrolizzazione del PD vuole essere credibile il governo Renzi e la sua maggioranza dovrebbero con la stessa rapidità approvare un decreto legge.
Va registrato che il governo a guida PD va in direzione opposta in quanto il ministro Guidi in commissione ha apertamente sostenuto nei giorni scorsi che si va avanti con la petrolizzazione e lo shale gas in Abruzzo e in altre regioni.
La stessa proposta di modifica del titolo V della Costituzione proposta da Renzi sostanzialmente sottrae ogni possibilità alle Regioni di aver voce in capitolo sui progetti in materia energetica e toglie persino il diritto di esprimere l’intesa sui progetti.
In sintesi il PD propone e vota leggi a favore della petrolizzazione e al tempo stesso risoluzioni per fermarla.
Leggi e decreti rimangono quelli che chiede Confindustria, ma a chi protesta nei territori si concede qualche ordine del giorno.

Enzo Di Salvatore, docente università di Teramo, candidato Lista L’Altra Europa con Tsipras

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC-SE, candidato presidente di sinistra e ambientalista della Regione Abruzzo

SALVAGUARDARE PINETA DANNUNZIANA: STOP A TAGLIO ALBERI

alberi pinetaVOGLIONO TAGLIARE 60 ALBERI IN PINETA.

Stop al piano di abbattimenti e mercoledì pomeriggio

sopralluogo con esperti e ambientalisti

Ieri mattina ho chiesto formalmente, durante la conferenza dei capigruppo, alla Giunta comunale di bloccare i previsti tagli di alberi nella Pineta d’Avalos e in Strada delle Fornaci (almeno 20 querce) e di aprire una fase di approfondimento con le associazioni ambientaliste.

Per domani pomeriggio (mercoledì 26 marzo) ho concordato con le associazioni ambientaliste un sopralluogo, al quale invito a partecipare l’assessore “competente”, al quale parteciperanno il prof. Pirone, uno dei massimi esperti della pineta, e con il dott. Cianfaglione, botanico dell’Università di Camerino che ringrazio per la disponibilità dimostrata.

Su segnalazione di cittadini allarmati per la situazione del Parco D’Avalos, dove sono apparse croci e segni su moltissimi alberi, apparentemente in buonissima salute e posti in zone frequentate ho richiesto l’intera documentazione che ho girato alle associazioni ambientaliste.

Secondo il “piano” del Comune dovrebbero essere tagliati  nella Riserva Naturale Pineta Dannunziana 60 alberi da tagliare e molti altri verrebbero potati drasticamente. Prima di tagliare un così importante patrimonio arboreo della città e della Regione è bene approfondire.

Anche perché faccio presente che il Comune non ha mai approvato il Piano di Assetto Naturalistico previsto dalla legge istitutiva e aa anni come ambientalisti contestiamo la mancanza di una ordinaria manutenzione/gestione (esperta) del verde e il susseguirsi di interventi emergenziali.

L’intervento programmato dal Comune appare assai discutibile. Come mi ha scritto Caterina Artese, dott.sa Forestale e curatrice del libro “Alberi monumentali d’Abruzzo”: Continue reading SALVAGUARDARE PINETA DANNUNZIANA: STOP A TAGLIO ALBERI

PD DIA RETTA A TRAVAGLIO: D’ALFONSO INCANDIDABILE

travaglio

Dopo Il Fatto, La Stampa, Repubblica ora il caso D’Alfonso finisce sul settimanale L’Espresso.
MARCO TRAVAGLIO dedica la sua rubrica settimanale “Carta canta” alla candidatura di Luciano D’Alfonso invitando esplicitamente il PD “a cambiare cavallo”.
L’articolo di Travaglio riassume molto bene le ragioni per cui Rifondazione, unico partito della sinistra, ha deciso da tempo di non appoggiare il candidato del centrosinistro e di proporre la mia candidatura a presidente in alternativa.
Se nel centrosinistro abruzzese dominano ignavia e complice silenzio l’insostenibilità della candidatura di Luciano D’Alfonso è ormai un caso nazionale.
Le cose che scrive Travaglio le ripetiamo da mesi inascoltati dall’intero centrosinistro e non possiamo che associarci all’invito che il giornalista rivolge al PD.
Non so quanti voti prenderemo, ma sono orgoglioso del fatto che siamo stati gli unici a decidere che è meglio rischiare di rimetterci il seggio che perderci la faccia e la dignità.

Leggete&condividete.

Carta Canta, l’Espresso 21 marzo 2014

Sui politici inquisiti,e perfino condannati, Forza Italia ha almeno il pregio della chiarezza: candida alle Europee il pregiudicato interdetto decaduto Silvio Berlusconi. Sulla posizione del Pd, invece, chi ci capisce è bravo. La ministra renziana Maria Elena Boschi comunica alla Camera che “non è intenzione del governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia,ma solo per problemi di opportunità politica”. Dunque il ministro Lupi (Ncd, indagato per abuso d’ufficio), il viceministro Bubbico (Pd, rinviato a giudizio per lo stesso reato) e i sottosegretari Barracciu, Del Basso de Caro e De Filippo (Pd, indagati per peculato nelle Rimborsopoli regionali) possono restare tranquillamente al loro posto. Del resto erano nei guai già prima di essere nominati e Renzi non ha fatto una piega. O meglio, una pieguccia l’aveva fatta con la Barracciu che, vinte le primarie per candidarsi a governatore di Sardegna, era stata scandidata in quanto inquisita. Ora il caso si ripete in Abruzzo: Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara, arrestato nel 2008 per storie di mazzette e poi rinviato a giudizio tre volte (due per corruzione, una per truffa e falso), è il candidato governatore alle regionali del 25 maggio, dopo avere stravinto le primarie di coalizione (Pd-Idv-Sel). Dei tre procedimenti, quello per truffa e falso è in corso, mentre i due per corruzione si sono chiusi in primo grado con l’assoluzione: ma per uno la Procura ha fatto ricorso e si sta celebrando l’appello. C’era da attendersi il pronto intervento di Renzi sul modello Barracciu, onde evitare che D’Alfonso sia eletto e poi, in caso di condanna in secondo grado, costretto a dimettersi. Sarebbe il secondo governatore consecutivo del Pd a farlo per motivi penali, dopo Ottaviano Del Turco. Invece niente: Renzi tace e il Pd acconsente. Continue reading PD DIA RETTA A TRAVAGLIO: D’ALFONSO INCANDIDABILE