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Ringrazio Marco Pannella ma non sono il nipote del ministro Acerbo

Acerbo_Giacomo_01smallRingrazio Marco Pannella per le parole di stima e affetto che mi ha rivolto durante la conversazione settimanale con Valter Vecellio su Radio Radicale.

Marco Pannella è la persona che mi ha fatto più complimenti in vita mia: 

“io evoco questa presenza straordinaria, l’abbiamo di fatto lasciato solo nel valore emblematico che oggi questo suo connotato di impegno civile è davvero il segno di qualcosa che come facciamo a non riconoscere di molto profondo

vorrei che Maurizio Acerbo sapesse che mi scuso un po’ perché ci abbiamo messo un po’ di tempo e misura per invitarlo magari a fare una bicchierata per ringraziarlo per quello che tenta di fare

Maurizio Acerbo è un esempio singolare e importante”. Che dire? Grazie Marco.

Mi tocca però precisare che, al contrario di quanto sostenuto da Marco nel corso della trasmissione, NON SONO NIPOTE o FIGLIO DEL MINISTRO GIACOMO ACERBO, quello della “legge Acerbo”.

Mio nonno si chiamava Zopito, era quasi coetaneo del barone e ministro e aveva un papà originario dello stesso paese (Loreto Aprutino). Però era socialista e mastro muratore (non nel senso di massone ma di mastro e basta). Emigrò negli Stati Uniti a 13 anni, orfano e semi-analfabeta, e lì divenne socialista, fede politica che mai abbandonò e che trasmise a mio padre. Purtroppo per la tesi di Marco il mio background familiare non è quello che si era immaginato.

La storia l’ho raccontata a Radio Radicale: Intervista a Maurizio Acerbo sulle parole di Marco Pannella sulla famiglia Acerbo

Accetto volentieri l’invito di Marco a una “bicchierata” e lo ringrazio di nuovo per la stima e per avermi dato occasione di ricordare nonno Zopito e le mie radici familiari.

 

 

 

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