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CACCIA: FEBBO CHIEDA SCUSA AL WWF

Stimo l’assessore Febbo per la passione con cui interpreta il suo ruolo politico-amministrativo, anche se i suoi bollenti spiriti a volte lo portano a tenere atteggiamenti poco consoni a un ruolo di governo.

Uno stile aggressivo è giustificato se si sta all’opposizione, rischia di trasformarsi in esercizio di arroganza se lo si pratica quando si è in posizione di governo.

Poche settimane fa l’assessore ha attaccato senza esclusione di colpi il WWF che aveva esercitato il proprio sacrosanto diritto di critica rispetto alle scelte della giunta regionale in materia di calendario venatorio.

L’assessore invece di rispondere nel merito del mancato recepimento da parte della Regione Abruzzo dei rilievi dell’Ispra ((massimo organo nazionale sulla gestione della Fauna i cui pareri sono obbligatori per la redazione dei calendari venatori regionali), si era lasciato andare a una gratuita polemica politica bollando come “ideologica”, “di retroguardia”, “fondamentalista” la posizione dell’associazione.

Ora che il TAR ha dato ragione al WWF e l’assessore ha rimediato una figuraccia sarebbe auspicabile un ravvedimento operoso.

Compito dell’assessore non è quello di cercare di raccogliere i voti dei cacciatori contro le ragioni degli ambientalisti, ma quello di governare con equilibrio ed intelligenza.

La superbia parte a cavallo e ritorna a piedi.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

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