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Facciamo come in Piemonte: stop ai centri commerciali sulle aree agricole

fnblogocolorMentre in Abruzzo si continuano ad approvare ecomostri come la legge per l’edilizia extra-large e la prosecuzione del far west per le cave, nelle altre regioni comincia a farsi strada la consapevolezza della necessità di una svolta. Persino nel Piemonte governato dal centrodestra. Oggi abbiamo presentato il ricorso al Collegio delle Garanzie Statutarie contro la legge edilizia, domani presenteremo un pdl analogo a quello piemontese.

 

Ieri il consiglio regionale del Piemonte ha votato con una larga maggioranza bipartisan una serie di modifiche alla legge regionale sul commercio che introducono il divieto assoluto di realizzare nuovi centri commerciali sulle superficie agricole. Una misura da imitare e che riproporrò in Abruzzo.

A dire il vero lo STOP AI CENTRI COMMERCIALI SULLE SUPERFICI AGRICOLE è una delle tante norme per il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio che ho proposto inascoltato negli ultimi tre anni in Abruzzo.

Le mie proposte vengono viste come follie da una politica regionale che ritiene che la propria mission sia lasciar cementificare ovunque.

Un liberismo molto casereccio che ha consentito un saccheggio indiscriminato del territorio e di divorare i suoli agricoli con irresponsabilità bipartisan di centrodestra e centrosinistra.

Nel caso specifico è vero che in Abruzzo è ancora in vigore una moratoria all’apertura di nuovi centri commerciali ma sono in itinere numerosi progetti che attendono un futuro sblocco.

E’ pazzesco che nell’ultimo ventennio la grande distribuzione abbia potuto consumare ettari ed ettari di suoli agricoli con operazioni speculative avallate dai comuni che autorizzano come se nulla fosse la trasformazione di aree agricole in edificabili.

Gran parte dei centri commerciali sono stati realizzati su aree agricole.

Ora che si è mossa persino una regione governata dal centrodestra come il Piemonte credo che Chiodi, Venturoni, Castiglione, Rabbuffo e lo stesso PD possano convenire su una norma del genere.

In Abruzzo abbiamo la più alta concentrazione di grande distribuzione d’Europa con un impatto devastante non solo sul piano ambientale ma anche socioeconomico. La deregulation delle aperture e degli orari approvata dal governo Monti aumenta la concorrenza sleale nei confronti del piccolo commercio.

Sicuro non c’è bisogno di nuovi centri commerciali e comunque è meglio che si indirizzino gli investimenti verso aree già cementificate da riconvertire.

Presenterò nei prossimi giorni un pdl identico a quello della Regione Piemonte.

 Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

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