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PAOLUCCI CONFERMA: INDAGATI OK PER IL PD IN ABRUZZO‏

Silvio PaolucciIl segretario regionale del PD oggi ha risposto su Il Centro al mio intervento sulla questione Montesilvano (in giornata mi ha dedicato una serie di commenti anche sulla sua pagina facebook).

Silvio Paolucci con la sua replica a dir poco nervosa* non è riuscito a smentire nessuna delle mie affermazioni indignate.

Dopo l’ondata di scandali e arresti ci si sarebbe aspettati un autentico rinnovamento del principale partito di centrosinistra invece debbo constatare che l’anagrafe serve solo per coprire la continuità di sistemi di potere che non mollano.

Non si capisce quali siano le “notizie false” che ci attribuisce il Paolucci.

Paolucci conferma che il PD regionale si assume la responsabilità di quanto sta accadendo a Montesilvano. E non posso pensare che questo accada senza la benedizione dei senatori Franco Marini e Giovanni Legnini nonché dei tanti big sotto processo.

Il PD conferma il suo rifiuto di sottoscrivere l’impegno per le “liste pulite” cioè a non candidare ex-amministratori indagati e sotto processo.

Infatti Paolucci sostiene che l’esclusione degli inquisiti riguarda solo la carica di sindaco. E ci mancherebbe!

Nel PD abruzzese indagati e imputati non vengono sospesi, visto che partecipano normalmente a riunioni di partito come conferma lo stesso Paolucci.

 Il massimo della comicità involontaria il segretario del PD lo raggiunge quando comunica che il “programma di cambiamento” lo discute in riunioni con Cantagallo e non so quanti altri imputati.

Si tratta di uno scandalo alla luce del sole.
Per quanto mi riguarda non sarò mai tra gli ignavi che fanno finta di non vedere e sentire. Dispiace solo che forze che dovrebbero condurre queste battaglie insieme a noi, e mi riferisco a SEL e IdV, ci lascino soli per l’ennesima volta.

Non ci resta che confidare in una puntata di Report sul “sistema Montesilvano”, anzi Abruzzo.

Io ho posto una domanda che ripeto:

QUAL’E’ LA DIFFERENZA TRA MONTESILVANO E SESTO SAN GIOVANNI?

PERCHE’ IN LOMBARDIA GLI INDAGATI SONO SOSPESI DAL PARTITO,

A MONTESILVANO PARTECIPANO ALLE RIUNIONI E POTREBBERO ESSERE CANDIDATI ?

……………………………………..

* A VOI L’INTERVENTO DI SILVIO PAOLUCCI:

LUNEDÌ, 21 NOVEMBRE 2011
 
Pagina 5 – Pescara
 
Il Pd replica ad Acerbo «Nessun indagato nella nostra lista»
 
 
 
L’Idv punta tutto sulle primarie e lancia il consigliere provinciale Attilio Di Mattia
 
MARIA CRISTINA NANNI

 MONTESILVANO. «Per Maurizio Acerbo (Rc) Montesilvano è la pedina di un ricatto al Pd». Per il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, la posta in gioco è «il quorum della legge elettorale per la Regione che, se modificato, non permetterebbe all’esponente di Rifondazione di mantenere il doppio incarico di consigliere comunale e regionale». Lontano dalle polemiche, l’Idv lancia la candidatura alle primarie di Attilio Di Mattia. Il Pd replica ad Acerbo che ha criticato la partecipazione dell’ex sindaco Enzo Cantagallo, imputato nel processo Ciclone, alla riunione del partito del 14 novembre. «Dopo aver messo a tacere ogni dissenso interno fino a restare solo», afferma Paolucci, «Acerbo prova ora a far finta di non sapere quel che il Pd ripete da mesi: non candideremo alcun indagato alla carica di sindaco, rispettando fermamente il nostro codice etico. Proporremo, invece, qualcuno capace di dare alla città un governo di persone perbene e con un’iniezione di qualità della vita e di sviluppo, e faremo scegliere il candidato sindaco del centrosinistra alle primarie. Questa è la nostra posizione ufficiale che tutti conoscono. Abbiamo denunciato il sistema Cordoma e abbiamo il dovere di far voltare pagina a Montesilvano». Il segretario regionale sottolinea che le regole del Pd «sono rispettate alla lettera» ed entrando nel merito della questione Cantagallo ricorda che «partecipare a riunioni plenarie non vuol dire essere candidati, e questo Acerbo lo sa. Si sta tentando di costruire volontariamente notizie false, promuovendo un clima da maccartismo che trova eco sulla stampa: mi auguro che i giornali siano vigili su questo, perché sfido chiunque a dire che il Pd abbia proposto un inquisito alla carica di sindaco». Paolucci invita Acerbo a utilizzare altri strumenti per essere rieletto in Regione perché il Pd non cederà ai suoi ricatti. «Noi lavoriamo», conclude, «alla costruzione di una coalizione e di un programma di cambiamento. E di questo vogliamo parlare». Nonostante il regolamento non sia ancora stato siglato, l’Idv punta dritta alle primarie del 15 gennaio e lancia la candidatura di Attilio Di Mattia. Lo slogan è «S’io fossi sindaco», declinazione elettorale di una poesia di Cecco Angiolieri. L’Idv invita i cittadini a presentare proposte in rima su Facebook, Twitter o, in alternativa, a inviare un biglietto nella cassetta postale del Circolo di via Mazzini. «Montesilvano ha molte potenzialità che vanno sfruttare», afferma Di Mattia spiegando che il motto punta a «costruire, con le idee dei cittadini, il futuro programma del centrosinistra».

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