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D’ALFONSO CONTRO BAMBI: SI POTRA’ SPARARE ANCHE A CERVI E CAPRIOLI

bambiCi aveva provato Febbo ma lo avevamo bloccato, ora lo fa il PD mentre Sel e M5S dormono

Nella passata legislatura più volte l’allora assessore Mauro Febbo su pressione di alcune associazioni venatorie aveva tentato di introdurre in Abruzzo la caccia a cervi e caprioli.

E tutte le volte era stato bloccato da Rifondazione Comunista e dagli ambientalisti, con miei ricorsi al collegio delle garanzie statutarie quando provava ad aggirare il Consiglio Regionale e con l’ostruzionismo quando provava a inserire nel regolamento per la gestione faunistico – venatoria degli ungulati.

Ora che Rifondazione Comunista e Verdi non sono più in Consiglio Regionale e al posto di Chiodi c’è D’Alfonso nel regolamento vendono inseriti cervi e caprioli tra gli ungulati su cui si può sparare in quella che dovrebbe essere la Regione Verde dei Parchi.

La destra non riuscì a far sparare a Bambi, ma anche in questo campo a realizzare il programma di Forza Italia ci pensa il PD ovviamente con il supporto del centrodestra.

C’è da domandarsi cosa stiano facendo partiti che si dicono ambientalisti, come M5S e Sel che è addirittura in giunta, se gli passano sotto il naso cose di questo genere.

La modifica del Regolamento ungulati è stato pubblicato sul BURA n. 33 del 9 settembre con Decreto del Presidente. Continue reading D’ALFONSO CONTRO BAMBI: SI POTRA’ SPARARE ANCHE A CERVI E CAPRIOLI

L’inesistenza della Norvegia. Slavoj Žižek sulla crisi dei rifugiati

Syrian_refugees-800x500_cTraduzione dell’articolo di Slavoj Zizek in uscita sulla London Review of Books, evidentemente scritto prima dell’annuncio della Merkel di voler accogliere i profughi siriani e non per questo meno attuale. 

Il flusso di profughi provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente verso l’Europa occidentale ha provocato una serie di reazioni sorprendentemente simili a quelle che mostriamo nell’apprendere che abbiamo una malattia terminale, secondo lo schema descritto da Elisabeth Kübler-Ross nel suo classico studio On Death and Dying. In primo luogo c’è la negazione: ‘Non è così grave, limitiamoci a ignorarlo’ (non si sente più molto). Poi c’è la rabbia – come questo può accadere a me? – che esplode quando la negazione non è più plausibile: ‘I rifugiati sono una minaccia per il nostro stile di vita; Fondamentalisti islamici si nascondono in mezzo a loro; essi devono essere fermati’. C’è la contrattazione: ‘Ok, decidiamo in materia di quote; facciamogli avere campi profughi nei loro paesi’. C’è la depressione: ‘Siamo perduti, l’Europa si sta trasformando in Europastan!’ Quella che non abbiamo ancora visto è la quinta fase di Kübler-Ross, l’accettazione, che in questo caso comporterebbe l’elaborazione di un piano paneuropeo per occuparsi dei rifugiati. Continue reading L’inesistenza della Norvegia. Slavoj Žižek sulla crisi dei rifugiati

Giochi del Mediterraneo a Pescara: sono costati davvero 4,5 milioni? come li hanno spesi?

Giochi MediterraneopescaraLeggo sulla delibera della Giunta che la Regione Abruzzo ha stanziato un milione e mezzo di euro di fondi FAS per i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia appena conclusi. A questi si aggiungerebbero altri fondi stanziati dal governo per un ammontare analogo. Siamo dunque a 3 milioni di euro. Non so con certezza se il CONI ci abbia aggiunto altre risorse ma la cifra è già considerevole. Dicono che in tutto sarebbero 4,5 milioni senza considerare sponsorizzazioni. A me la spesa sembra esorbitante ma potrei sbagliarmi.
Considerati i tagli che colpiscono tutti gli ambiti della vita regionale e la vita stentata di manifestazioni culturali e sportive storiche c’è da porsi qualche interrogativo. Di sicuro con cifre simili si dovrebbero realizzare eventi di ampia risonanza per lo meno nazionale.
Tralascio l’amara considerazione che tutto questo investimento di denaro pubblico che doveva servire anche e soprattutto alla promozione turistica della nostra Regione si è trasformato in un boomerang vista la figuraccia internazionale per i problemi di balneazione.
La decisione di ospitare a Pescara i Giochi risale alle giunte di Mascia e Chiodi e quindi si tratta di un’operazione bipartisan portata a compimento dall’attuale maggioranza.
Credo che sarebbe doveroso dopo gli ultimi fuochi di artificio far conoscere in maniera trasparente a quanto ammonti la spesa complessiva per la manifestazione e soprattutto dettagliare le singole voci. Sul sito dei Giochi non se ne trova traccia e non mi pare una buona cosa.

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David Harvey: sulle culture prevalenti nei movimenti della sinistra radicale

Un piccolo estratto dal libro di David Harvey “Diciassette contraddizioni e la fine del capitalismo“.

Non solo le elite capitaliste e i loro accoliti intellettuali e accademici che sembrano incapaci di produrre una rottura radicale con il loro passato o di definire un’uscita percorribile dalla crisi di crescita ridotta, stagnazione, elevata disoccupazione e perdita di sovranità statuale a vantaggio del potere dei possessori di bond. Le forze della sinistra tradizionale (partiti politici e sindacati) sono palesemente incapaci di fare una opposizione solida al potere del capitale. So stati bastonati da trent’anni di assalti politici della destra, mentre il socialismo democratico è stato screditato. Il collasso stigmatizzato del comunismo oggi esistente e la “morte del marxismo” dopo il 1989 non hanno fatto che peggiorare le cose. Quello che rimane della sinistra radicale ora opera in gran parte al di fuori di tutti i canali istituzionali o di opposizione organizzata, nella speranza che azioni a piccola scala e l’attivismo locale alla fine possano sommarsi e dare qualche sorta di macroalternativa soddisfacente. Questa sinistra, che stranamente riecheggia un’etica libertaria e addirittura neoliberista di antistatalismo, è nutrita intellettualmente da pensatori come Michel Foucault e da tutti quelli che hanno rimesso in piedi i frammenti del postmoderno sotto la bandiera di un poststrutturalismo, in gran parte incomprensibile , che predilige le politiche dell’identità ed evita l’analisi di classe. Ovunque sono evidenti prospettive e azioni autonomiste, anarchiche e localiste. Ma mentre questa sinistra cerca di cambiare il mondo senza prendere il potere, una classe capitalista plutocratica sempre più consolidata resta senza sfidanti nella sua capacità di dominare il mondo senza vincoli.  Questa nuova classe dominante ha l’aiuto di uno Stato di sicurezza e di sorveglianza che non ha alcun ritegno a usare i suoi poteri di polizia per mettere a tacere ogni forma di dissenso, nel nome della lotta al terrorismo.

Se Crozza vede le interviste di Amicone lo fa diventare più famoso di Razzi

Acerbo-AmiconeIl direttore generale dell’Arta Mario Amicone mi ha onorato con un comunicato di due pagine che ovviamente non smonta nemmeno uno delle ragioni per le quali l’ho criticato dalla sua nomina fino alle vicende estive relative a balneazione, depuratori e divieti (il comunicato di Amicone lo trovate sul sito di Rete8). Questa è la mia replica all’amico di Lavitola.

La lettura del comunicato con cui Mario Amicone replica alle mie critiche argomentate conferma che solo in una repubblica delle banane un soggetto del genere può fare il direttore generale dell’Agenzia per la Tutela dell’Ambiente.

Se Crozza vede le interviste rilasciate da Amicone nelle ultime settimane lo fa diventare più famoso di Razzi. Se un turista ascolta alla tv un’intervista a Amicone sui problemi di balneazione sicuramente fa le valige e se ne va. Continue reading Se Crozza vede le interviste di Amicone lo fa diventare più famoso di Razzi