Segnalo l’intervento sul Centro nelle lettere al direttore del dr. Gianvincenzo D’Andrea, vice Presidente Fondazione Isal ed ex-consigliere regionale PDS, che lamenta la mancata applicazione in Abruzzo della mia legge sulla cannabis terapeutica.  Speriamo che Paolucci e D’Alfonso, responsabili di questa situazione assurda, finalmente si diano una mossa.
LETTERA AL DIRETTORE RISPONDE MAURO TEDESCHINI
Gentile direttore, la telefonata (ricevuta ieri) da parte della madre di un giovane affetto da grave patologia dolorosa cronica in trattamento con cannabinoidi mi spinge a portare all’attenzione dell’Assessorato alla Sanità d’Abruzzo il grave problema legato all’assenza di una disposizione regionale che consenta ai pazienti di poter disporre gratuitamente della cannabis per uso terapeutico. Gli abruzzesi che hanno bisogno di curarsi con i cannabinoidi (le sostanze attive contenute nella cannabis) devono affrontare un vero percorso ad ostacoli. Innanzitutto munirsi della prescrizione(ricetta) redatta da un medico disponibile alla compilazione(non sempre conosciuta) secondo le disposizioni previste dalla cosiddetta “Legge Di Bella ” e quindi mettersi alla ricerca di un farmacista disposto a spedire la ricetta in loro possesso. Continue reading Quanto dolore inutile senza la cannabis terapeutica








Stamattina nella ricorrenza dell’anniversario del secondo
Assemblea ACA:
Stephen Cohen è un  storico americano, noto in Italia soprattutto per la sua biografia di Bucharin edita da Feltrinelli negli anni ’70 molto apprezzata dal PCI.  In questo 25° anniversario della fine dell’URSS mi sono imbattuto in questo suo intervento di qualche anno fa, a mio parere molto interessante che mi è sembrato utile tradurre. Cohen è non solo un’autorevolissimo studioso della vicenda sovietica ma anche un osservatore che ha criticato la narrazione mainstream rispetto a ciò che succede nel mondo post-sovietico. Per esempio sulla vicenda Ucraina.  La spiegazione di Cohen della fine dell’URSS mi sembra molto convincente anche se vi sono molti altri fattori di cui tenere conto. Mi sembra che da un lato smonti la grande narrazione metastorica sulla cosiddetta “fine del comunismo” che è stata dominante da allora riportando l’attenzione sulla vicenda storica concreta e specifica. Dall’altro credo debba far riflettere anche chi continua a dirsi comunista, socialista, anticapitalista. Buona lettura!
Ho tradotto un articolo dello storico Enzo Traverso uscito sul