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il 2 giugno di Pietro Nenni

nenni 2 giugno2 giugno 1946

Una giornata storica può essere, anche per uno dei suoi protagonisti, una giornata noiosa. Tale è stato per me il 2 giugno. Giornata storica, perché è quella del referendum istituzionale e della elezione della Costituente. Giornata noiosa perché, uscito per votare alle otto alla sezione 350 di via Antonio Serra (un quartiere popolare di Tor di Quinto), sono poi restato tappato in casa tutta la giornata.
È comunque e in ogni caso la “mia” giornata. A essa è legata l’opera mia di capo di partito e di ministro.
L’articolo che ho scritto stamani per l’ “Avanti!”, si intitola: “Una pagina si chiude”. È vero per il paese. E vorrei che fosse vero anche per me.
Romita mi ha telefonato che in tutto il paese c’è calma assoluta e larga partecipazione di elettrici ed elettori.
Trascorro la serata in solitaria attesa leggendo “Le zéro et l’infini” di Koestler. È il romanzo dei processi di Mosca. Koestler, che fu condannato a morte in Spagna, è un eretico della chiesa comunista. Il dramma sta tutto in queste due battute di dialogo fra due detenuti (il 402): “L’honneur c’est vivre e mourir pour ses convictions. Rubasciov: “L’honneur c’est se rendre utile sans vanité”. Sento alla maniera del primo, penso come il secondo.

Pietro Nenni – Diari

Un pensiero a mio padre che si definiva “socialista di Nenni” e che quel giorno immagino l’abbia vissuto con immensa gioia e speranza.

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E ce lo contrabbandano per interesse nazionale

renzi guidiHo scritto un articolo sul caso Guidi che è uscito sul Manifesto del 1 aprile 2016. Eccovelo.

Di fronte a quanto sta emergendo nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Potenza, le dimissioni della ministra Federica Guidi sono un atto dovuto. Il presidente del Consiglio dovrebbe chiedere scusa a quei «comitatini», ovviamente soprattutto a quelli lucani, che ha ripetutamente deriso. Comunque vada a finire, questa inchiesta rappresenta una clamorosa bocciatura di un premier che ha subappaltato la politica energetica nazionale a Confindustria.

Ricordo che la ministra allo Sviluppo Economico indicò, al momento del suo insediamento, tra le priorità del suo dicastero proprio la ripresa degli investimenti privati per la ricerca e la produzione di idrocarburi e la centralizzazione delle competenze in materie di infrastrutture energetiche strategiche per sconfiggere la conflittualità crescente nei territori. Renzi di suo ci aggiunse le battute offensive verso gli ambientalisti, rei di ostacolare la ripresa economica del paese. Continue reading E ce lo contrabbandano per interesse nazionale

La clamorosa bufala sui Rolling Stones a Cuba

stones cubaIl tg di Rainews24 ha per una giornata intera comunicato agli italiani una clamorosa bufala: con lo storico concerto  concerto del 25 marzo gli Stones sono “la prima band a rompere il divieto per la musica straniera a Cuba”. La stessa solfa pare sia stata ripetuta anche dal TG1 e non escludo che altri abbiano fatto lo stesso.

C’è da chiedersi come possa accadere che tra i titoli di un tg finisca una corbelleria del genere.

Tutti sanno che a Cuba c’è persino statua dedicata a John Lennon, inaugurata anni fa da Fidel Castro in persona e persino i più distratti dovrebbero aver saputo che a Cuba suona da anni un sacco di gente da tutto il mondo e che il “divieto nei confronti della musica straniera” è una pura invenzione.

Innumerevoli sono i musicisti italiani che hanno suonato nel corso degli anni a Cuba e ne cito solo qualcuno a memoria.

 

Non pretendo che questi giornalisti ricordino che gli Area di Demetrio Stratos suonarono a Cuba nel 1978 o che il Banco del Mutuo Soccorso nel 1982 fece una tour su invito del governo:

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John Bellamy Foster: È il socialismo democratico il Sogno Americano?

bernie sanders goldman sachs

“Il capo di Goldman Sachs non mi ha dato 225.000 dollari per un discorso. Lui dice che io sarei pericoloso per Wall Street e ha ragione”

Tra gli effetti del successo della campagna di Bernie Sanders c’è quello di trovare un articolo di un marxista come John Bellamy Foster, il direttore della Montly Review, sul Washington Post. Il socialismo tornerà di moda! Buona lettura!

Il reddito nazionale può essere paragonato a una torta. Se tra un anno e l’altro la torta diventa più grande, tutti possono avere una fetta più grande. Ma se, invece, la dimensione della torta rimane la stessa, una fetta più grande per alcuni può significare solo una fetta più piccola per gli altri.

Questo ci aiuta a capire il deprimente stato attuale dell’economia degli Stati Uniti e la tensione attorno alla campagna elettorale di Bernie Sanders che è incentrata sui bisogni dei lavoratori e delle famiglie che lavorano.

Per decenni, la crescita economica degli Stati Uniti è rimasto ferma, con ogni decennio successivo fare esperienza di un più basso tasso di crescita. In queste circostanze, il rapido aumento del reddito di quelli in alto – o di quella che Sanders ama chiamare la “classe miliardaria” – è a scapito delle quote di reddito (fette di torta) di quelli in basso.

I 400 miliardari più ricchi del paese ora hanno più ricchezza che la metà inferiore dei percettori di reddito, che rappresenta circa 150 milioni di persone. La quota dei salari sul reddito nazionale è in calo, mentre i redditi da capitale sono andati aumentando. I lavori sono più precari. Continue reading John Bellamy Foster: È il socialismo democratico il Sogno Americano?

Terrorismo: è un “attacco all’Europa”?

L’informazione è talmente eurocentrica (sarebbe meglio dire occidentalocentrica se ricomprendiamo USA) che lo spazio che i media danno al morti è direttamente proporzionale alla collocazione geografica degli attentati. Questo non vale solo per le vittime degli interventi militari europei o delle guerre che non fanno notizia (i milioni di morti in Congo non hanno mai aperto un tg italiano), ma anche il terrorismo. Questa rappresentazione distorta dà la possibilità a politicanti e opinionisti di sproloquiare su stampa e media su “attacco all’Europa” e conseguente chiamata alle armi e – in molti casi – alla xenofobia.

Una rappresentazione che non corrisponde alla realtà. Basta guardare questa tristissima classifica.

number_of_persons_killed_by_terrorist_attacks_in_iraq_afghanistan_pakistan_et_al_n