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Martin Luther King: omicidio di Stato

Vi propongo un estratto da An Act of State: The Execution of Martin Luther King di William F. Pepper, un amico di King e avvocato che ha rappresentato la famiglia King nella causa civile contro Loyd Jowers e altri co-cospiratori nell’assassinio di King. “Raccomandiamo questo importante libro a tutti coloro che cercano la verità sull’assassinio di Dr. King.”, ha dichiarato Coretta Scott King. Secondo Ramsey Clark “nessuno ha fatto più del dott. William F. Pepper per mantenere viva la ricerca della verità sulla morte violenta di Martin Luther King”. Così la Verso Books presenta la nuova edizione del libro che spero venga tradotto  in italiano: “Cinquant’anni dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr., siamo ancora alle prese con le familiari e difficili verità sulla razza in America. Le ingiustizie che ha combattuto fanno ancora parte della nostra vita quotidiana, e il razzismo è una forza altrettanto trainante nella nostra politica, nella nostra cultura e nella nostra società oggi come lo era il giorno dell’assassinio di King. Forse non c’è conferma più impressionante di questo del fatto che nel 2017 sono morte più persone di colore per mano della polizia di quante non siano state linciate nell’anno più violento di Jim Crow. Per commemorare il 50 ° anniversario dell’assassinio di Martin Luther King, Jr., abbiamo pubblicato un’edizione aggiornata di An Act of State: The Execution of Martin Luther King di William F. Pepper. Il 4 aprile 1968, Martin Luther King era a Memphis per sostenere i lavoratori della nettezza urbana che scioperavano. Quando scese la notte, i cecchini dell’esercito presero posizione, gli ufficiali militari sorvegliavano la scena da un tetto vicino e il loro complice proprietario del ristorante, Loyd Jowers, era pronto a rimuovere l’arma del delitto una volta che l’atto era stato compiuto. Quando la polvere si calmò, King era stato assassinato e fu messa in atto un’operazione di pulizia: James Earl Ray fu incastrato, la scena del crimine fu distrutta e i testimoni furono uccisi. Ci vollero trent’anni a William F. Pepper, avvocato e amico di King, per arrivare a una cospirazione che ha cambiato il corso della storia americana. Nel 1999, la famiglia King, rappresentata da Pepper, intentò una causa civile contro Loyd Jowers e altri co-cospiratori. Settanta testimoni illustrarono i dettagli di un complotto che aveva coinvolto J. Edgar Hoover e l’FBI, Richard Helms e la CIA, l’esercito americano, la polizia di Memphis e elementi del crimine organizzato. Ora, a cinquant’anni dall’esecuzione di MLK, An Act of State dimostra le bassezze sanguinose alle quali il governo degli Stati Uniti discenderà per reprimere le rotture del cambiamento sociale radicale”.

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Brasile: rogo anti-gender per la strega Judith Butler

L’immagine riflette l’odio degli ultraconservatori e dei fondamentalisti religiosi nei confronti del lavoro dell’intellettuale, grande figura degli studi di genere. Invitata a partecipare a una conferenza in Brasile nel novembre 2017, Judith Butler è stata accolta da manifestazioni di raro fanatismo. La presenza di guardie impedisce alle ostilità  di iniziare già  all’aeroporto internazionale di Sao Paulo, la capitale economica e culturale del paese. Ma gli attacchi si intensificarono non appena arrivata in città, dove la professoressa stava partecipando a una conferenza. Lì, il gesto ha accompagnato l’insulto. Con i crocifissi in mano, i manifestanti hanno bruciato una strega con la sua immagine. Riferimento alle pratiche dell’Inquisizione di eliminare le “possedute” col fuoco. La filosofa ha commentato: “Mi ha fatto orrore questa azione. Forse quelli che hanno bruciato la mia effigie mi rappresentano come strega e difenditrice dei transessuali, non sapevano che quelle che furono chiamate streghe e bruciate vive erano donne che non credevano ai dogmi cattolici (…). Con l’attribuire alle streghe dei poteri, ne facevano capri espiatori la cui morte avrebbe dovuto eliminare la comunità dalla corruzione morale e sessuale.” A contestare Judith Butler il gruppo di estrema destra anticomunista TFP (Tradizione, Famiglia e Proprietà).  Alla faccia di questi fondamentalisti eccovi un’intervista a Judith Butler realizzata da PIERRE CHAILLAN, pubblicata l’8 marzo 2018 sul quotidiano comunista francese L’HUMANITE’:

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Enzo Traverso: il neoliberismo è il totalitarismo dei nostri tempi

Molto interessante l’intervista della rivista greca Marginalia allo storico Enzo Traverso.

Come storico che ha scritto ampiamente sul totalitarismo, potresti prima fornirci un quadro della storia del concetto? Pur essendo radicato negli orrori della storia europea del 20° secolo, il termine si è dimostrato particolarmente duraturo e recentemente utilizzato nel contesto di un nuovo anti-comunismo e anti-islamismo.

Durante la sua vita lunga un secolo, l’idea del totalitarismo è passata attraverso diverse fasi, che rappresentano retrospettivamente una traiettoria molto contestata. Negli anni ’20, questa parola fu coniata dagli antifascisti italiani per denunciare il carattere monolitico del regime politico stabilito da Mussolini. Molto rapidamente, i fascisti stessi l’adottarono, rivendicando la loro ambizione di costruire uno “stato totale”. Così, il termine veniva usato sia dai fascisti che dagli antifascisti, che gli davano un significato negativo o positivo. Nel decennio successivo, il termine ebbe una grande diffusione, con l’emergere del potere nazista in Germania e l’avvento dello stalinismo nell’URSS. Continue reading Enzo Traverso: il neoliberismo è il totalitarismo dei nostri tempi

Potere al popolo/ colonna sonora: Lou X – Dal basso (1994)

Il mio vecchio compagno di consolle Matteo Molecola mi ha ricordato un pezzaccio di Lou X  e Disastro che merita di stare accanto a Power To The People di Lennon e People Have The Power  di Patti Smith nella playlist per manifestazioni di Potere al popolo.

(Lou X) Dal basso è il contrasto seguendo il ritmo, il tempo controvento inizia ma non mi sto zitto, ricomincio di nuovo è un anno nuovo c’è, chi dice matto ma il fatto è che nessuno è nuovo, a questo gioco di cose, un ordine poligamo, le stragi sue spose, spinto dall’istinto più che da ideologia, dal disprezzo per chi ci tiene spalle al muro questo testo è uno scherzo, non scherzo, seguo la strada di sotto, non posso calmarmi la battaglia di chi è coinvolto, come se il destino del mondo fosse un fatto personale ed ha già ingannato in ogni fumo il sogno, da una pianta al bagordo, chi è che vive sudando inseguendo il secondo, è un semplice sguardo ma io guardo e mi appresto, a guardare oltre il buio perchè mi illumina il testo, rima dopo rima, ascolto in salita ma intanto sta viaggiando con la mia gente affianco scordando, ogni obbedienza al comando, mostrando il bagaglio, trainando tonnellate nel cargo, dal basso è la spinta e chi spinge lo sa, niente rispetto per l’ingrato che dimentica la comunità, tra chi ha bisogno di offerte c’è, chi è pagato in lire, chi è trasformato in merce, io non mi fermerò, li ricordarerò, che il soffitto per milioni di persone è il pavimento di pochi, quali diritti e doveri? tutelare mercanti promettendo ai servi, perchè è così, così! come sarà non lo so, ma l’asfalto sta bruciando sotto ai piedi però, brucia in fiamme non si spegne quando il cuore non finge e avanti, avanti! è una furia che spinge dal basso!

-rit.(x4) Dal basso! Dal basso! Dal basso! Dal basso! Dal basso è la spinta e chi spinge lo sa! Continue reading Potere al popolo/ colonna sonora: Lou X – Dal basso (1994)

Vijay Prashad: il compagno Charlie Chaplin

Charlie-Chaplin-5Nel settembre del 1952, Charlie Chaplin (1889-1977) guardò indietro verso New York a bordo della Regina Elisabetta. Era diretto verso l’Europa, per presentare sul continente il suo ultimo film Monsieur Verdoux. Sulla nave, Chaplin venne a sapere che il governo degli Stati Uniti gli avrebbe permesso di tornare negli USA – dove aveva vissuto negli ultimi trent’anni – se si fosse sottoposto a un’indagine per l’immigrazione e la naturalizzazione sul suo carattere morale e politico. “Addio,” disse Chaplin dal ponte della nave. Rifiutò di sottomettersi all’inchiesta. Non sarebbe tornato negli Stati Uniti fino al 1972, quando l’Academy of Motion Pictures gli regalò un Oscar per la carriera. Perché il governo degli Stati Uniti esiliò Chaplin? Il Federal Bureau of Investigations (FBI) – la polizia politica del paese – indagò Chaplin dal 1922 in poi per i suoi presunti legami con il Partito comunista degli Stati Uniti (CPUSA). Il dossier su Chaplin, lungo 1.900 pagine, è pieno di insinuazioni e calunnie, mentre gli agenti erano impegnatissimi nel parlare con i suoi colleghi e avversari per trovare qualche traccia dell’associazione comunista. Non trovarono niente. Nel dicembre 1949, ad esempio, l’agente di Los Angeles scrisse: “Nessun testimone è disponibile a dichiarare affermativamente che Chaplin è stato membro del partito comunista in passato, che ora sia un membro o che ha contribuito con fondi al PC”.

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