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Pescara: torna alla carica il partito della speculazione edilizia

LE_MAN1 (1)RITORNA LA DELIBERA CEMENTO SELVAGGIO

RICOMINCIA BATTAGLIA SU PREMI DI VOLUMETRIA DEL 50%, IN DEROGA AD ALTEZZE E DISTANZE DEL PRG

ALMENO LA DECENZA DI METTERE AL SICURO GLI EDIFICI STORICI:

PRIMA PORTINO IN AULA LA VARIANTE DI TUTELA

L’estate pare non aver favorito nessun ravvedimento della maggioranza di centrodestra. Il duo Antonelli e Sospiri – oltre alla famigerata delibera del progetto “3 gemme” – ripropone anche la delibera attuativa della sciagurata legge regionale 49/2012 approvata sotto dettatura dei grandi costruttori pescaresi. Alla vigilia di un’altra lunga battaglia consiliare è bene riepilogare le ragioni dell’opposizione di Rifondazione Comunista. Continue reading Pescara: torna alla carica il partito della speculazione edilizia

FINALMENTE UNIONI CIVILI A PES(CARA)

pesIeri nella Pes immaginaria ma non tanto dello spettacolo al Teatro D’Annunzio ho celebrato il matrimonio civile tra Marco Papa e Vincenzo Olivieri (faccio la comparsa in un finto spot girato sulle scale del Comune di cui si vede un frammento in questo promo).

Una buona occasione per ricordare che purtroppo al Comune di Pescara (quello vero) dal 2008 il registro delle unioni civili non diventa operativo per il boicottaggio prima di D’Alfonso poi di Mascia.

E’ triste constatare che eravamo stati la prima città abruzzese ad approvare l’istituzione del registro anticipando Milano, Napoli, Palermo, Genova e tanti altri comuni ma che l’opportunismo di chi antepone i propri beceri interessi elettorali al riconoscimento dei diritti ha bloccato finora l’attuazione della delibera (uno spettacolo dedicato alla mediocrità politica pescarese degli ultimi anni lo si dovrebbe intitolare CES).

Ricordo sommariamente le traversie della delibera istitutiva del registro delle unioni civili al Comune di Pescara che è in vigore ma priva di attuazione per deliberato boicottaggio dell’amministrazione comunale.

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CRISI IDRICA: I SINDACI NON FACCIANO SCENEGGIATE

hanno la faccia come il culo1

Trovo incredibile e truffaldino il tentativo da parte dei sindaci di PD e PDL di giocare allo scaricabarile sulle questioni legate alla cattiva gestione del servizio idrico integrato.

Come al solito autentico campione della sceneggiata è il  sindaco performer di Silvi Gaetano Vallescura (PDL) che scrive al PresidenteNapolitano e fa lo sciopero della sete.

Dovrebbe farsi piuttosto un esame di coscienza e dimettersi visto che votò un anno fa insieme ad altri 34 comuni (tra cui Francavilla di Attila Luciani, quello degli scarichi fognari per bagnanti) la riconferma di Ezio Di Cristoforo ai vertici dell’ACA (arrestato un mese fa ma già allora coinvolto in altre inchieste).

Se il sindaco di Silvi ha votato a favore dei contestatissimi vertici dell’Aca era evidentemente soddisfatto del servizio fornito dall’azienda. Ora si lamenta e paragonandosi a Mosè annuncia che vuole «traghettare Silvi dall’Aca al Ruzzo» (di cui però si lamenta il sindaco di Giulianova). Ora scrive a Napolitano una vibrante protesta: “Nonostante le varie e ripetute denunce e diffide a tutti i livelli, e soprattutto al consorzio gestore, che da anni, cosciente della quantità insufficiente a garantire il minimum indispensabile, continua nell’inerzia assoluta, rendendosi colpevole dell’interruzione di un pubblico servizio essenziale”. Ma se l’inerzia era assoluta perché il sindaco votava a favore di vertici di cui altri comuni chiedevano azzeramento? Guardate che show:


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Case Ater Pescara: bloccata stangata su centinaia di inquilini

solidarityL’approvazione nella seduta del 30 luglio della “interpretazione autentica” della legge regionale 96 del 1996, proposta da me e  Claudio Ruffini pone forse fine a un incubo per centinaia di assegnatari di case Ater di Pescara. Da tempo raccogliendo la segnalazione del Sunia ho fatto presente con interventi in commissione, in Consiglio e sulla stampa dell’urgenza di trovare la soluzione a un caso che aveva dell’incredibile.

Dopo mesi di sollecitazione di un intervento legislativo, anche nel corso della seduta consiliare ho dovuto alzare la voce e battere i pugni per imporre l’attenzione su un’emergenza che incontrava la disattenzione della politica regionale.  Quando la Giunta ha espresso parere contrario e la maggioranza stava per bocciare distrattamente l’emendamento mi sono davvero incazzato (il resoconto non rende il volume della mia incazzatura). Comunque alla fine, anche grazie al sostegno del consigliere PDL Sospiri che ha invitato alla riflessione il suo partito, l’assessore competente e il Presidente Chiodi hanno capito che si trattava  di un intervento sacrosanto a cui non si poteva dire di no.

Come ho ripetuto per mesi era una questione di equità e buonsenso fermare una stangata insostenibile per 434 assegnatari che avevano avuto la sventura di ereditare piccole proprietà immobiliari dalla rendita catastale irrisoria che si erano visti recapitare canoni super-maggiorati e arretrati da pagare per cifre superiori anche ai 10.000 euro. Continue reading Case Ater Pescara: bloccata stangata su centinaia di inquilini

Hardt-Negri: COMUNANZA (Commons)*

robin hoodIl mondo moderno ha conosciuto un continuo processo di privatizzazione della proprietà pubblica. In Europa, la grande quantità di terre comuni create dopo il crollo dell’impero romano e la diffusione del cristianesimo, finirono per passare sotto il controllo del capitalismo nel corso dell’accumulazione originaria. Ciò che oggi resta dei vasti spazi aperti di un tempo appartiene per lo più alla leggenda: la foresta di Robin Hood, le grandi pianure degli Indiani d’America, le steppe delle tribù nomadi, e così via. Nell’epoca del consolidamento della società industriale, la costruzione e la distruzione degli spazi pubblici ha avviato una spirale sempre più ampia. Quando le necessità dell’accumulazione lo rendevano necessario (per accelerare lo sviluppo, per concentrare e mobilitare i mezzi di produzione, per fare le guerre, ecc.), la crescita della proprietà pubblica avveniva tramite l’espropriazione di ampi settori della società civile e con il trasferimento della ricchezza e della proprietà alla collettività. Quella proprietà pubblica tornava però poi, altrettanto rapidamente, nelle mani dei privati. In ognuno di questi episodi, il possesso comune, tradizionalmente considerato come una realtà naturale, viene trasformato, a spese della sfera pubblica, in una seconda o in una terza natura che finisce sempre per essere funzionale al profitto privato. Una seconda natura fu ad esempio creata con la deviazione del corso dei grandi fiumi del Nord America per irrigare le valli che soffrivano la siccità. In seguito, questa nuova massa di ricchezze fu consegnata ai magnati dell’industria agroalimentare. Il capitalismo mette in moto un ciclo continuo di riappropriazione privata dei beni pubblici, espropria ciò che è comune.

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