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SOTTOTETTI E SOTTERFUGI: VI SPIEGHIAMO PERCHE’ IL CENTRODESTRA SULL’EDILIZIA FA ACQUA

odorico_nuvole03Il blitz del centrodestra nel Consiglio Regionale con lo stralcio della norma per recupero abitativo dei sottotetti dal Testo Unico dell’edilizia è una furbata sbagliata nel merito e nel metodo.

1)    Dopo un anno e mezzo di confronto sul nuovo testo unico la montagna ha partorito un topolino. Va ricordato che è stato il PDL a proporre di inserire la norma sui sottotetti in un testo organico che ovviamente richiedeva tempo per l’approfondimento.  Se non siamo riusciti a trovare una sintesi è anche perché non c’era un assessore abilitato a chiuderla come ha apertamente denunciato nel suo intervento il vicepresidente De Matteis (visto che la delega se la tiene stretta Chiodi che non era neanche presente in Consiglio e probabilmente non conosce neanche il testo).

 2)    La leggina approvata è fatta male, mentre il recepimento delle proposte da noi avanzate l’avrebbe resa urbanisticamente meno impattante e socialmente più equa. Facciamo alcuni esempi.

REGALO AI COSTRUTTORI: noi avevamo chiesto di limitare la possibilità di avvalersi della legge alle famiglie non ai costruttori che ora potranno vendere a prezzi maggiorati superfici pertinenziali (quindi si fa un regalo ai costruttori e si farà pagare di più a chi compra).

 

NIENTE PARCHEGGI: Per i sottotetti che andranno a costituire nuova unità immobiliare viene previsto che i parcheggi pertinenziali devono essere “posti entro il perimetro del Comune”. Questa ridicola norma comporterà un prevedibile aggravarsi dei problemi legati alla sosta perché il carico urbanistico aumenterà senza i relativi standard. Per capirci per una nuova unità abitativa a Chieti alta si potrà dichiarare il parcheggio allo Scalo o a Pescara si potrà abitare in una mansarda in centro con parcheggio pertinenziale a San Silvestro.

Nelle altre regioni al massimo la distanza tra unità immobiliare e parcheggio pertinenziale è al massimo di 200 metri oppure si prevede l’obbligo di versamento al Comune di una somma equivalente al valore di mercato dei parcheggi pertinenziali quando sia dimostrata l’impossibilità per mancata disponibilità di spazi idonei ad assolvere a tale obbligo (insomma i parcheggi li farà il Comune).

Dove il recupero residenziale dei sottotetti sia volto alla realizzazione di nuove unità autonome residenziali è evidente a qualsiasi persona di buon senso (dunque non ai pigri e svogliati consiglieri del PDL) che  il rilascio del relativo titolo edilizio vada subordinato all’obbligo di reperimento degli spazi per parcheggi pertinenziali!

Se il sottotetto diventa un nuovo appartamento come si fa a non prevedere il reperimento dello standard di parcheggio che sarebbe richiesto per qualsiasi normale nuova unità abitativa ( di solito misura non inferiore ad 1 metro quadro per ogni 10 metri cubi di costruzione)!

3)    Particolarmente odioso che per legittimare un atto di bullismo istituzionale il nuovo capogruppo Venturoni si sia fatto scudo dei malati oncologici. In primo luogo perché si tratta di una trovata demagogica dell’ultima ora. Infatti il PDL non aveva presentato nessun emendamento o subemendamento che prevedesse una norma finanziaria di finalizzazione per gli assegni per i malati oncologici (tagliati dai diktat del governo) e infatti non è stata approvata nessuna norma in tal senso.

 Le entrate relative a questo provvedimento, stimabili tra i 2 e i 3 milioni di euro, non è detto che saranno destinate ai malati oncologici perché potrebbero finire nel calderone del debito sanitario come ha spiegato in aula lo stesso assessore al Bilancio che nessuno aveva informato di questa “trovata”.

 4)    La maggioranza ha rinunciato ad approvare un testo organico sull’edilizia e soprattutto di inserirvi le nostre proposte sul contenimento del consumo di territorio, la permeabilità dei suoli e una maggiore incisività dei vincoli paesaggistici e idrogeologici.

Il che è francamente surreale a pochi giorni dagli allagamenti delle città del teramano. Nella Regione del terremoto il massimo orizzonte programmatico del centrodestra è la sanatoria dei sottotetti!

La cosa particolarmente grave è che il confronto da mesi è arenato su alcuni punti qualificanti da noi proposti:

–         Modificare una norma folle sulla permeabilità dei suoli che di fatto consente di cementificare l’intero lotto edificabile;

–         limitare l’edificabilità dei terreni agricoli modificando la norma che in Abruzzo sta producendo la disseminazione di una crescita edilizia incontrollata;

–         porre fine al il meccanismo di complicità Regione-Comuni con cui si eliminano continuamente i vincoli paesistici consentendo di costruire dove non si dovrebbe.

Non si capisce perchè debbano essere considerate estremistiche sempici misure di buon senso (almeno in Europa!) volte a frenare la cementificazione indiscriminata e il consumo di suolo!

Il centrodestra è ricorso a una furbata per evitare il confronto su queste norme che evidentemente ritiene troppo fastidiose per i costruttori.

5)    Speravamo che il susseguirsi di calamità inducesse finalmente un ravvedimento operoso nella politica regionale e che ci si potesse finalmente confrontare su una organica strategia di gestione del territorio fondata sulla rigenerazione della risorsa acqua, la massima permeabilità possibile dei suoli urbani e una parallela attenzione alla vulnerabilità degli acquiferi.

Se la pioggia è un fatto naturale, anche se amplificato dai mutamenti climatici che pare rendano più intense le precipitazioni, la impermeabilizzazione progressiva del territorio è frutto di dissennate scelte politiche.

Il governo del territorio è una delle principali competenze della Regione ed è ora di approvare norme che frenino un insensato saccheggio.

Questo è il senso della nostra battaglia sull’urbanistica regionale che spesso si trasforma in un monologo per assenza di interlocutori.

L’idea che il compito dei politici affidabili sia quella di far costruire ovunque e dovunque è primitiva e ormai apertamente in contrasto con l’impostazione dei paesi europei avanzati.

                                                                                                                                                                                                             Maurizio Acerbo, consigliere PRC

Antonio Saia, consigliere PdCI

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