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La mia libreria su Anobii

Mike Davis: la disperazione è inutile

Mike Davis sits in his writing chair his San Diego home on July 12, 2022.(Adam Perez / For The Times)

Mike Davis è stato per me una guida spirituale, un esempio di intellettuale marxista che dal movement degli anni sessanta non è uscito rientrando nell’ovile del conformismo ma con la capacità di raccontare la nostra contemporaneità riscoprendo storie e tracce dimenticate e rimosse. Mike Davis è uno storico e scrittore della working class che ha scritto libri fondamentali, da Città di quarzo (manifestolibri, 1991)  a Olocausti tardovittoriani (Feltrinelli, 2002), ma non tutti tradotti in Italia.  Interno da sempre ai movimenti e alla sinistra radicale USA ha sempre conservato lo sguardo internazionalista di chi si è formato durante la guerra del Vietnam. E’ stato uno dei primi a preconizzare e studiare le ondate pandemiche e sul covid ha tenuto posizioni illuminanti. Ai tempi del movimento dei movimenti, tra Seattle e Genova 2001, un amico e compagno pescarese che lavorava in California frequentava Mike Davis che gli disse di nutrire grande simpatia per Rifondazione Comunista e quando me lo riferì ne fui molto contento. L’altro giorno ho scoperto sul Guardian che sta morendo di cancro. Ho tradotto l’intervista di Lois Beckett

Per decenni, lo scrittore della California meridionale Mike Davis ha documentato ossessivamente il lato oscuro dello stato d’oro: i suoi incendi, i terremoti, gli sviluppatori immobiliari megalomani e i violenti dipartimenti di polizia.
In saggi come The Case for Letting Malibu Burn, Davis ha affermato che i disastri naturali della California non sono affatto naturali, ma il risultato dell’avidità, del razzismo e della mancanza di lungimiranza da parte dei mediatori di potere della regione. In Città di quarzo – pubblicato nel 1990, due anni prima della rivolta di Rodney King – ha descritto Los Angeles come uno stato di polizia suprematista bianco che si era commercializzato con successo come un paradiso.
È stato bollato come ” il profeta della sventura ” e alcuni lo hanno definito troppo critico, un lefty (persona di sinistra) delirante. Ma negli ultimi anni, gli avvertimenti di Davis sulla distruzione ecologica e sociale hanno cominciato a suonare sempre più profetici. Mentre la California lotta con l’aumento della disuguaglianza di ricchezza e dei senzatetto, nuove proteste contro la violenza della polizia esplodono e le ville di Malibu bruciano ancora e ancora, i suoi scritti sono diventati più rilevanti.
Tutto questo arriva mentre Mike Davis sta morendo. Quest’estate, il 76enne ha interrotto le cure per il cancro esofageo e ha iniziato le cure palliative, con una vita stimata tra i sei e i nove mesi.

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Buon compleanno Joe!

Il 21 settembre Joe Strummer avrebbe compiuto 70 anni.
Non so per voi ma per me The Clash sono stati fondamentali. Ogni volta che incontro Marino e Sandro della GANG conveniamo che Joe è stato la spiritual guidance attraverso gli anni ’80 e oltre. Ci ha aperto le orecchie e i cuori.
Il rock della rivoluzione non è una moda passeggera. Radio Clash continua a trasmettere. 
E quel vecchio punk comunista di Joe continua a dare la linea.
“Il potere è nelle mani di gente abbastanza ricca per comprarlo. Voglio una rivolta, una rivolta tutta mia”.
“Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo antifascisti, contro la violenza, siamo antirazzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza”.
In rete trovate IL FUTURO NON E’ SCRITTO, il bellissimo film di Julian Temple su Joe Strummer:

 

Anatol Lieven: L’etica del realismo

Dalla storica rivista progressista USA Dissent ho tradotto questo intervento di Anatol Lieven, autore (con John Hulsman) di Ethical Realism: A Vision for America’s Role in the World . Lieven lo avevo letto su The Nation nel novembre 2021 profetizzare la guerra in Ucraina con un articolo lucido Ukraine: the most dangerous problem in the world. In Italia sarebbe accusato di essere filo-Putin. Buona lettura. 

Gli stati e gli interessi degli stati definiti dalle istituzioni statali sono centrali in ogni varietà di realismo negli affari internazionali. Una concentrazione sugli interessi dello stato consente al leader o all’analista di distinguere tra ciò che l’establishment di un altro paese vede come suoi interessi secondari e vitali, in altre parole, quegli interessi su cui sarà disposto a scendere a compromessi e quelli su cui non scenderà mai a compromessi, e per cui in ultima istanza è pronto a combattere. Continue reading Anatol Lieven: L’etica del realismo

Jeremy Bellamy Foster: La guerra per procura degli Stati Uniti in Ucraina

Roma, 5 marzo 2022

Jeremy Bellamy Foster è il direttore della storica rivista socialista indipendente statunitense Montly Review (il primo numero pubblicò il celebre testo a favore del socialismo di Albert Einstein), professore di sociologia all’Università dell’Oregon, autore di libri tradotti in 25 lingue (nessuno in italiano), è uno dei principali esponenti dell’ecomarxismo a livello internazionale. Il suo Marx’s ecology è ormai un classico e non a caso per la raccolta di saggi Marx revival, curata da Marcello Musto per Donzelli, ha scritto la voce ecologia. Questa è una relazione che ha tenuto il 31 marzo 2022 per il Tricontinental  Institute for Social Research.

Grazie per avermi invitato a fare questo intervento. Parlando della guerra in Ucraina, la cosa essenziale da riconoscere all’inizio è che questa è una guerra per procura . A questo proposito, nientemeno che Leon Panetta, che è stato direttore della CIA e poi segretario alla difesa sotto l’amministrazione Barack Obama, ha recentemente riconosciuto che la guerra in Ucraina è una “guerra per procura” degli Stati Uniti, sebbene raramente ammessa. Per essere espliciti, gli Stati Uniti (appoggiati dall’intera NATO) sono impegnati in una lunga guerra per procura con la Russia, con l’Ucraina come campo di battaglia. Il ruolo degli Stati Uniti in questa concezione, come ha insistito Panetta, è quello di fornire sempre più armi sempre più velocemente con l’Ucraina che combatte, sostenuta da mercenari stranieri.

Allora come è nata questa guerra per procura? Per capirlo dobbiamo guardare alla grande strategia imperiale degli Stati Uniti. Qui dobbiamo risalire al 1991 quando l’Unione Sovietica si sciolse o addirittura agli anni ’80. Ci sono due poli in questa grande strategia imperiale, uno come espansione e posizionamento geopolitico, compreso l’allargamento della NATO, l’altro come spinta degli Stati Uniti per il primato nucleare. Un terzo polo riguarda l’economia ma non sarà considerato qui.

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BILLY BRAGG SCOPRE CHE “KYIV CALLING” LA CANTANO FASCISTI UCRAINI. JOE STRUMMER SI RIVOLTA NELLA TOMBA

Ho tradotto il post che Billy Bragg ha scritto ieri dopo aver scoperto che gli autori di Kyiv Calling sono banderisti. Confido che anche i Clash prenderanno le distanze non appena informati (la mia amica Paola a Londra frequenta Paul e Mick e confido segnali subito la faccenda). In Occidente si è molto minimizzato la tendenza fascista del nazionalismo ucraino che è stato finanziato e armato dagli USA in funzione antirussa. La sua egemonia va oltre il reggimento Azov e le altre formazioni dichiaratamente neonaziste perchè il criminale filonazista Stepan Bandera è stato riabilitato (un appello internazionale di storici nel 2015 che fu ignorato da stampa italiana) e il suo compleanno è diventato festa nazionale col voto della maggioranza di governo dopo EuroMaidan. Si minimizza dicendo che i gruppi apertamente neonazi hanno preso percentuali da Casa pound o Forza Nuova (lo segnala anche Billy Bragg). Noi italiani sappiamo però che vi sono partiti di ben altre dimensioni che hanno fatto proprio il loro discorso (FdI e Lega). Credo che in Ucraina sia accaduto qualcosa di simile. C’è da interrogarsi su come un filonazista poi passato al servizio della CIA divenga eroe nell’immaginario di giovani che amano le controculture alternative occidentali come il punk. Quale miscela ideologica si è creata tra invocazione della NATO, dell’UE e al contempo di nazionalismi fascistoidi, miti razzisti discriminatori, russofobia. Certo pesa l’eredità delo stalinismo ma non va dimenticato che i filonazisti di Bandera furono complici dell’Olocausto di più di un milione di ebrei ucraini e anche di 70.000 polacchi. Comunque massimo rispetto per Billy Bragg che si conferma un vero compagno. Joe Strummer pianse quando vide in tv che militari USA scrivevano “rock the casbah” sulle bombe che avrebbero gettato sugli iracheni. Joe era antifascista e contro ogni imperialismo. Ricordate Washington Bullets?
Questo è il post di Billy:

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