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Garante detenuti Abruzzo: assurdo non votare per Rita Bernardini. Una proposta per evitare franchi tiratori

carcere.lancianojpgIn qualità di autore della legge che ha istituito anche in Abruzzo l’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nel lontano agosto 2011 non posso che esprimere sconcerto per il reiterarsi di atteggiamenti ottusi in Consiglio regionale.
Come si fa a negare che la disponibilità di Rita Bernardini, una delle persone più impegnate e competenti sulle tematiche carcerarie che ci sia in Italia, è un’occasione che la Regione Abruzzo non può assolutamente perdere?
Quando Marco Pannella lanciò la candidatura di Rita io fui contentissimo perchè pensavo che l’intero Consiglio l’avrebbe recepita con voto unanime data l’autorevolezza della proposta e di chi la avanzava.
Neanche la commozione corale che ha accompagnato la scomparsa di Marco ha fatto si che in Consiglio pare aver suscitato un ravvedimento operoso se stiamo ancora attendendo nomina.
Spero che centrosinistra e centrodestra non facciano mancare il proprio voto e che il M5S abbandoni una posizione assurda di rifiuto della candidatura più autorevole e competente sulla base di un pretesto legalitario che contrasta anche con i regolamenti che si sono dati di recente.
Rita Bernardini non è una delinquente o una corrotta ma una persona impegnata che è stata condannata per atti di disobbedienza civile.

Facendo mancare i loro voti i consiglieri pentastellati rischiano di fare il gioco soltanto di quei consiglieri che fanno i franchi tiratori perchè auspicano che tramonti candidatura Bernardini e che possano così contrattare la nomina di un loro amico.
Al fine di concretizzare la nomina e smascherare i furbi formulo una proposta ai consiglieri regionali sulla base della mia modesta esperienza.
Onde evitare sorprese credo che sia bene che i consiglieri che voteranno a favore della Bernardini mostrino la scheda aperta con il nome prima di inserirla nell’urna così sarà possibile verificare chi sta boicottando la nomina.
Nelle carceri vi sono mille problemi che richiedono un’interfaccia competente tra quel mondo e tutti i livelli istituzionali nell’interesse di tutti. Nessuno come Rita Bernardini può autorevolmente bussare a qualsiasi porta fino a Roma e anche per segnalare problemi e individuare soluzioni.
Per una volta che si provi a nominare la persona giusta al posto giusto.
Non si tratta di una questione di partito (notoriamente Rita non è del mio partito) ma di coscienza civile.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
ex-consigliere Regione Abruzzo

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