Community

Already a member?
Login using Facebook:
Powered by Sociable!

il mio profilo

Profilo Facebook di Maurizio Acerbo

Archivi

La mia libreria su Anobii

Gilles Deleuze: cosa vuol dire non essere di sinistra?

gilles-deleuze-etre-de-gaucheCome te la cavi fra il tuo senso civico, di persona di sinistra, che vota… e il tuo divenire rivoluzionario? E cos’è per te essere di sinistra?

Gilles Deleuze – Sì. Guarda penso che non esista un governo di sinistra. Anche qui non ci si deve meravigliare. Il nostro governo che dovrebbe essere di sinistra non lo è. Non è che i governi siano tutti uguali. Quello che si può sperare nel migliore dei casi è un governo favorevole a certe esigenze o istanze della sinistra. Ma un governo di sinistra non esiste, perché la sinistra non è questione di governo. Se mi si chiede come definire la sinistra, essere di sinistra, direi due cose. Ci sono due modi, E anche qui…è innanzitutto una questione di percezione. C’è una questione di percezione: cosa vuol dire non essere di sinistra? È un po’ come un indirizzo postale. Partire da sé, la via dove ci si trova, la città, lo Stato, gli altri Stati e sempre più lontano. Si comincia da sé nella misura in cui si è privilegiati, vivendo in paesi ricchi, ci si chiede: come fare perché la situazione tenga?

È chiaro che ci sono dei pericoli, che tutto questo non può durare, che è demenziale. Bene, ma come fare perché duri? Si dice : «I cinesi sono lontani, ma come fare perché l’Europa duri ancora».

Essere di sinistra è il contrario. È percepire…si dice che i giapponesi percepiscano così. Non percepiscono come noi, ma percepiscono prima di tutto la circonferenza. Dunque direbbero: il mondo, il continente, mettiamo l’Europa, la Francia, la rue Bizerte…io. È un fenomeno di percezione.

Si percepisce innanzi tutto l’orizzonte, si percepisce all’orizzonte.

D – Non è che siano così a sinistra i giapponesi…

GD – Non per generosità…Quest’obiezione non è un motivo. Su questo sono a sinistra. In questo senso dell’«indirizzo», dell’indirizzo postale sono a sinistra.

Vedi prima di tutto all’orizzonte. E sai che non può durare. È impossibile che questi miliardi di persone che crepano di fame…Può durare ancora cento anni, non so, ma non si deve esagerare…è l’ingiustizia assoluta. Non è tanto in nome della morale. È in nome della percezione stessa. Se si comincia dal limite, ecco si è di sinistra…e in un certo modo di aspira…si capisce che sono quelli i problemi da risolvere. E non significa semplicemente: «bisogna diminuire le nascite». È un modo di conservare il privilegio dell’Europa, niente di più. Bisogna veramente trovare le soluzioni, i concatenamenti mondiali…essere di sinistra è sapere che i problemi del terzo mondo sono più vicini a noi dei problemi del nostro quartiere. È veramente una questione di percezione, non di anime belle, no. Prima di tutto è questo per me, essere di sinistra. E in secondo luogo significa essere di natura…o piuttosto divenire, è un problema di divenire. Non smettere mai di divenire minoritari. La sinistra in quanto tale non può mai essere maggioritaria. E per un motivo semplice, la maggioranza presuppone, anche quando si vota…non è solo una maggioranza che vota per una cosa. La maggioranza presuppone un’unità di misura. In occidente questa misura che ogni maggioranza presuppone, è «uomo», «adulto», «maschio», «cittadino urbanizzato». Ezra Pound, Joyce hanno detto cose simili. Perfettamente. È l’unità di misura. Ora chi possiede la maggioranza, per natura, è chi in un dato momento…o l’insieme che in quel dato momento realizzerà l’unità di misura. Cioè l’immagine presupposta dell’adulto, maschio, cittadino urbanizzato. A limite si può dire che la maggioranza non sia mai nessuno. Non è mai nessuno, è un’unità di misura vuota. Semplicemente diverse persone, un massimo di persone si riconoscono in un’unità di misura vuota. Ma in sé la misura è vuota, l’uomo maschio…E le donne contano o intervengono in questa maggioranza, oppure in minoranze secondarie, in rapporto a questa misura. Ma cosa c’è d’altro….tutti i divenire sono dei divenire minoritari. Anche le donne non sono un dato di fatto. Non sono donne per natura. Hanno un divenire donna. Le donne devono divenire donna come gli uomini hanno un divenire donna.

Parlavamo prima del divenire animale. I bambini hanno un divenire bambini, non sono bambini per natura. Tutti questi divenire sono divenire minoritari.

D .- solo gli uomini non hanno un divenire uomini…è dura.

GD – ah no, perché sono una misura maggioritaria.

D – e vuota

GD – l’uomo maschio adulto non ha alcun divenire. Può divenire donna ma allora si impegna nei processi minoritari.

La sinistra è l’insieme dei processi di divenire minoritario.

Per definizione nessuno è maggioranza , tutti sono minoranza. Questo è essere di sinistra, sapere che tutti sono minoranza. Ed è qui che si danno i fenomeni del divenire. Per questo non c’è pensatore a non aver dubbi sulla democrazia, su ciò che chiamano elezioni. Sono cose risapute….

da Gilles Deleuze, Abecedario

migranti-1-715x341

Leave a Reply