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P.R.P.: EVITIAMO IL BIS DELLA DIGA FORANEA

P.R.P.: EVITIAMO IL BIS DELLA DIGA FORANEA
Non mi convince l’entusiasmo per il PRP da parte dell’assessore D’Intino.
Come si fa a sostenere che con il nuovo porto Pescara beneficerà del divieto a Venezia per le grandi navi da crociera?
La mania della grandezza ci ha regalato già una catastrofe con la diga foranea e il molo di levante.
Il fatto che centrodestra e centrosinistra appaiano d’accordo sul nuovo progetto non è rassicurante visto che anche allora la Provincia di D’Alfonso
e il Comune di Pace condivisero l’opera e la decisione di non sottoporla a valutazione di impatto.
Come fa a andare avanti un progetto che ha visto le osservazioni contrarie di tutta la marineria e persino dell’ordine degli ingegneri?
Chi sono i tecnici che si sono espressi sulle osservazioni?
Hanno un profilo di terzietà rispetto agli ambienti interessati a un altro mega progetto?
Non vorrei che autorità locali e operatori si facciano più o meno in buona fede artefici di nuovo, come fu per la diga foranea, dei disegni della lobby di tecnici, imprese e ambienti ministeriali che ha già massacrato Pescara e il suo porto.
Invito l’assessore D’intino, a cui va il mio apprezzamento per la riapertura del Museo del Mare, a una pausa di riflessione nell’interesse della città.
Maurizio Acerbo, consigliere comunale e regionale PRC
Come si fa a sostenere che con il nuovo porto Pescara beneficerà del divieto a Venezia per le grandi navi da crociera?
La mania della grandezza ci ha regalato già una catastrofe con la diga foranea e il molo di levante.
Il fatto che centrodestra e centrosinistra appaiano d’accordo sul nuovo progetto non è rassicurante visto che anche allora la Provincia di D’Alfonso
e il Comune di Pace condivisero l’opera e la decisione di non sottoporla a valutazione di impatto.
Come fa a andare avanti un progetto che ha visto le osservazioni contrarie di tutta la marineria e persino dell’ordine degli ingegneri?
Chi sono i tecnici che si sono espressi sulle osservazioni?
Hanno un profilo di terzietà rispetto agli ambienti interessati a un altro mega progetto?
Non vorrei che autorità locali e operatori si facciano più o meno in buona fede artefici di nuovo, come fu per la diga foranea, dei disegni della lobby di tecnici, imprese e ambienti ministeriali che ha già massacrato Pescara e il suo porto.
Invito l’assessore D’intino, a cui va il mio apprezzamento per la riapertura del Museo del Mare, a una pausa di riflessione nell’interesse della città.
Maurizio Acerbo, consigliere comunale e regionale PRC

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