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Inceneritori: Chiodi come Del Turco

 

Dispiace che Chiodi abbia indicato come obiettivo prioritario del nuovo governo regionale la realizzazione di inceneritori in Abruzzo. Non sappiamo quanti, sicuramente più di uno visto che il presidente ha parlato di “più termovalorizzatori”.

Constatiamo che Chiodi sul tema è in perfetta continuità con Del Turco che fu costretto da Rifondazione a fare marcia indietro sul tema.

Se era per Del Turco in Abruzzo sarebbe stata avviata la realizzazione di almeno tre inceneritori (Chiodi si dichiarò all’epoca

favorevole).

Fortunatamente c’era Rifondazione che impose un Piano Regionale innovativo che aveva appena cominciato a muovere i primi passi.

E’ un peccato che Chiodi ne annunci il decesso prima ancora che venga per gran parte attuato.

Non diciamo solo no agli inceneritori, business che fa gola agli stessi soggetti che nel passato hanno fatto affari con le discariche, ma Rifondazione ha formulato anche proposte concrete, praticabili, alternative.

Innanzitutto puntiamo sulla raccolta differenziata che è ancora insufficiente (20%) e su incentivi/sanzioni ai Comuni per generalizzare implementare la raccolta “porta porta”.

 

La programmazione di settore deve orientarsi verso la rapida messa in opera di un sistema di impianti dedicati in via prioritaria al recupero di materia, favorendo le filiere brevi.

Vanno messe in atto politiche incisive per la riduzione della produzione di rifiuti. Su due assi: green procurement e controllo delle attività ad alto impatto dal punto di vista della produzione di rifiuti.

E’ indispensabile la promozione di un sistema impiantistico decentrato per il trattamento dei rifiuti compostabili, cogestito dal mondo dell’agricoltura e l’ammodernamento degli impianti centralizzati (uno per ciascuno dei 4 ATO) per il trattamento a freddo dei rifiuti non riciclabili o non differenziati.

E’ necessaria una rigorosa verifica delle attività industriali alle quali è stato consentito l’impiego di CDR quale combustibile (per esempio i cementifici).

Dopo anni di gestione fallimentare del settore va attuato un rigoroso controllo delle attività dei futuri ATO, mediante indicatori di obiettivo e sostegno delle competenze, e la riforma dell’Osservatorio regionale rifiuti: da organismo tecnico a sede di indirizzo partecipativo (che veda dunque la partecipazione dei cittadini, delle loro associazioni e delle categorie interessate).

Possiamo evitare di respirare le diossine degli inceneritori e creare tanti posti di lavoro.

Invitiamo il presidente Chiodi ad aprire un confronto con le associazioni ambientaliste, gli enti locali e naturalmente il nuovo Consiglio Regionale. Siamo disponibili a un confronto di merito sulle politiche per i rifiuti, ma non ad accettare diktat.

Rifondazione Comunista contrasterà – anche con l’ostruzionismo – in Consiglio Regionale e sui territori a una scelta sbagliata, nociva per la salute e disastrosa per l’ambiente.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC

Marco Gelmini, segretario regionale PRC

1 comment to Inceneritori: Chiodi come Del Turco

  • Inceneritori : Come fabbricare +monnezza con la monnezza, avvelenarci e guadagnarci sopra, grazie a protezioni e finanziamenti governativi che una certa classe imprenditrice la più potente anche se la meno competitiva, mai metterà in discussione-
    Gli inceneritori un esempio calzante; anche i ragazzini delle medie conoscono la famosa legge del nulla si crea nulla i distrugge, tutto si trasforma….. infatti dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: – una tonnellata di fumi – 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali – 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) – 650 kg di acqua sporca (da depurare) – 25 kg di gesso -nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Riduciamo la monnezza e denunciamo con fermezza, la politica delle contaminazioni tra affari ed istituzioni che impoverisce entrambi e portà la società a vivere nella perenne incertezza/paura .

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